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Eroica Fenice

“The Tangle of Existence” di Ginny Sykes: tra femminismo e Elena Ferrante

Ginny Sykes prima di essere un’artista eclettica, affascinante e vivace è una donna che si rivolge ad altre donne. The Tangle of Existence è un’analisi, attenta, della storia della donna, dalle divinità femminili alle donne della storia, immergendola nel mondo dell’arte contemporanea.

La mostra, che è stata inaugurata al Castel dell’Ovo dall’artista e dalla Dott.ssa Daniela Ricci, che cura il progetto, presenta circa quaranta lavori tra acrilici, disegni, collage e installazioni audio-visive. In questi emergono, grazie anche ai loro colori ricchi e abbondanti, un’autocoscienza finalizzata al superamento di ruoli subalterni.

Da sempre innamorata dell’Italia è però a Napoli che la Sykes è fortemente legata, anche grazie alla sua passione per le pagine di Elena Ferrante. Un vero e proprio dialogo tra le due poesie, scritte e visive, che trova la sua origine negli studi alla Villa dei Misteri a Pompei, dove l’artista ha trovato il suo primo punto di riferimento.

«Così come Elena Ferrante racconta, poeticamente, una Napoli dai quartieri in disordine e dai muri scrostrati, così Ginny riporta la stessa forza nelle sue opere», suggerisce la stessa Daniela Ricci presentando l’artista all’inaugurazione.

The Tangle of Existence di Ginny Sykes mostra i forti sentimenti delle donne

Ci si accorge subito della potenza delle sue emozioni e di quanto ogni tavola sia ricca del profondo femminismo che spinge l’artista a muoversi sempre più tenacemente verso le donne. Usando il corpo, la natura, la politica, il potere, l’artista mostra ai visitatori le sfumature d’essere donna, cercando quel riscatto morale in una società fortemente patriarcale.

«I sentimenti di ogni donna sono come un tornado che arriva sempre più in profondità», sono le parole che Ginny Sykes ripete più volte nel corso dell’evento.

Colori ricchi, pennellate abbondanti, l’artista, influenzata dall’arte espressionista, dipinge su grosse tavole di plastica messe sul pavimento dove, una volta asciugato il colore, viene “scelto” quello che poi finirà su tela.

«Il collage è una tecnica che ho scoperto in una delle mie ultime mostre, per errore. Concettualmente, il collage porta l’interesse anche sui margini della tela. È tutto importante, anche i bordi».

The Tangle of Existence (Il Groviglio dell’Esistenza) vuole condurre verso una riflessione sulle nostre radici, memorie, tracce e sentimenti, conducendo il visitatore in un percorso emotivo che non desidera altro che lasciar riflettere sui ruoli assunti dalla donna, spesso di subordinazione.

Perché proprio al Castel dell’Ovo? Il mito di Partenope racconta che la sirena s’accasciò proprio sulle rive adiacenti il castello, dando vita alla città di cui la Skyes è “profondamente innamorata”. Per un’artista così fortemente legata alla figura e alla storia della donna non poteva essere scelto luogo migliore di questo.

La mostra è visitabile fino al 28 settembre dalle 10:30 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 19:00.
La domenica e giorni feriali dalle 10:00 alle 14:00.

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