Legami intangibili. Ventotto paesaggi festivi in mostra a Roma

Legami intangibili

Fino al 1 marzo 2026, il Museo di Roma in Trastevere ospita Legami intangibili. Ventotto paesaggi festivi in mostra, un viaggio per immagini firmato da cinque fotografi che raccontano l’anima delle comunità nei loro giorni di festa, svelandoci paesaggi e tradizioni sotto una luce diversa.

C’è un filo invisibile che attraversa volti, gesti e luoghi: è il legame che unisce le persone alle proprie feste, ai propri paesaggi, alle proprie radici. La mostra Legami intangibili. Ventotto paesaggi festivi racconta proprio questo intreccio di emozioni e appartenenze, offrendoci uno sguardo fotografico contemporaneo sul significato profondo delle celebrazioni collettive. Attraverso 28 immagini, gli autori hanno immortalato il cosiddetto living heritage, ovvero un patrimonio vivo e in continua trasformazione fatto di riti, simboli e relazioni che tengono unita una comunità. Le immagini rivelano come ogni festa diventi un momento di scambio, un incontro tra il luogo e chi lo abita.

Non si tratta solo di una mostra, ma di uno spazio di dialogo e riflessione, dove antropologi, fotografi e studiosi si confrontano per riscoprire quei legami intangibili che continuano a dare forma ai nostri paesaggi interiori e collettivi.

Chi sono i 5 fotografi protagonisti della mostra

Francesco Francaviglia

Francesco Francaviglia è violoncellista e fotografo, impegnato da oltre un decennio nella documentazione dei diritti civili, di storie marginalizzate e comunità vulnerabili. Tra i suoi lavori, ha raccontato i flussi migratori dal Nord Africa, Balcani e Medio Oriente, ha seguito attivisti pacifisti in Palestina e ha documentato la memoria delle vittime di mafia. È autore di tre libri, tra cui Le donne del digiuno contro la mafia e Olocausto 3.0. È il primo autore vivente ad avere una mostra personale alla Galleria degli Uffizi. Le sue opere, presenti nel patrimonio fotografico nazionale del Ministero della Cultura, gli hanno valso riconoscimenti internazionali.

Legami intangibili
La Pita, Alessandria del Carretto CS © Archivio ICPI – ph Francaviglia

Barbara Di Maio

Barbara Di Maio è un’interprete di conferenza, traduttrice e fotografa con un forte interesse per l’antropologia visiva e sociale. Formata all’ICP di New York e con un master in Fotogiornalismo e Reportage presso la Scuola Romana di Fotografia e Cinema, da dieci anni esplora il folclore, le tradizioni e le culture popolari della Campania e dell’Italia intera. Le sue fotografie, esposte in festival nazionali e internazionali e pubblicate su riviste e collettivi fotografici, affrontano temi come le donne, l’identità territoriale e la comunità. Tra i suoi progetti recenti, Chianda e Nerezza racconta la vita delle donne contadine di Vatolla, mentre i lavori in corso si concentrano sui carnevali storici e sulla presenza femminile nelle processioni religiose. Co-fondatrice di Women in Street Italy, promuove lo sguardo femminile nella fotografia di strada e documentaria.

Legami intangibili
Festa del tulipano, Castiglione del Lago PG © Archivio ICPI – ph Di Maio

Marina Berardi

Marina Berardi è un’antropologa e fotografa, assegnista di ricerca all’Università della Basilicata per il progetto PRIN “Abitare i margini oggi”. Tra i suoi interessi, il patrimonio immateriale, le pratiche migranti e la memoria dei piccoli paesi lucani, raccontati con sguardo etnografico e visivo. Le sue fotografie, pubblicate su National Geographic Italia e premiate in concorsi internazionali come Nikon Talents e Sony World Award, esplorano le storie, i territori e i legami invisibili.

Lucca Comics & Games, Lucca © Archivio ICPI – ph Berardi

Francesco Faraci

Francesco Faraci, nato a Palermo nel 1983, è un fotografo documentarista, videomaker e scrittore. Dal 2013 utilizza la fotografia come uno strumento per raccontare il sud Italia, la Sicilia e il Mediterraneo, concentrandosi su periferie esistenziali e comunità marginali attraverso progetti a medio-lungo termine, basati sulle relazioni dirette con i soggetti. Ha collaborato con Jovanotti, curando tra l’altro la regia del videoclip Mediterraneo, e i suoi reportage sono apparsi su testate come Il Venerdì di Repubblica, Time Magazine, The Guardian e Rolling Stone.

Legami intangibili
‘U pisci a mari, Acitrezza CT © Archivio ICPI – ph Faraci

Fausto Podavini

Fausto Podavini è un fotografo romano e lavora come freelance tra Italia, India, Kenya, Etiopia e Sudamerica, dedicandosi a reportage a medio e lungo termine su temi sociali e ambientali. Dal 2010 fa parte del collettivo WSP dove insegna fotografia di reportage. Ha vinto due World Press Photo (2013 e 2018) con i progetti MiRelLa e Omo Change, entrambi poi pubblicati come libri. I suoi lavori sono apparsi su testate come National Geographic, Le Monde, Stern, Internazionale e GEO e sono stati esposti in città e festival di tutto il mondo.

Il Maggio, Accettura MT © Archivio ICPI- ph Podavini

La mostra Legami intangibili. Ventotto paesaggi festivi in mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura. Il progetto espositivo e di valorizzazione è stato curato da Fabio Fichera e Cinzia Marchesini, con l’equipe di ricerca diretta da Leandro Ventura e costituita da Stefania Baldinotti, Paola Bertoncini, Francesco Paolo Quaranta, Omerita Ranalli, Claudio Rizzoni. La comunicazione visiva è di Maria Donata Bologna e si inserisce nel quadro delle azioni istituzionali della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Informazioni sulla mostra

  • Indirizzo: Museo di Roma in Trastevere – Piazza S. Egidio 1b – Roma
  • Orari: Dal martedì alla domenica ore 10.00-20.00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)
  • Prezzi dei biglietti: Intero: € 12,00 – Ridotto: € 9,50. Per i residenti in Roma Capitale e nell’area metropolitana (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza): Intero: € 9,50 – Ridotto: € 8,50.

Ingresso gratuito al museo per i possessori della “MIC Card”.

L’immagine in evidenza e le altre foto presenti nell’articolo provengono dal sito ufficiale.

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