Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Il Rifugio di Camilla

Intervista a Il Rifugio di Camilla

Il Rifugio di Camilla ad Avellino è nato nel 2011 inizialmente per la comune passione animalista di un gruppo di amici e la disponibilità di un terreno privato offerto da uno di essi, nel quale fu ospitata temporaneamente una cucciolata di 11 cagnolini con le loro due mamme, che erano in pericolo su una strada a scorrimento veloce qui ad Avellino. L’arrivo nel rifugio di una splendida, allegra e determinata cagnolina, chiamata Camilla ha influenzato invece la scelta del nome, poiché il carattere della cagnolina rappresentava al meglio i volontari e la voglia di continuare questa missione.

Intervista a Il Rifugio di Camilla 

Quali sono le vostre principali attività?
Ci dedichiamo alla salvaguardia, al salvataggio e all’adozione degli animali abbandonati e randagi nel nostro territorio. Quando è possibile ospitiamo gli animali nel nostro piccolo rifugio, con la speranza di farli adottare, qualora questo non fosse possibile li accudiamo e monitoriamo in strada.
Quanto sono importanti i social network in un attività come la vostra?
I social network in questi anni ci hanno aiutato a diffondere la nostra causa e ci hanno permesso di far adottare tanti animali. Abbiamo conosciuto anche diversi volontari in Italia con cui abbiamo scambiato idee, opinioni ed esperienze sul volontariato e sull’impegno che comporta. Grazie a queste collaborazioni, ormai in tutta Italia noi, dalla piccola cittadina di Avellino, facciamo raggiungere i nostri “pelosetti” nella loro nuova casa in tutto il CENTRO ITALIA; NORD ITALIA e TUTTA la CAMPANIA, assicurandoci l’idoneità della famiglia.

Voi del Rifugio avete delle vere e proprie mascotte: Omero e Chicca.
Si, la storia di Omero e Chicca ha segnato un po’ tutti noi del Rifugio. Abbiamo accolto Chicca nel 2012, era una cagnolina diffidente che, essendo stata chiusa in canile da quando aveva appena due mesi, non aveva mai conosciuto il contatto uomo-cane. Omero invece è stato ‘salvato’ dal canile lager di Domicella, in provincia di Avellino e due anni dopo il suo arrivo al Rifugio ha subito un intervento agli occhi. Due cani sofferenti, soli, scartati perché l’una era troppo paurosa, l’altro senza occhi. Tuttavia Chicca in Omero ha trovato il suo compagno fidato, il suo punto fermo. Fin quando lui non le stava accanto lei non si muoveva, non mangiava, tremava. Mangiavano dalla stessa ciotola, dormivano addossati nella stessa cuccia, facevano i bisogni insieme. Vivevano l’una per l’altro. Nel novembre 2015 una famiglia ha deciso di adottare entrambi e finalmente adesso vivono la vita che meritavano da sempre, l’uno accanto all’ altra.

Come è avvenuto il salvataggio di Omero da quel canile lager?
Dall’apertura de Il Rifugio di Camilla, l’intervento a Domicella è l’ episodio che ricordiamo con maggiore tristezza. Il canile è stato sequestrato e chiuso l’1 ottobre 2012. Arrivavano volontari da ogni parte… I cani non mangiavano da giorni e vivevano nei loro escrementi, molti di loro purtroppo erano addirittura morti. In quell’occasione ci fu una catena di solidarietà in tutta Italia e anche noi nel nostro piccolo demmo il nostro contributo accogliendo 13 cani che abbiamo fatto adottare negli anni successivi, Omero infatti è stato l’ultimo tra essi.
Quanti cuccioli avete aiutato fino ad ora e quanti ne avete ospitato?
Solo nell’ultima settimana sono stati salvati dalla strada 16 cuccioli, in quasi sei anni ne abbiamo salvati più di un centinaio.
Si stima che ogni anno in Italia siano abbandonati una media di 80.000 gatti e 50.000 cani, più dell’80% dei quali rischia di morire in incidenti, di stenti o a causa di maltrattamenti. Quali sono le principali cause di abbandoni, secondo voi?
La maggior parte degli animali vengono abbandonati perché nel momento dell’acquisto o dell’adozione le persone non sono realmente consapevoli delle responsabilità e dell’impegno. Un’altra frequente causa sono l’abbandono delle cucciolate indesiderate per la mancata sterilizzazione delle cagnoline. Abbandonare è reato ma troppo spesso i responsabili non vengono puniti. L’abbandono, per noi, è un soprattutto un crimine del cuore.

Qual è la vostra opinione invece sulla sterilizzazione? C’è chi lo considera un atto contro natura.
Si, molte persone ritengono la sterilizzazione un atto contro natura, ma in realtà essa consente di limitare i casi di abbandono e soprattutto permette all’animale di vivere una vita più serena, preservandolo da malattie tumorali come quello alle mammelle o ai testicoli o la piometra (infezione all’utero) che nella maggior parte dei casi è letale. Il peloso non sentirà il bisogno di allontanarsi dalla propria famiglia per accoppiarsi e generare nuove cucciolate, visti gli abbandoni e il sovraffollamento dei canili.

Come possono fare le persone per aiutare Il Rifugio di Camilla?
Diventando volontari veri e propri partecipando alle attività giornaliere dell’associazione o attraverso donazioni di ogni tipo, o materiali o economiche. Inoltre abbiamo creato la possibilità per chi desidera sostenere la nostra causa, di aiutare un cucciolo a scelta per un periodo determinato dallo stesso donatore, una sorta di adozione a distanza. Chiunque fosse interessato a darci una mano nella gestione o ad adottare un nostro ospite non esiti a contattarci alla nostra pagina Facebook.