Immatricolazioni veicoli commerciali in crescita in UE

Immatricolazioni veicoli commerciali

Positivi i dati che arrivano dal mercato dei veicoli commerciali e industriali a inizio 2026. Il settore, infatti, conferma importanti segnali di evoluzione e stabilità. Crescono le immatricolazioni in Europa, trainate dalla transizione energetica. Bene soprattutto la Francia, la Germania e la ripresa della Spagna.

Panoramica mercato veicoli commerciali 2025-2026

Indicatore di mercato Trend rilevato
Immatricolazioni UE In crescita stabile (+10-12% sul segmento elettrico)
Paesi Leader Germania, Francia, Spagna
Alimentazioni Forte ascesa BEV (elettrici) e sperimentazione Idrogeno
Italia Ripresa legata agli incentivi statali e PNRR

Crescita del mercato europeo dei veicoli commerciali: i dati Acea

I dati sulle immatricolazioni di veicoli commerciali e industriali (funzionali a diverse esigenze, dai traslochi al trasporto materiali, come dimostra la pagina dedicata al noleggio furgone di Giffi Noleggi), analizzati a inizio 2026, mostrano una situazione in evoluzione a livello europeo. I report, diffusi dall’ACEA (Associazione europea dei costruttori), riflettono un consolidamento della ripresa post-pandemica con un incremento costante delle vetture immatricolate nel corso dell’ultimo anno. In gran parte dei Paesi dell’Unione Europea l’andamento è stato positivo, spinto dalla necessità di rinnovare le flotte in ottica green.

A guidare il settore si confermano i grandi mercati come la Germania e la Francia, sostenuti da forti politiche di sussidio per la transizione elettrica, seguiti da una Spagna che continua a mostrare tassi di crescita interessanti nel comparto logistico.

Italia: incentivi e rinnovo del parco circolante

Per quanto riguarda l’Italia, il mercato mostra segnali di vitalità, cercando di recuperare il gap accumulato negli anni precedenti. Il settore beneficia degli effetti degli incentivi statali e dei fondi del PNRR destinati alla logistica sostenibile. Esperti del settore, come i vertici di Federauto, sottolineano come sia fondamentale che il Governo mantenga misure strutturali per il rinnovo del parco mezzi, che in Italia resta uno dei più vetusti d’Europa. La sostituzione dei vecchi veicoli diesel con nuovi mezzi a basse emissioni è cruciale non solo per l’economia, ma per la sicurezza stradale e la sostenibilità ambientale.

Elettrico, idrogeno e digitalizzazione: le nuove sfide

Lo scenario del 2026 vede una netta affermazione delle nuove fonti di energia. Se il gas naturale (LNG) ha rappresentato una fase di transizione importante, oggi la sfida si gioca sull’elettrico (BEV) per il trasporto leggero e sull’idrogeno (FCEV) per il lungo raggio. Il dibattito sulla neutralità tecnologica rimane acceso, ma i dati di vendita confermano che i furgoni elettrici sono ormai una realtà consolidata per le consegne dell’ultimo miglio nelle zone a traffico limitato (ZTL).

Le sfide per l’anno in corso e il futuro prossimo riguardano:

  • La digitalizzazione avanzata e l’uso dell’Intelligenza Artificiale per la gestione delle flotte;
  • Il potenziamento delle infrastrutture di ricarica rapida per supportare i veicoli industriali elettrici;
  • La diversificazione dell’offerta di servizi di mobilità, con il noleggio a lungo termine che guadagna quote di mercato rispetto alla proprietà.

Veicoli leggeri e pesanti: l’andamento dei segmenti

Analizzando i segmenti, i veicoli commerciali leggeri (furgoni fino a 3,5t) continuano a rappresentare la fetta più ampia del mercato, spinti dall’e-commerce che non accenna a rallentare. In questo comparto, la penetrazione dell’elettrico ha raggiunto percentuali a doppia cifra in molti paesi UE. Per i veicoli industriali pesanti, la crescita è più moderata ma costante, con un interesse crescente verso le soluzioni a celle a combustibile (idrogeno) per superare i limiti di autonomia delle batterie sui lunghi tragitti autostradali.

Articolo aggiornato il: 13 Gennaio 2026

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