Stati Uniti: nuove regole sui visti per chi ha problemi di salute cronici

Gli Stati Uniti hanno recentemente introdotto nuove direttive che potrebbero rendere più difficile l’ottenimento di un visto per cittadini stranieri con determinate condizioni di salute croniche, tra cui obesità, diabete e malattie cardiache. La misura, comunicata alle ambasciate e ai consolati statunitensi nel mondo, rientra nell’applicazione più severa del principio della “public charge”,il rischio che un individuo possa diventare dipendente dai servizi sociali o sanitari pubblici americani. Secondo il Dipartimento di Stato, i funzionari consolari devono valutare non solo la presenza di una condizione medica, ma anche la capacità del richiedente di sostenere eventuali spese sanitarie senza ricorrere all’assistenza pubblica.

Questa nuova direttiva estende i criteri tradizionali, che in passato si concentravano principalmente sulle malattie contagiose, a malattie non trasmissibili ma potenzialmente costose da trattare. La decisione potrebbe avere un impatto significativo sui richiedenti sia di visti temporanei che di visti per residenza permanente, inclusi molti cittadini guatemaltechi che negli ultimi anni hanno beneficiato della possibilità di viaggiare negli Stati Uniti per turismo o lavoro temporaneo. Le ambasciate dei paesi latinoamericani, come tutte le missioni diplomatiche, applicheranno queste regole caso per caso, determinando l’idoneità dei richiedenti in base alla loro salute e alla capacità economica. Gli esperti legali e le organizzazioni per i diritti degli immigrati hanno espresso preoccupazione per la maggiore discrezionalità concessa ai funzionari consolari e per il rischio di valutazioni arbitrarie. Tuttavia, il governo statunitense sostiene che la misura serve a tutelare le risorse nazionali e a garantire che chi entra nel paese sia finanziariamente autosufficiente e meno suscettibile di gravare sul sistema pubblico. Nonostante i cambiamenti, i consolati continuano a gestire le richieste di visto e le procedure per i permessi di viaggio restano di competenza consolare, rendendo essenziale per i cittadini latinoamericani seguire da vicino gli sviluppi della normativa e prepararsi alle nuove verifiche sanitarie previste per il 2026.

(Di Yuleisy Cruz Lezcano)

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