Il 30 marzo 2026, in occasione della giornata della terra, l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) ha ospitato nella Sala Zavattini l’incontro “Lo sguardo delle donne per la Palestina”: un evento che ha intrecciato cinema, testimonianze dirette e una riflessione attraverso voci femminili inerenti alla complessa situazione geopolitica attuale. L’iniziativa, inserita nel ciclo InSalaZa, ha proposto al pubblico un percorso articolato tra interventi e proiezioni, mettendo al centro dell’evento il tema della memoria e della resistenza culturale palestinese.
Indice dei contenuti
- Giornata della terra e identità palestinese a InSalaZa
- Il giornalismo di guerra e la ricerca della verità
- Il cortometraggio Yom El Ard: cinema come resistenza
- Through Their Lens: dare voce alle donne di Gaza
- Il documentario Palestinian Land: Global Change
- Il senso dell’incontro InSalaZa all’AAMOD
- Informazioni e prossimi appuntamenti all’AAMOD di Roma
| Informazioni sull’incontro “Lo sguardo delle donne per la Palestina” | |
|---|---|
| Data dell’evento | 30 marzo 2026 (50º anniversario della giornata della terra) |
| Luogo | Sala Zavattini, AAMOD (Via Ostiense 106, Roma) |
| Ospiti istituzionali e giornalisti | Mona Abuamara (ambasciatrice), Vincenzo Vita (presidente AAMOD), Gabriella Gallozzi (direttrice BookCiak Magazine) |
| Film proiettati | “Yom El Ard” di Monica Maurer, “Palestinian Land: Global Change” di Claudia Perez |
| Progetto presentato | Through Their Lens |

Giornata della terra e identità palestinese a InSalaZa
Ad aprire la serata sono stati i saluti istituzionali dell’ambasciatrice palestinese in Italia – Mona Abuamara – e del presidente AAMOD Vincenzo Vita; tutto questo in una giornata dal contesto estremamente simbolico: il 50º anniversario della giornata della terra. Una ricorrenza che, a partire dal 1976, rappresenta la lotta per la difesa del territorio e dell’identità palestinese. E proprio questo – il concetto di terra come identità – è stato uno dei nuclei centrali dell’incontro, narrato come un elemento fondativo dell’esistenza di un popolo, oltre che di memoria collettiva e continuità tra le diverse generazioni.
Il tono della conferenza stampa è da subito apparso intenso, con richiami alla storia – dalla Nakba del 1948 fino alle tensioni contemporanee – e con una riflessione sull’attualità del conflitto. Accanto a questi temi si è parlato poi del ruolo dell’informazione, spesso incapace di restituire la complessità della situazione.
Il giornalismo di guerra e la ricerca della verità
A introdurre una prospettiva più giornalistica è stata Gabriella Gallozzi, direttrice di BookCiak Magazine, che ha posto l’accento sul rischio del fare informazione in Palestina al giorno d’oggi. Il suo intervento ha ricordato come la guerra colpisca in primo luogo la verità, rendendo così il lavoro dei reporter estremamente pericoloso: si è ricordato infatti come numerosi giornalisti e giornalisti siano stati uccisi, spesso proprio a causa della loro professione.

Il cortometraggio Yom El Ard: cinema come resistenza
Dopo la prima parte riservata alla conferenza stampa, la serata è entrata nel vivo con la proiezione del primo film: “Yom El Ard” di Monica Maurer. Si tratta di un cortometraggio-documentario che recupera immagini storiche legate alla giornata della terra, riportando alla luce materiali girati negli Anni ’80. Il film può essere descritto come un’operazione di memoria visiva, all’interno della quale possiamo ritrovare sia una ricostruzione storica che un atto contemporaneo di resistenza culturale.
All’interno dello stesso possiamo incontrare immagini delle manifestazioni popolari che ci possono restituire la forza di una mobilitazione collettiva che mette in evidenza unità, determinazione ed energia; elementi che, nel contesto contemporaneo nel quale i palestinesi sono immersi, sono estremamente difficili da immaginare. Il documentario pone l’accento sulla centralità del legame con la terra, trasmesso di generazione in generazione come un elemento identitario imprescindibile, diventando in questo modo uno strumento politico: recuperare immagini passate significa infatti opporsi alla cancellazione della storia e riaffermare l’esistenza di una popolazione intera.
Through Their Lens: dare voce alle donne di Gaza
La seconda parte della conferenza – avvenuta subito dopo la conclusione del primo cortometraggio – ha ampliato il discorso, soffermandosi sul ruolo del cinema come strumento di emancipazione e testimonianza. È stato presentato il progetto “Through Their Lens” rivolto alle giovani donne di Gaza che, attraverso il linguaggio cinematografico, raccontano la propria realtà quotidiana. In un contesto segnato da guerra, fame e precarietà, il mondo cinematografico si trasforma così in un mezzo di espressione e affermazione di sé.

Il documentario Palestinian Land: Global Change
A seguire si è avuto anche l’intervento della regista Claudia Perez che ha introdotto il secondo film della serata: “Palestinian Land: Global Change”. Perez ha sottolineato come il progetto del documentario non voglia essere un’opera politica ma un semplice racconto umano, capace di restituire dignità alla vita quotidiana del popolo palestinese. Il lungometraggio si sviluppa come una narrazione che intreccia storia, testimonianze e analisi contemporanea della vicenda.
Ciò viene fatto con dei continui salti temporali che vanno dalle radici del conflitto fino alla situazione attuale, mettendo in luce le condizioni di vita nella Striscia di Gaza: sovraffollamento, carenza di risorse, difficoltà di accesso ai beni essenziali. Le immagini e i racconti fanno da testimonianza ad una realtà segnata da distruzione e crisi umanitaria. Ma ciò che sorprende di più è che, oltre a restituirci questa visione terrificante, il film ci presenta anche una sorprendente capacità di resistenza.

Il senso dell’incontro InSalaZa all’AAMOD
Particolarmente forte è il contrasto tra devastazione e vitalità: nonostante le condizioni estreme, la popolazione continua a costruire spazi di vita, aprire scuole, lavorare e mantenere viva una dimensione comunitaria. Il documentario insiste proprio su questo elemento, trasformando il dolore in una consapevolezza globale e proponendo il cinema come lo strumento di testimonianze e cambiamento per eccellenza.
La serata si è conclusa con un momento di riflessione collettiva che ha riportata al centro il significato simbolico dell’evento. È emersa l’idea della Palestina come esempio di lotta per la libertà: una causa che, oggigiorno, in un modo o nell’altro interpella tutti. Vari richiami alle mobilitazioni del passato – come quelle contro la guerra in Vietnam ad esempio – ha suggerito infatti un parallelismo tra le lotte di ieri e quelle di oggi. Nel complesso l’iniziativa si è configurata come un evento di forte impatto sia dal punto di vista emotivo che culturale, capace di unire linguaggi diversi – testimonianze, cinema, giornalismo – in un racconto complesso e stratificato.

Informazioni e prossimi appuntamenti all’AAMOD di Roma
L’iniziativa si inserisce nel calendario di attività dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD). La sede, che ospita regolarmente incontri, proiezioni e rassegne, si trova a Roma in via Ostiense 106, presso la Sala Zavattini. Gli appuntamenti di InSalaZa proseguono nelle prossime settimane con nuovi eventi dedicati al cinema documentario ed a riflessioni contemporanee. L’accesso alle attività è generalmente libero fino a esaurimento posti. Per conoscere il programma aggiornato, gli orari di apertura e tutte le iniziative in calendario è possibile consultare il sito ufficiale dell’AAMOD.
Fonti dell’immagine: archivio personale.

