I dolci di Natale napoletani rappresentano un pilastro della tradizione partenopea e includono specialità come roccocò, susamielli, divino amore, strùffoli e mustacciuoli. La loro fragranza si accompagna al suono delle zampogne e alle luci dell’albero di Natale, uno dei simboli natalizi più amati, rinnovando nei napoletani il sapore di quelle piccole certezze gastronomiche che restano immutate nel tempo. In ogni casa devono assolutamente esserci, da assaggiare almeno per devozione.
Proprio perché presenti da sempre sulle tavole delle feste, molti partenopei non hanno mai approfondito l’origine di questi dolci, spesso confondendone anche i nomi. Ecco, allora, una presentazione dettagliata dei principali dolci di Natale della tradizione napoletana.
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I dolci di natale napoletani in sintesi
Per avere un quadro immediato delle specialità che compongono la tradizionale guantiera (vassoio) delle feste, ecco una tabella riassuntiva.
| Nome del dolce | Caratteristiche principali (ingredienti e consistenza) |
|---|---|
| Roccocò | Biscotto a forma di ciambella, molto duro, a base di mandorle e spezie (pisto). |
| Struffoli | Piccole palline di pasta fritte, ricoperte di miele, canditi e confettini colorati. |
| Mustacciuoli | Biscotti a forma di rombo, morbidi, speziati e ricoperti di cioccolato. |
| Susamielli | Biscotti a forma di s, duri, a base di miele, mandorle e spezie. |
| Pasta reale | Dolcetti di pasta di mandorle, morbidi e colorati, spesso modellati in varie forme. |
| Raffaioli | Dolce ovale a base di pan di spagna, farcito con marmellata e coperto di glassa. |
| Divino amore | Dolcetto di pasta di mandorle con canditi, ricoperto di una caratteristica glassa rosa. |
Roccocò
Il roccocò è un biscotto natalizio napoletano a forma di ciambella, caratterizzato da una consistenza molto dura e un impasto a base di mandorle, farina, zucchero, canditi e una miscela di spezie nota come pisto. Per chi non ha buoni denti, la tradizione vuole che venga spugnato (inzuppato) nel vino o nello spumante. La preparazione più antica pare risalga al 1320, per mano delle monache del Real Convento della Maddalena a Napoli. Il nome “roccocò” sembra derivi dal francese rocaille (conchiglia, guscio), per via della sua forma che ricorda una conchiglia arrotondata.
Strùffoli
Gli strùffoli sono piccole palline di pasta a base di farina, uova e burro, prima fritte e poi avvolte nel miele caldo, decorate con canditi e confettini colorati (i diavulilli). Sono forse i più amati tra i dolci di Natale napoletani, e ogni famiglia custodisce una propria ricetta segreta. Pare che un tempo venissero preparati nei conventi e portati in dono alle famiglie nobili che si erano distinte per atti di carità. L’origine del dolce è antichissima, probabilmente portato a Napoli dai Greci: il nome deriverebbe da strongoulos (arrotondato) e pristòs (tagliato), descrivendo perfettamente la loro forma.
Mustacciuoli
I mustacciuoli (o mustaccioli) sono biscotti a forma di rombo ricoperti di glassa al cioccolato, con una pasta morbida aromatizzata al miele, cacao e spezie. Sono tra i preferiti dai bambini e, grazie alla loro semplicità e valore nutritivo, hanno profonde radici nella cultura contadina. Il loro nome deriva dal latino mostacea, che indicava dolci preparati con il mosto d’uva per renderli più dolci. Già Catone nel De Agricoltura descriveva i “mustacei”, dolci speziati. Bartolomeo Scappi, cuoco di Papa Pio V, ne riporta la ricetta nel ‘500, confermandone l’antichità, come certificato anche dall’Enciclopedia Treccani. Esistono sia in versione morbida, la più diffusa, sia dura.
