Home | Letterature e linguaggi | Letteratura latina | Chi era Ovidio: poeta e maestro d’amore

Chi era Ovidio: poeta e maestro d’amore

Chi era Ovidio

Ovidio, il cui nome per esteso è Publio Ovidio Nasone, uno dei principali esponenti della storia e autori della letteratura latina classica e della poesia elegiaca del periodo augusteo, è conosciuto in particolare per le sue opere che presentano come tema centrale l’amore, inquadrandosi perfettamente nel genere dell’elegia amorosa, nelle quali propone dei consigli su come vivere al meglio l’esperienza amorosa.

Dettaglio biografico Informazioni principali su Ovidio
Nome completo Publio Ovidio Nasone (Ovidio)
Data e luogo di nascita 43 a.C. a Sulmona (Sulmo)
Classe sociale Classe equestre (ordine equestre)
Luogo d’esilio Tomi (attuale Costanza, in Romania)

Analizziamo brevemente gli eventi più significativi della vita di Ovidio

Chi era Ovidio? Breve biografia

Publio Ovidio Nasone nacque a Sulmona nel 43 a.C. in una famiglia appartenente alla classe equestre dell’antica Roma su Wikipedia. La sua formazione fu caratterizzata da importanti figure di rilievo nella città di Roma, ebbe infatti contatti anche con il poeta Virgilio e il mito di fondazione dell’Eneide, il famoso poeta romano. A Roma il poeta ebbe la possibilità di portare a termine i suoi studi e di avvicinarsi alla retorica romana, ma non mancò il suo interesse alla vita politica. Un evento molto importante nella vita di Ovidio fu il suo doloroso esilio a Tomi, nell’attuale Romania, per mano dell’imperatore Ottaviano Augusto e il suo principato e del quale l’autore non ne specifica le cause, ciò ha portato nel corso del tempo a varie ipotesi che si spostano dalla supposizione di una sua relazione con la figlia dell’imperatore Augusto fino a quella secondo cui il poeta avrebbe rivelato illecitamente il nome segreto di Roma in uno dei suoi componimenti. Malgrado non vi siano certezze riguardo la motivazione del suo esilio, sappiamo che ciò di cui era accusato il poeta era considerato particolarmente grave dall’imperatore Augusto, il quale non riuscirà mai a perdonarlo.

Continuiamo il nostro percorso alla scoperta di chi era Ovidio facendo riferimento alle sue opere

Chi era Ovidio e il perché viene definito poeta dell’amore e maestro tra gli scrittori latini emerge dalle sue opere che possiamo classificare in tre gruppi: opere giovanili o amorose, opere maggiori o della maturità e opere dell’esilio.

Tra le opere giovanili ritroviamo una delle sue più celebri composizioni che è rappresentativa dell’attenzione al tema amoroso ricorrente in Ovidio: l’Ars Amatoria, comprendente consigli basati sulla metrica classica del distico elegiaco. L’opera comprende tre libri, i primi due sono dedicati agli uomini e sono utilizzati dal poeta per fornire loro consigli su come sedurre una donna, il terzo libro invece è dedicato alle donne e comprende una serie di accorgimenti di cui Ovidio si fa promotore, tra cui il più importante, quello di vedere l’amore come un gioco e di non innamorarsi.

Le Metamorfosi sono l’opera più celebre di Ovidio, esse rientrano nelle opere della maturità e si compongono di quindici libri scritti in esametro dattilico in cui l’autore propone diversi miti della mitologia greca e romana incentrati sul tema della trasformazione. Le storie raccontate nell’opera sembrano essere sconnesse tra loro e articolate in maniera confusionaria, in quanto il poeta pur seguendo un ordine cronologico, inserisce alcuni avvenimenti in posizioni errate rispetto all’ordine temporale a seconda che le ritenga più o meno importanti. Ciò che lega inesorabilmente tutte le storie presenti nell’opera è il tema della trasformazione, pensiamo ad esempio al mito classico di Apollo e Dafne, la quale per sfuggire al dio sarà trasformata in un albero di alloro. Ma a legare tra loro i miti presentati ne capolavoro letterario de Le Metamorfosi di Ovidio vi è anche il tema dell’amore, pensiamo all’amore proibito di Medea per Giasone, tema centrale in tutte le sue opere che fa sì che Ovidio possa oggi essere definito un poeta e maestro dell’arte amorosa, attingendo alla vasta tradizione mitologica antica.

Fonte immagine di copertina: Depositphotos (autore: portfolio dell’autore Adamico su Depositphotos)

Altri articoli da non perdere
6 poesie cinesi: la cultura millenaria in versi
6 poesie cinesi: la cultura millenaria nella poesia

La storia della letteratura cinese comincia relativamente presto, nell'XI secolo a.C.; in realtà, quello di letteratura non è un concetto Scopri di più

I Paputi: la secolare tradizione sarnese
I Paputi: la secolare tradizione sarnese

A Sarno, la preparazione della Settimana Santa è lunga: i quadri e le statue in tutte le chiese sono coperti Scopri di più

I 4 punti fondamentali per capire il teatro di Bertolt Brecht
Il teatro di Bertolt Brecht, 5 punti fondamentali

Il teatro di Bertolt Brecht rappresenta una delle più importanti rivoluzioni della scena del Novecento. Nato ad Augusta nel 1898, Scopri di più

Il popolo degli Achei: origini e caratteristiche di una civiltà decaduta
Chi sono gli achei, caratteristiche del popolo

Gli Achei furono il primo popolo di lingua ellenica a stabilirsi in Grecia, nel corso del II millennio a.C. (piena Scopri di più

Alberto Angela e il suo nuovo Noos
Alberto Angela e il suo nuovo Noos

Si chiama Noos, "intelletto", il nuovo programma di Alberto Angela. Andrà in onda in estate, in prima serata, e manterrà Scopri di più

Metello di Vasco Pratolini: l’ideologia del populismo
Metello di Vasco Pratolini: l’ideologia del populismo

Metello di Vasco Pratolini è un romanzo pubblicato nel 1955 ed è il primo libro della trilogia che comprende anche Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Annamaria Centonze

Vedi tutti gli articoli di Annamaria Centonze

Commenta