Riflessioni di una giovane studentessa sulla guerra

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Riflessioni di toccante sensibilità sulla guerra si affastellano nella giovane mente di Fabiola, studentessa del Liceo Scientifico Majorana-Fascitelli di Isernia.

Lo scontro armato tra Russia e Ucraina, le conseguenti sanzioni dell’UE, la condanna dell’Occidente e gli avvenimenti registrati quotidianamente da social network, giornali e TV a partire dalla notte fra il 23 e il 24 febbraio, hanno generato anche sui banchi di scuola un costante snodarsi di temi e considerazioni sulla guerra. Dare la parola ai giovani consente agli adulti, che sovente si espongono con leggerezza e per categorie assolute sul conflitto russo-ucraino, di lasciarsi toccare dalle loro voci autentiche e perdersi nei loro occhi sinceri, ma anche acuti, per raccoglierne l’eco di timore e speranza. Quello che segue è il tema di italiano di Fabiola Sferra, una giovane studentessa molisana, che si è espressa con impetuosa schiettezza sulla pandemia e sul conflitto in atto.

«Quando ero bambina ero convinta che la guerra fosse solo quella con i cuscini o quella con le pistole ad acqua. Ero convinta che le persone cattive non esistessero, pensavo stessero solamente interpretando un ruolo. Ho sempre visto la guerra come una realtà troppo lontana da noi. Quando la studiavo sui libri era tutto così noioso: tutte quelle date, tutti quei nomi e quei luoghi da ricordare. Mi sembrava tutto così lontano. Ero convinta che quella realtà rimanesse chiusa lì, nel passato. Le guerre ci sono sempre state e quel “ci sono sempre state” non è un dato rassicurante, perché ci fa capire che alla crudeltà dell’uomo non c’è mai fine, che tutte quelle volte che abbiamo studiato la guerra sui libri abbiamo solo imparato tutto come delle macchine e che tutte quelle volte che abbiamo visto i conflitti nei film non abbiamo compreso nulla, anzi, alcuni da quei film hanno preso spunto per farne una propria guerra».

Pensieri sulla guerra: “Questo non è il domani che ci aspettavamo”

«Le guerre ci sono da secoli, da secoli persone si uccidono a vicenda. La guerra più recente è quella in cui la Russia ha invaso l’Ucraina, quella in cui per l’ennesima volta l’uomo si autodistrugge. Questa è una guerra come tutte le altre, come quella che c’è adesso in Palestina o in Corea: anche lì ci sono persone che vedono la loro vita sgretolarsi davanti agli occhi. Questa guerra, però, è come se ci stesse colpendo in prima persona. Basta leggere notizie e ci sembra tutto così vicino.

Alle spalle ci lasciamo due anni di pandemia, anni in cui ogni nazione ripeteva: “Più lontani oggi, per stringerci più forti domani”. Questo non è il domani che ci aspettavamo. Durante la pandemia ciascuna nazione ha fatto di tutto per non far smettere di battere cuori: terapie intensive, mascherine, distanziamento e vaccini. Abbiamo fatto di tutto per non far spegnere persone per poi farle esplodere. Siamo nel 2022 e questa realtà è impensabile. Non è possibile che ancora oggi l’unico modo per acquisire potere sia distruggere tutto. Questo mondo è crudele, l’uomo lo è. Ci odiamo a vicenda, non guardiamo più in faccia a nessuno, ognuno pensa a se stesso.

Io ho sempre visto la guerra come la cosa più inutile di questo mondo, perché oltre a distruggere il presente, distrugge anche il futuro. L’unica cosa che la guerra è in grado di fare è distruggere anni di sacrifici e di sogni. Non ho mai visto la violenza come mezzo per guadagnare qualcosa. La guerra non è uguale a guadagno o vittoria, ma è uguale a distruzione. La pace non si ottiene uccidendo, ma facendo del bene. L’uomo ha avuto la fortuna di possedere una voce che gli permetta di dialogare senza dover usare la violenza. La guerra spazza via tutto come un tornado. Separa i bambini dalle loro famiglie. Loro che colpa hanno?».

“Noi siamo solo succubi del male che stanno alzando le generazioni passate”

«La generazione di noi adolescenti è considerata la peggiore. Siamo considerati come quelli che per tutto il giorno strusciano il dito su uno schermo, eppure non siamo noi ad impugnare quelle armi. Noi siamo solo succubi del male che stanno alzando le generazioni passate. Siamo noi che, affacciandoci al futuro, non vediamo più nulla. A volte mi chiedo se la fine di tutta questa crudeltà verrà sancita per scelta dell’uomo o semplicemente dallo spegnersi del mio cuore e del mio cervello».

Fabiola Sferra, LS 3F

Consapevoli dell’enorme difficoltà e delicatezza dell’argomento, ringraziamo Fabiola per il suo contributo lucido e profondo, che ci fa capire in che modo i nostri ragazzi rilevino la bruttura della guerra e siano animati da un desiderio di riscatto, affinché sia data loro la possibilità di costruire un mondo il più possibile denso di Bellezza, senza doversi scrollare i sogni dai capelli. 

[Immagine in evidenza tratta da artemagazine]

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A proposito di Adele Migliozzi

Laureata in Filologia, letterature e civiltà del mondo antico, coltivo una grande passione per la scrittura e la comunicazione. Vivo in provincia di Caserta e sono annodata al mio paesello da un profondo legame, dedicandomi con un gruppo di amici alla ricerca, analisi e tutela degli antichi testi dialettali della tradizione locale.

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