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Eroica Fenice

the pipers

Pipers: il duo napoletano torna con un nuovo album

I Pipers nascono nel 2007 dal connubio fra british pop e folk rock, ottenendo fama non solo in numerosi festival (Mathew Street Festival, Creamfieds, Liverpool Sound City), ma soprattutto suonando con The Charlatans, Ian Brown, Starsailor, con gli Ocean Colour Scene, Turin Brakes e James Walsh. Nonostante la pubblicazione di due soli album (tre, con il nuovo arrivo), No One But Us e Juliet Grove, questi ragazzi possiedono già una ricchissima biografia.

Ma cos’ha di diverso Alternaïf rispetto alle produzioni precedenti dei Pipers?

Alternaïf”, la nuova produzione dei Pipers, in uscita domani, 21 Ottobre, ha un sound molto più maturo rispetto al passato, pur rimanendo fedele a quelle caratteristiche che hanno reso la band degna di essere considerata fra le più “coerenti” nel background degli emergenti italiani. Il nuovo album è perfetto per coloro che ricercano la cosiddetta “pace interiore”: le chitarre, i violini, il piano e gli altri strumenti rilassano l’ascoltatore a tal punto che egli sembra estraniarsi dal mondo reale per aprire le porte ad uno del tutto fittizio. L’ascoltatore è coinvolto così intensamente nei brani da lasciarsi trasportare in un locus amoenus che i Pipers sembrano aver costruito a pennello per i loro fans.

Perché forse è proprio questo che determina la “coerenza” del duo napoletano: il desiderio di non deludere coloro che li sostengono. Ad unire Stefano De Stefano e Stefano Bruno ed i loro ascoltatori c’è un legame indissolubile fondato sulla passione comune per la musica e su di una promessa stipulata da entrambe le parti, riassumibile in un termine specifico: fiducia.

Perché abbandonare quel locus amoenus su quale si è investito tanto? Il cambiamento può essere positivo e la sperimentazione artistica fa sì che il genio e la creatività di quei “predestinati” in grado di trasmettere qualcosa attraverso l’arte si espliciti.

E un’evoluzione, volta allo sviluppo e alla crescita artistica degli individui, non può che essere apprezzata. Non bisogna dimenticare che si cresce e si migliora insieme. E non bisogna aver paura di osare, laddove necessario: potrebbe venirne fuori un capolavoro.

Have you ever crossed the line just to see if you’re still alive?

(A Place in The World)

Per sentirsi vivi, to feel alive, bisogna avere il coraggio di spingersi oltre il definito, oltre i propri limiti. La monotonia è l’essere sempre uguali e può davvero influire negativamente sul percorso di giovani artisti.

Ma non c’è alcun pericolo: con Alternaïf, il duo si è espresso in tutta la sua genialità, ricca dei sentimenti più puri che filtrano attraverso le parole e del sound più finemente ricercato. Quel che viene fuori è un’opera eccellente: è difficile trovare un gruppo che sia in grado di conciliare perfettamente musica e testi senza far sì che l’uno prevalga sull’altro. Ma quel che è ancora più difficile trovare è un gruppo italiano che ben si adegui a scenari internazionali: i Pipers, invece, sembrano registrare per le strade di Los Angeles.

Con Alternaïf, dimostrano di essere in grado di trasformare il loro folk-rock in una raffinatissima versione acustica, guadagnando tutto ciò che si poteva ottenere. Il percorso di questi ragazzi è, indubbiamente, ancora molto lungo: sentiremo parlare di loro presto. Più che parlare di loro, bisogna ascoltarli: fanno parte di quell’ élite ristretta che ancora merita la nostra attenzione. Il video che accompagna il loro singolo, Follow the Flow, in questo caso, risulta esemplare: una strada, ignota, ma lunga, indefinita, a rappresentare i sentieri infiniti che il talento spiana.

Ad Maiora, semper!