Susamielli
I susamielli sono biscotti secchi a forma di “S”, preparati con farina, zucchero, mandorle, miele e aromatizzati con cannella, pepe e noce moscata. Il nome potrebbe derivare da sesamon e mel (sesamo e miele), ingredienti di antiche focacce rituali in onore di Demetra. Un’altra ipotesi lega il nome e la forma al Monastero della Sapienza di Napoli, dove venivano confezionati dalle monache (da cui il nome alternativo “sapienze”). Una curiosità: nel lessico napoletano, dare a qualcuno del “susamiello” significa considerarlo una persona pesante e noiosa, forse per la durezza del biscotto.
Pasta reale
La pasta reale è un impasto a base di mandorle finemente tritate e zucchero, utilizzato per creare dolcetti di varie forme e delicati colori pastello (rosa, verde, giallino). Questi dolci, spesso poggiati su una base di ostia, hanno origine nei conventi napoletani. Si narra che il nome “reale” fu coniato da Re Ferdinando IV di Borbone quando, in visita al convento di San Gregorio Armeno, rimase stupito da un intero banchetto salato (aragoste, polli, pesci) che si rivelò essere fatto interamente di pasta di mandorle dipinta a mano.
Raffaioli
I raffaioli (o raffioli) sono dolci ovali composti da un soffice pan di spagna farcito con confettura di albicocche e ricoperto da una glassa bianca di zucchero. Oltre alla versione semplice, esiste la variante del raffaiolo a cassata, più ricca e gustosa, che prevede un ripieno di ricotta, cedro candito e gocce di cioccolato fondente, simile alla cassatina napoletana. Il nome è quasi certamente di origine spagnola, testimoniando le influenze culturali sulla pasticceria partenopea.
Divino amore
Il divino amore è un piccolo dolcetto ovale a base di mandorle, zucchero, uova, canditi e confettura di albicocche, ricoperto da una caratteristica glassa rosa. Questo dolce fu creato dalle monache del convento del Divino Amore a Spaccanapoli in onore della madre di Carlo II d’Angiò, Beatrice di Provenza. Sebbene l’interno possa ricordare altri dolci di pasta di mandorle, la sua inconfondibile copertura rosa lo rende unico.
Come conservare e abbinare i dolci natalizi napoletani
Per gustare al meglio queste specialità, è utile conoscere qualche piccolo segreto. I dolci secchi come roccocò, mustacciuoli e susamielli si conservano a lungo, anche per diverse settimane, se tenuti in una scatola di latta o in un contenitore ermetico. Gli strùffoli, invece, andrebbero consumati entro 4-5 giorni per mantenerne la fragranza. Per quanto riguarda gli abbinamenti, il roccocò si sposa perfettamente con un vino passito o un Marsala. Gli strùffoli e i dolci con ricotta, come il raffaiolo a cassata, sono deliziosi accompagnati da uno spumante dolce.
Dolci per Natale nel resto d’Italia: i più famosi
Dopo aver approfondito i dolci di Natale napoletani, che si inseriscono in un ricco panorama di tradizioni natalizie e sono riconosciuti come Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), diamo uno sguardo alle altre specialità italiane.
- Panettone: dolce tipico di Milano, a base di un impasto lievitato con uvetta e canditi.
- Pandoro: originario di Verona, ha una forma a stella a otto punte e un impasto soffice al profumo di vaniglia.
- Pangiallo: dolce tipico della tradizione romana, a base di farina, miele, cioccolato e spezie.
- Torrone: diffuso in tutta Italia, è a base di miele, zucchero e mandorle. Le versioni più famose sono quelle di Cremona (duro) e di Benevento (morbido).
- Biscotti di Natale: in ogni regione si preparano biscotti tipici, come i cantucci toscani o i biscotti al vino cotto.
- Pitta ‘nchiusa: dolce tradizionale calabrese a forma di spirale, farcito con noci, uvetta e miele, simbolo del Natale in Calabria.
Dopo questa dolce carrellata, non resta che augurare Buon Natale e… favorite!
Articolo aggiornato il: 15/11/2025

