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Eroica Fenice

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Il degrado di Roma, storia di una capitale

Da qualche giorno Roma viene accompagnata sui quotidiani e sul web dalla parola degrado, il degrado di una città in stato di abbandono, sporca a causa dell’ingente mole di immondizia per le strade,  che oscura e ridicolizza le bellezze storiche della Capitale, proprio nel periodo estivo, quando il turismo in Italia cresce maggiormente – anche se l’allarme per tale degrado è scattato più di un anno fa e caduto nel dimenticatoio. Numerose le polemiche e le critiche dall’estero, molta è la delusione e l’imbarazzo dei cittadini, una situazione che sembra ripetere il disagio di Napoli di qualche anno fa; la colpa viene riversata sulla società, sul modo in cui l’Italia viene vista anche tra le sue stesse fila, ma a dover risolvere la palpabile condizione di sfacelo dovrebbero essere le istituzioni, il governo e il comune, che in questo caso ha puntato tutti i riflettori sul sindaco di Roma, Ignazio Marino. Coinvolto appieno nella questione o no, capro espiatorio di ogni singolo avvenimento che ha portato Roma ad essere diventata invivibile (non solo per la sporcizia ma anche per tante altre situazioni al limite, come ad esempio i problemi avuti sempre in questi giorni con i trasporti pubblici, problematiche che una città possiede da sempre ma che affiorano nei momenti più estremi), è solo a lui che i romani possono affidarsi, accusandolo da una parte di troppa debolezza per gestire l’amministrazione della capitale, dall’altra tentando di spronarlo a porre immediato rimedio per il bene della civiltà.

Intanto il cosiddetto “degrado di Roma” finisce sulla prima pagina del New York Times, che incita periodicamente i propri lettori a testimoniare la propria esperienza in questa città, e la questione diventa di dominio mondiale, Roma caput mundi. L’incuria urbana viene paragonata al fallimento di Atene, la lentezza e lo stato retrogrado dell’odierna Roma viene con vergogna ripudiata nel lontano ricordo delle grandezze di quella antica, si fa leva giustamente sul patrimonio artistico e storico, che viene anch’essa quindi lasciata in decadimento. Parallelamente, il disgusto degli stessi cittadini si convoglia in una specie di blog nato per mettere in luce tutte queste problematiche della Capitale, www.romafaschifo.com (che conta ad oggi su Facebook 89mila like), per alcuni visto come un sito di informazione e di denuncia utile, ma per altri solo l’ennesimo “coltello nella piaga”, senza alcuna positiva intenzione.

A livello mediatico la situazione sta assumendo caratteri sempre più visibili, non solo a causa delle continue e aberranti analisi sul degrado, ma anche attraverso le uniche proposte che dette a voce alta e da un personaggio famoso e amato come Alessandro Gassmann, possono essere ascoltate. L’attore romano, che certo in tv e sui social network non ha mai dimostrato di tirarsi indietro riguardo questioni politiche, ha lanciato su Twitter l’hashtag #Romasonoio, per incitare i suoi concittadini a rimboccarsi le maniche e a sconfiggere con l’azione e non con passività, gli insulti e le polemiche, sperando che l’input si trasformi in concretezza. Il desiderio che alberga nell’animo non solo di ogni romano ma di ogni italiano, è quello di possedere lo spirito giusto e rivoluzionario (perché no), per poter cambiare le cose con le proprie forze, tutte quelle volte che l’aiuto delle istituzioni è venuto a mancare.

– Il degrado di Roma, storia di una capitale – 

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