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Eroica Fenice

Giampietro Belotti e le sentinelle in piedi

Giampietro Belotti nasce a Bergamo 29 anni fa. Uno studente qualunque. Un ragazzo che si può incontrare per strada ovunque. Ma a differenza dei “tanti”, ha deciso di prendere una posizione netta e concreta nella lotta contro l’omofobia. Giampietro Belotti è la voce discordante di una manifestazione che vorrebbe essere pacifica ma che di pacifico ha solo i modi. Una manifestazione di un gruppo di persone che decide cosa sia meglio, o più opportuno, per la comunità. Una manifestazione che semplicemente limita la piena attuazione dei diritti civili di una minoranza.

Giampietro Belotti scende in piazza vestito da nazista, “Mein Kampf” in vista e legge insieme alle sentinelle in piedi. Sembra quasi un monito per la società. Un monito che mette in guardia dalla legittimità di una manifestazione. Un dubbio sorge spontaneo a guardare la piazza: “Forse quelle sentinelle stanno manifestando per qualcosa di sbagliato. Può dirsi corretto manifestare per una causa sbagliata?”.
Incontrando Giampietro Belotti è nata spontanea l’esigenza di approfondire le ragioni della sua battaglia.

Come mai hai scelto questo modo di manifestare certamente pacifico ma a prima vista così estremo?
Credo sia nelle mie corde, semplicemente. Sono una persona che adora l’ironia, la satira. Mi pare naturale prendere certi atteggiamenti già ridicoli di loro e portarli al parossismo. Nel linguaggio del web si parla di “trollare” quando per sfatare ridicole posizioni le si supera sullo stesso piano: ecco quindi i troll che nei gruppi “breathariani” raccontano di come stanno svezzando i loro neonati alimentandoli unicamente ad aria e luce, o che spiegano agli sciachimisti come difendersi dalle “irrorazioni” con particolari diete. Probabilmente lo spunto m’è partito da lì, una bravissima conduttrice di Radio Base, Emanuela Marmo, mi ha accostato nel suo programma “Santi e Briganti” a questo movimento trasversale, che esiste da tempo negli USA ma di cui ignoravo totalmente l’esistenza, che in diverse manifestazioni di piazza scende mascherato, proprio come i personaggi pubblici che intende canzonare, si chiama: “attivismo satirico”. Diciamo che non ho ideato nulla di nuovo, sicuramente però in un Paese dove c’è ancora bisogno di ricordare che tutte le persone nascono uguali è piuttosto facile essere “innovativi”.

Cosa spinge un giovane a partecipare alle manifestazioni contro l’omofobia?
Nel mio caso l’odio. Molto semplice. Puro odio verso qualsiasi forma di intolleranza: non ho mai digerito razzisti, sessisti nè omofobi. Vedere queste “sentinelle” che si arrogano il diritto di scendere in piazza a manifestare per il “diritto” di qualcuno ad offendere, bullare o fare del male fisico verso altri individui mi ha sempre provocato un profondo disgusto. Persone che vedono il mondo diviso in bene e male, ed ovviamente loro sono i paladini del bene assoluto. Perché glielo ha detto un libro scritto da dei pastori primitivi in mezzo al deserto. Con quanta malignità aggressivo-passiva si pongono nello status di vittime perseguitate perché loro manifestano “pacificamente”: come bastasse quel “pacificamente” a permettere di esprimere il proprio appoggio a chi compie atti violenti. Loro vorrebbero che in Italia non fosse istituita un’aggravante penale per i reati a sfondo omofobo, come ne esiste una per quelli a sfondo razziale, per esempio. L’odio dicevo, l’odio verso qualsiasi forma di intolleranza mi ha portato in piazza. Credo che l’odio come qualsiasi altra emozione umana sia un’enorme forza creatrice o distruttrice. Bisogna imparare ad incanalarla ovviamente, e smettere di porlo sotto una luce negativa a priori: “Odiare i mascalzoni è cosa nobile” diceva Marco Fabio Quintiliano. Dante non credo provasse un sentimento di amore per Bonifacio VIII quando lo mise a soffrire pene eterne nel suo inferno: prese il sentimento di odio che provava per una persona e lo trasformò in arte. Ho semplicemente commutato il mio odio in una protesta ben pensata.

Secondo te, perché il “diverso” (consentimi un linguaggio riconosciuto dalla maggioranza) crea resistenza? Una giusta informazione può superare le barriere?
Sempre considerando che sia doveroso “giustificare” il “diritto all’amore”. Non credo sia questione di una “giusta” informazione. Per come la vedo io basta l’informazione. Punto. L’informazione contrapposta alla più arrogante ignoranza. Non è difficile: “Disapprovare l’omosessualità è come disapprovare la pioggia” . È una realtà e come tale se ne deve semplicemente prendere atto. Le sentinelle sostengono che l’amore non sia un “diritto” ma un “fatto”. Ed hanno perfettamente ragione (teoria dei grandi numeri: se spari mille frasi a cazzo una corretta la imbrocchi): l’amore è un fatto. E come tale va accettato. Una volta accettato che l’amore, come fatto, esiste allora non capisco perché non dovremmo considerare tutti gli esseri umani coinvolti in questo sentimento. A meno che le “sentinelle” non vogliano sostenere che la popolazione GLBT non sia in grado di provare amore. Non che la cosa mi stupirebbe, già sostengono teorie secondo cui gli omosessuali non siano in grado di generare figli .

