L’università La Sapienza di Roma e la Fondazione Una Nessuna Centomila creano un dialogo per educare alla parità e prevenire la violenza maschile sulle donne.
L’Università La Sapienza di Roma e la Fondazione Una Nessuna Centomila collaborano per promuovere una cultura del rispetto e rafforzare le azioni di prevenzione contro la violenza maschile sulle donne. Questo il cuore dell’evento Sapienza Università di Roma e Fondazione Una Nessuna Centomila: insieme per il cambiamento culturale che si è svolto nell’Aula magna del Rettorato il 4 marzo 2026, accompagnato da esponenti del mondo culturale e artistico. L’iniziativa rappresenta la volontà di creare un percorso di collaborazione con l’obiettivo di fornire strumenti concreti di formazione e sensibilizzazione.
Indice dei contenuti
| Iniziativa | Obiettivo |
|---|---|
| Collaborazione Sapienza-Fondazione | Promuovere educazione alla parità e prevenzione |
| Premio di tesi “Ilaria Sula” | Ricerca accademica sulla violenza di genere |
| Educazione affettiva | Cambiare la grammatica delle relazioni |
Il ruolo dell’università La Sapienza nella prevenzione
Antonella Polimeni, rettrice della Sapienza, apre l’evento con i saluti istituzionali, sottolineando la necessità di affrontare il tema della violenza maschile come una questione strutturale e non come un fenomeno isolato. “La violenza maschile contro le donne non è un tema settoriale ma emergenziale”, ha affermato, evidenziando il fatto che le istituzioni non possano soltanto reagire ma devono agire sul piano della prevenzione e dell’educazione. L’università, ha spiegato, è una comunità educante che deve promuovere percorsi di sensibilizzazione, contrastando ogni forma di violenza, anche quella simbolica. Nel suo intervento ha inoltre ricordato la studentessa Ilaria Sula, sottolineando che la violenza che colpisce una studentessa riguarda l’intera comunità accademica.
La Fondazione Una Nessuna Centomila
La Fondazione Una Nessuna Centomila è un’organizzazione italiana impegnata nella prevenzione e nel contrasto della violenza maschile contro le donne. È nata nel 2022 dall’omonimo concerto promosso da Fiorella Mannoia insieme ad altre artiste, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e sostenere i centri antiviolenza. Da quell’iniziativa è nata una fondazione stabile, presieduta da Giulia Minoli, che promuove progetti culturali, educativi e di formazione per favorire un cambiamento culturale nella società.
Un impegno per il cambiamento culturale
La presidente della fondazione, Giulia Minoli, ha ribadito l’importanza di lavorare nei luoghi della formazione per costruire una nuova grammatica delle relazioni affermando: “L’università è il luogo dove si formano le coscienze”. Per Minoli la violenza è un problema culturale e quindi richiede un cambiamento profondo che passi tramite l’educazione affettiva e sessuale e la formazione di nuove figure impegnate nella prevenzione.
Tavola rotonda: esperienze a sistema
Il dibattito è proseguito con la tavola rotonda “Esperienze a sistema”, gestita dal giornalista di La7 Paolo Celata. La docente Fabrizia Giuliani ha evidenziato il paradosso di una rivoluzione femminile che continua a confrontarsi con una realtà segnata da episodi drammatici, ribadendo: “Ancora oggi una donna può pagare il proprio “no” con la vita”. Lella Palladino, vicepresidente della fondazione, ha richiamato l’attenzione sulla fragilità delle vittime e sulla necessità che i centri antiviolenza siano luoghi di accoglienza reale. L’intervento di Fiorella Mannoia ha posto l’accento sull’uso del linguaggio, mentre l’attore Gianmarco Saurino ha riflettuto sul ruolo degli uomini nel decostruire modelli di patriarcato e conformismo.

Il Premio Ilaria Sula e il ruolo della ricerca
Le conclusioni sono state affidate alla delegata alle Politiche per le pari opportunità dell’ateneo Anna Maria Giannini. Successivamente si è svolta la cerimonia di consegna del Premio di tesi “Ilaria Sula”. Il premio, istituito dall’Ateneo nel dicembre 2025, è destinato a tesi dedicate allo studio della violenza maschile contro le donne. Per la sezione triennale sono state premiate Eleonora Polo e Alice Felici, mentre per la magistrale Benedetta Milo. La rettrice Polimeni ha annunciato l’intenzione di proporre agli organi accademici di trasformare il premio, a partire dal 2026, in un riconoscimento nazionale.
Immagini scattate in loco

