Tatuaggi in Corea: la lotta per uscire dalla clandestinità 

Tatuaggi in Corea: la lotta per uscire dalla clandestinità 

Lunedì 11 agosto, diversi tatuatori provenienti da tutta la Corea del sud, si sono radunati dinanzi all’Assemblea Nazionale di Seoul come segno di protesta per esortare i legislatori ad approvare il Tattooist Act che finalmente renderebbe legale la pratica professionale dei tatuaggi in Corea che, ad oggi, è stata concessa solo ed esclusivamente ai medici.  

L’arte dei tatuaggi in Corea  relegata nell’ombra dal 1992 

La lotta dei tatuatori per uscire dalla clandestinità non è affatto recente. Tutto ha inizio quando, nel 1992, si è deciso di inserire la pratica dei tatuaggi all’interno del Medical Services Act, riservando dunque la pratica a coloro che possiedono una laurea in medicina. Tuttavia, questo non ha fermato gli innumerevoli artisti in giro per la Corea, che hanno continuato a realizzare la propria arte nonostante il rischio di incorrere in multe o pene detentive. Molti di questi lamentano anche il fatto che difficilmente i medici sono disposti ad “abbassarsi” alla pratica del tatuaggio che, ancora oggi, in Corea sembra non essere pienamente accettata e, che spesso, viene stigmatizzata. Nonostante le proteste e i ricorsi dei tatuatori privi di licenza medica, la Corte Costituzionale non ha fatto altro che ribadire il divieto, mentre l’arte dei tatuaggi continua ad essere praticata in scantinati e cantine trovando l’opposizione delle associazioni mediche. 

Il Tattooist Act e cosa prevede 

I tatuatori riunitisi dinanzi all’Assemblea Nazionale di Seoul, soprattutto dopo la campagna elettorale del 2022 di Lee favorevole alla legalizzazione della pratica dei tatuaggi in Corea, sperano che stavolta la storia possa cambiare. L’ultima bozza della proposta di legge (che nasce dall’unione di testi proposti da vari partiti e dalla collaborazione tra tatuatori e legislatori) prevede che i possibili tatuatori vengano esaminati e messi alla prova attraverso un esame nazionale che, una volta superato, fornisce una licenza rilasciata dal Ministero della Salute. Inoltre, impone ai tatuatori l’obbligo di seguire linee guida nazionali per quanto riguarda il controllo delle infezioni, oltre che i divieti di eseguire rimozioni laser dei tatuaggi e di tatuare minori. 

Il successo internazionale dei tatuatori coreani 

Il Tattooist Act si rivelerebbe come un grandissimo passo avanti, non solo per quanto riguarda i diritti dei tatuatori, ma anche per quanto riguarda il riconoscimento della loro arte, soprattutto a livello nazionale. Moltissimi tatuatori coreani hanno riscosso un enorme successo all’estero, collaborando con importantissimi brand e tatuando persone in giro per il mondo, pur non potendo esprimere legalmente la propria arte in patria. Tra questi, ad esempio, c’è la tatuatrice Zihwa che, in una intervista con Asian Boss afferma che nonostante lei sia spaventata dalla possibilità di poter essere scoperta e finire nei guai a causa del mestiere che ama, cerca comunque di far conoscere e comprendere il mondo dei tatuaggi in ogni occasione possibile. Inoltre, durante la stessa intervista, sottolinea come talvolta, a causa dell’illegalità del suo lavoro, nonostante avvengano eventi spiacevoli o anche pericolosi per il tatuatore stesso, sia praticamente impossibile riportarlo alla polizia. È necessario, dunque, che questo mestiere venga legalizzato e che anche i tatuatori vengano tutelati.  

Il futuro dei tatuaggi è ancora incerto e il 20 agosto verrà discusso nuovamente il Tattooist Art, quello che sembra un passo per riportare alla luce l’inchiostro che scorre nell’ombra. 

Fonte immagine: Lee Hae-rin per il The Korea Times

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