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6 detti antichi e la loro origine | Riflessione culturale

6 detti antichi e la loro origine

Sei detti antichi: una riflessione culturale per conoscerne l’origine.

Innumerevoli sono le frasi che entrano a far parte del nostro linguaggio comune, di cui però non conosciamo affatto l’origine. Detti antichi, proverbi, modi di dire: tutti li utilizziamo comunemente per dare forza a un’espressione o per enfatizzare un’opinione. Ma da dove provengono? Oltre agli specialisti del mestiere, pochi sapranno che moltissimi detti antichi, oggi diventati celebri e sulla bocca di tutti, provengono da opere letterarie o dalla riflessione filosofica di noti autori dell’antichità. Tramandati per iscritto, permangono con forza nell’oralità quotidiana. Vediamone alcuni insieme.

“Omnia vincit amor”: alla scoperta di alcuni detti antichi

Facilmente traducibile in “L’amore vince su tutto”. Tutti, innamorati e non, abbiamo sentito almeno una volta questa frase. Ebbene, non tutti sanno che si tratta di un passo delle Bucoliche del famoso Virgilio, maestro e guida di Dante, che l’autore fa pronunciare a Cornelio Gallo; in seguito a una delusione amorosa, egli afferma la sua volontà di abbandonare la poesia elegiaca. Ma il verso finale è una presa di coscienza della potenza dell’amore contro ogni cosa, al quale tutti cediamo, nessuno escluso. La forza di questo verso risuona tutt’ora nei nostri cuori, tanto da diventare una vera e propria locuzione proverbiale, anche nella sua veste latina.

“Gutta cavat lapidem”

“La goccia scava la roccia”. Tra i detti antichi, questa locuzione latina, utilizzata per mettere in rilievo il fatto che la forza di volontà può farci arrivare a conquistare mete impensabili, è attestata in Ovidio e in altri famosi autori dell’antichità. Può assumere al contempo un significato negativo, ovvero volto a rappresentare il fatto che anche un’azione apparentemente di poco conto, se continua e costante, può condurre a risultati talvolta disastrosi.

“In medio stat virtus”

“La virtù sta nel mezzo”. Espressione idiomatica utilizzata presso numerosi autori latini, tra i quali Orazio, volta a disdegnare qualsiasi eccesso e a riportare ogni cosa al giusto equilibrio. Si diffonde nel Medioevo con i filosofi scolastici ma è attestata ancor prima in Aristotele e nell’Etica Nicomachea. Oggi è utilizzata nel quotidiano per dirimere ogni tipo di controversia e talvolta in senso non del tutto positivo, per non schierarsi affatto, finendo per ribaltare il suo significato originario.

“De gustibus non est disputandum”

“Non si discute riguardo ai gusti” è una locuzione latina volta a salvaguardare l’inoppugnabile varietà dei gusti. Comunemente utilizzata da tutti noi, al fine di sostenere la nostra tesi durante una discussione, l’espressione era attribuita da alcuni a Cesare, da altri a Cicerone. E’ in realtà una locuzione di origine medievale.

“Mens sana in corpore sano”

“Mente sana in corpo sano”. Questa espressione trae origine dalla satira decima di Giovenale, dove si afferma che l’uomo dovrebbe ambire a queste sole due cose: la sanità del corpo e quella dell’anima, non ai beni materiali, vani ed effimeri, anche se perseguiti da tutti. Tale frase, divenuta proverbiale, ha assunto oggi un significato leggermente differente, ponendo l’accento sulla maggiore attenzione alla cura del proprio corpo, nonché della propria salute psicofisica.

“Verba volant, scripta manent”

“Le parole volano via, lo scritto rimane” è una citazione di Caio Tito, durante un discorso rivolto al Senato romano. Attualmente utilizzata nel significato di dare maggiore valore ai documenti scritti, in quanto permangono nel tempo, rispetto agli accordi verbali, che possono essere contestati facilmente, nei tempi antichi poteva avere un significato diametralmente opposto: la parola scritta, compresa da un pubblico ristretto, rimaneva lì dov’era, mentre le parole, grazie all’oralità, compivano viaggi talvolta lunghissimi.

Il viaggio alla scoperta delle origini dei detti antichi che utilizziamo comunemente, nonché della nostra lingua, non smette mai di sorprenderci e di svelarci quanto essa si adegui ai nuovi impieghi dovuti alle mutate esigenze, pur permanendo, come uno scoglio che si leviga per il continuo turbinio delle onde del mare, ma che resiste e si oppone al tempo che passa. 

 

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