Credi che in questo contesto sociale la religione sia un limite? O giocano numerosi altri fattori?
Molto e pochissimo nello stesso momento. Sembra una battuta ma non lo è. Innanzitutto vediamo di stringere il cerchio mettendo a fuoco la parola “religione” è estremamente vasta. Personalmente sono adepto della Chiesa Pastafariana Italiana (recentemente insignito del titolo di esorcista pastafariano), una Chiesa che fa della tolleranza la sua bandiera. Ecco, se la religione maggiormente diffusa in questo Paese fosse quella di Sua Spaghettosità la domanda non si porrebbe. Quindi dobbiamo stringere il campo su chiese che non fanno della tolleranza e dell’accettazione il proprio vessillo. Ora, se la questione fosse semplicemente quella rappresentata da una Chiesa (una chiesa intollerante a caso) e da quello che essa dice di fare, il problema non esisterebbe: insomma, sappiamo tutti quello che la Chiesa Cattolica pensi di sesso prematrimoniale e preservativi…eppure io mi ricordo personalmente diverse “spianate” post Giornata Mondiale della Gioventù ricoperte di profilattici usati. Ora so che qualche malizioso qua vorrebbe chiedere: “Te le ricordi perché anche tu hai contribuito a quello spettacolo di goldoni colorati da tutte le parti, vero?”. Devo rispondere: “Assolutamente no”. Sono sempre stato una personcina molto educata che non butta la propria immondizia per terra ma nel primo cestino. Quindi perché abbiamo una delle legislazioni più arretrate in Europa riguardo diritti GLBT, se le persone sanno benissimo quale parte delle raccomandazioni ecclesiastiche “scegliere” per le proprie vite? Il problema credo derivi da una delle classi politiche più mentalmente arretrate, e non a livello europeo: qui giochiamo nel mondo. Gente che è nata poco meno di un secolo fa governa questo paese pensando di trovarsi ancora nell’Italia del secondo dopoguerra. Pensano che essere “tradizionalisti” significhi essere “culturalmente arretrati” quando, nel resto del mondo, addirittura esponenti di movimenti politici di destra non hanno difficoltà a parlare della propria omosessualità. Insomma, se un cardinale a caso capo della CEI si mettesse a parlare di quello che un omosessuale dovrebbe o non dovrebbe fare il pensiero comune sarebbe abbastanza uniforme: “Ok, lasciamolo sproloquiare”. Il problema è che le sue parole devono finire “necessariamente” in un telegiornale, devono essere “necessariamente” commentate dal politico di turno. Sono dell’idea che lo stato dovrebbe tutelare tutti i suoi cittadini e se l’omosessualità da quasi 25 anni è una condizione naturale di una percentuale di questi cittadini perché non dovrebbe avere a cuore anche i loro interessi? Lasciamo che la Chiesa cianci di quello che vuole ma facciamo che il nostro stato applichi leggi uguali per giuste. Lo so: noi che diciamo “A Cesare quel che è di Cesare ed a Dio quel che è di Dio” siam sempre visti come dei fottuti rivoluzionari.

Rispondi alla domanda che avresti voluto ti fosse stata posta.
Dai, la perla (complottista) della giornata. Era da un po’ che volevo pubblicarla sulla mia pagina facebook e finalmente oggi ci sono riuscito: una sentinella mi ha contattato in privato per spiegarmi le sue “ragioni” (scendi in piazza a manifestare contro i diritti di un altro essere umano e ti senti in dovere di giustificarti…un po’ lo capisco). Per me è stata una rivelazione: devo dire che fino a pochi mesi fa ero totalmente ignorante in fatto di “pensiero omofobo”, sapevo che la prima causa è un’omosessualità repressa, avevo avuto a che fare con fascisti ed altre cose che escono dai tombini quando piove troppo e straripano. Però sapere che questa gente, le sentinelle, scendono in piazza contro i diritti delle persone GLBT per contrastare le lobby gay che appoggiate dai banchieri sionisti vogliono omosessualizzare il mondo…m’ha sconvolto. Davvero. Ecco cosa spinge a voler contrastare il pieno raggiungimento dei diritti di un altro essere umano gratuitamente: l’ignoranza più becera ed un pizzico di insanità mentale.

Giampietro Belotti e le sentinelle in piedi


Jundra Elce