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Eroica Fenice

Reddito minimo, introdotto a Napoli dalla Giunta De Magistris

La giunta comunale di Napoli ha approvato nelle ultime 24 ore, oltre al bilancio preventivo, la delibera che prevede l’introduzione – in questo caso in via sperimentale – del Reddito minimo o di Cittadinanza. Di cosa si tratta? Spiegato molto semplicemente: il Reddito minimo consente a chi si trova in uno stato di indigenza di non scendere al di sotto della soglia minima di reddito per lui stabilita, così da evitare ulteriore impoverimento. Gli unici requisiti fino ad ora annunciati dal Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, a un mese dalle elezioni comunali, riguardano la residenza nella città di Napoli che non deve essere inferiore ai 24 mesi. «Napoli, insieme a Livorno» come viene sottolineato dall’assessorato al Welfare ed al Lavoro firmatario della delibera «è l’unica città nella quale si fa questa scelta di civiltà in un Paese che, assieme alla Grecia, è l’unico a non avere alcuna legislazione al riguardo nonostante che il Parlamento Europeo, fin dal lontano 1992, lo abbia chiesto con una apposita deliberazione a tutti gli stati membri». La ragione per cui viene introdotto in via sperimentale è che permette, in questo modo, la possibilità di correggere eventuali problemi che potrebbero presentarsi nei primi periodi della sua attuazione.

La reazioni dei candidati sindaco alla delibera sul Reddito Minimo

Non potevano mancare le proteste da parte dell’opposizione, soprattutto degli attuali candidati alle prossime elezioni. Laspirante sindaco PD, Valeria Valente, invita De Magistris a fare la «persona seria», chiedendo di specificare quale sia «il capitolo di bilancio che si appresta a fare approvare e, soprattutto, dove sono previste le coperture per questo ennesimo annuncio». «E spieghi, piuttosto che promettere redditi di cittadinanza ‘sperimentali’, come pensa di uscire dal pre-dissesto e di abbassare le tasse comunali, tra le più alte in Italia», aggiunge assieme alla considerazione che sia spiacevole per la campagna elettorale puntare sulla «sofferenza delle persone». Per il candidato di centro-destra, Gianni Lettieri, la delibera non è altro che una «truffa», in quanto «dalla delibera non si capisce dove prendono i soldi. Parlano di una residenza a Napoli di 24 mesi ma non definiscono i criteri. Insomma fanno un annuncio senza fornire dettagli a un mese dalle elezioni. Questo annuncio mi sembra molto simile a quello di 5 anni fa del raggiungimento del 70 % di raccolta differenziata». Entrambi si mostrano convinti che l’attuale sindaco in carica sulla nuova delibera del Reddito minimo debba mostrare molta più trasparenza e chiarezza.

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