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Boris Becker, l’ex tennista condannato a due anni e mezzo di carcere

Boris Becker, l’ex tennista condannato a due anni e mezzo di carcere

Boris Becker nasce a Leimen il 22 novembre 1967 ed è un ex giocatore e allenatore di tennis tedesco. Ha iniziato a giocare a tennis all’età di soli cinque anni e a otto ha vinto il suo primo torneo. Il suo talento era così evidente che il Ministero della Pubblica Istruzione gli permise di interrompere gli studi dopo la licenza media per dedicarsi esclusivamente allo sport.

Boris Becker e la sua carriera

All’inizio della sua carriera ebbe subito un grande successo, non solo perché era giovanissimo, ma anche perché fu il primo tennista in grado di combinare elementi tipici del tennis contemporaneo e altri del tennis tradizionale. È considerato uno dei più grandi tennisti di sempre per aver vinto 49 tornei e per aver conquistato due prove del Grande Slam prima dei 19 anni. Boris Becker è anche conosciuto con il soprannome di Bum Bum, che fa riferimento alla potenza del suo servizio e alla sua abilità nel serve-and-volley. Infine, è noto per aver vinto la medaglia d’oro olimpica nel doppio a Barcellona e per essere stato numero uno al mondo. Per approfondire le statistiche ufficiali e i record della sua carriera, è possibile consultare il profilo sul sito dell’ATP Tour. Per quanto riguarda la sua vita privata, Becker ha avuto quattro figli da diverse donne e attualmente è sposato con Lilian de Carvalho, con cui ha dichiarato di star vivendo una seconda vita, una rinascita accesa anche dall’arrivo di un bambino che rallegrerà la loro residenza milanese.

Boris Becker, l’ex tennista condannato a due anni e mezzo di carcere
Boris Becker che gioca a tennis – Di Flickr-User mandj98 – Flickr, uploaded by mandj98 at flickr.com, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2093576

La condanna a due anni e mezzo di carcere

Un aspetto oscuro nella vita di Boris Becker è sicuramente legato alla sua situazione economica, la quale è stata a lungo precaria. Becker non riusciva a far fronte ai suoi debiti; infatti, nel 2017 era stato accusato da un tribunale britannico di non aver restituito un prestito importante a una banca privata. Nel 2020 è stato scoperto che Becker aveva nascosto beni e risorse per non pagare i creditori, oltre a un debito di 34 milioni di sterline verso un suo ex socio in affari. A causa di questo comportamento, nel 2022 Becker è stato condannato a due anni e mezzo di prigione per bancarotta fraudolenta. Metà della sua pena doveva essere scontata nel carcere di Wandsworth a Londra, mentre l’altra metà avrebbe potuto scontarla attraverso la libertà vigilata. Tuttavia, non essendo un cittadino britannico, dopo otto mesi Becker è stato trasferito in Germania secondo un trattato internazionale che permette ai detenuti stranieri di ritornare nel loro Paese di origine.

Boris Becker ha raccontato in diverse interviste i mesi trascorsi in carcere. Ha innanzitutto ammesso che nella sua vita non avrebbe mai immaginato di finire in prigione e attribuisce tutto ciò al suo carattere impulsivo che, spesso, lo porta a superare i limiti e a rendere la sua vita costantemente turbolenta. Le prime notti in carcere sono state per lui estremamente traumatiche: racconta di essere stato improvvisamente travolto da urla assordanti degli altri detenuti che cercavano di attirare l’attenzione o che compivano atti autolesionistici. A quel punto, per Becker, quegli anni da campione di tennis erano soltanto un bellissimo ricordo lontano. Becker ha anche raccontato di aver temuto per la sua vita in diverse occasioni, cercando pian piano di allearsi con altri detenuti che potessero difenderlo, soprattutto nel momento della doccia che rappresentava un vero e proprio incubo, dato che la maggior parte delle violenze e abusi si consumavano proprio lì. Durante questo periodo così difficile e sofferente, essenziale è stata la figura di sua moglie Lilian, la quale, nonostante Becker l’avesse esortata a proseguire per la sua strada e a non lasciarsi trascinare in quella situazione, ha deciso di restare al suo fianco fino alla fine, dandogli un sostegno fondamentale.

Fonte immagine: Di Barcex – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=150866862, ritagliata

Articolo aggiornato il: 01/12/2025

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