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La musica coreana tradizionale: l’eredità di un popolo

La musica coreana tradizionale: l'eredità di un popolo

La storia della musica coreana tradizionale ha radici profondissime. La sua origine risale al periodo dei Tre Regni (57 a.C.-668 d.C.), un’epoca in cui la musica non era ancora oggetto di studio ufficiale, ma veniva adoperata in danze, canti e riti sciamanici, ai quali si attribuivano poteri curativi e spirituali.

Classificazione degli strumenti tradizionali coreani

Strumento Categoria Caratteristiche
Buk Percussione Tamburo a doppia testa con corpo in legno
Janggu Percussione Tamburo a forma di clessidra
Piri Fiato Oboe di bambù
Daegeum Fiato Lungo flauto traverso
Gayageum Corde Cetra a dodici corde di seta

A partire dai primi anni della dinastia Joseon, nel XV secolo, durante il regno di Re Sejong, nasce la gukak, ossia la musica nazionale. Da questo momento, la musica inizia a essere studiata minuziosamente e diventa l’accompagnamento di molte arti tradizionali coreane, come riti, cerimonie ufficiali e opere letterarie poetiche (principalmente sijo e gasa). L’obiettivo di Re Sejong era quello di creare una musica tradizionale affinché potesse nascere un’identità propria del suo regno e della futura Corea.

Quali sono i generi della musica coreana tradizionale?

Ovviamente, la musica coreana tradizionale differisce a seconda del genere a cui appartiene, poiché venivano eseguite musiche diverse in base al tipo di cerimonia. I generi più importanti e diversificati sono principalmente quattro.

La Jeongak era il tipo di musica tradizionale associata alla classe nobile o alle classi più alte del regno, poiché eseguita dai letterati più influenti. Gli stessi letterati praticavano anche la jeongga (“canzoni giuste”), legata alle classi alte e medie, che consideravano la loro musica superiore. Questo tipo di musica accompagnava il canto di poesie più o meno lunghe:

  • le sijo, di pochi versi, erano poesie che elogiavano la natura e, avendo un’influenza popolare, non richiedevano necessariamente l’accompagnamento di uno strumento, purché fosse presente una parte ritmica che guidasse la poesia;
  • le gasa, invece, erano narrazioni più lunghe e popolari tra le donne appartenenti alla classe Yangban.

A seguire troviamo il Pansori, un genere nato nel XVII secolo: si tratta di un monodramma cantato da un cantante (sorikkun) accompagnato dalle percussioni di un buk, ossia un tamburo. Si ritiene che questo genere abbia avuto origine dal muga, le canzoni dello sciamanesimo coreano.

Infine, l’essenza di ogni cittadino è racchiusa nell’Arirang, una canzone folkloristica coreana considerata l’inno non ufficiale della Corea: il Joseon Arirang viene suonato da oltre 600 anni.

Strumenti musicali coreani: percussione, fiato e corde

Ogni strumento tipico della musica tradizionale coreana possiede un nome specifico e viene classificato in base al metodo di utilizzo: strumenti a percussione, a fiato e a corde.

Tra gli strumenti a percussione, troviamo:

  • il buk, un tamburo a doppia testa di varie grandezze, il cui corpo in legno è considerato parte integrante del suono, emesso con una bacchetta;
  • il janggu, invece, è un tamburo a forma di clessidra che, a seconda del genere musicale in cui viene utilizzato, può cambiare forma.

Tra i principali strumenti a fiato, vi sono il piri, un oboe di bambù che diventa lo strumento principale nelle esecuzioni musicali, e il daegeum, un lungo flauto traverso con un foro per soffiare e sei fori per posizionare le dita.

Infine, tra gli strumenti a corde, il più famoso è il gayageum, una cetra a dodici corde di seta, il cui suono ricorda quello di una chitarra. Generalmente, questo strumento viene suonato da seduti. Esistono diversi tipi di gayageum, che si differenziano per forma e per il genere musicale a cui appartengono: quelli utilizzati nelle cerimonie di corte sono diversi da quelli impiegati nella musica popolare folkloristica.

Al giorno d’oggi, la Corea è in continua evoluzione nel campo musicale, soprattutto grazie alla diffusione del K-pop. Tuttavia, la musica coreana tradizionale, per secoli, ha plasmato l’identità culturale del Paese e continua a catturare l’attenzione del proprio popolo, oltre a suscitare la curiosità degli stranieri.

Fonte immagine: Wikimedia Commons – Paul Walk: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Gayageum_Traditional_Musician,_Seoul.jpg

Articolo aggiornato il: 02/01/2026

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L'arte dei suoni non ha confini. Continua ad arricchire il tuo bagaglio culturale leggendo le curiosità e gli aneddoti del nostro elenco generale:

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