Arugamama, l’accettazione per contrastare la procrastinazione

arugamama

Arugamama significa letteralmente “accettare le cose cose così come sono“.

Nel suo libro, L’arte di passare all’azione, Gregg Krech parla delle tre strategie che adotta la maggior parte delle persone nel momento in cui bisogna affrontare una situazione sgradevole: evitamento, rassegnazione, lamentela.

L’alternativa a queste opzioni è questo “stato in cui non tentiamo di fuggire all’esperienza emotiva” che si chiama Arugamama. Si tratta di quel fenomeno attraverso il quale “si riconosce la qualità della non resistenza” che viene messo al centro della terapia Morita e che riguarda la capacità di prendere atto delle cose, accettarle appunto, così come sono. È un vero e proprio processo di consapevolezza.

L’accettazione è uno dei grandi temi dei nostri tempi oltre che un pilastro della crescita e dell’evoluzione personale. Se non c’è accettazione e comprensione del mondo circostante non ci può essere una reazione adeguata che ci permetta di esprimerci con coscienza. È proprio questo che viene specificato nel testo: “l’arte dell’accettazione” non è distinta da “l’arte di passare all’azione”, anzi.

Quando si parla di cambiamento – soprattutto oggi nell’epoca dell’informazione fluida – è facile essere bombardati da stimoli che spingono verso rotture drastiche ed un certo senso di rifiuto verso ciò che ci circonda. Il primo lavoro di accettazione, il più delle volte, diviene opportuno farlo proprio sul fatto che i cambiamenti richiedono tempo e insieme a questi ogni processo di evoluzione.

Ecco perché per comprendere cosa significa Arugamama è utile pensare al fatto che se non si accetta la condizione “negativa” (o comunque quella di partenza) per quello che è non si può fare niente per migliorarla. Se non si accetta la depressione non si può fare niente per superarla, se non si accetta di non avere le competenze adeguate per cambiare lavoro non si potrà fare nulla per acquisirle. Così se non si accetta un lutto, una malattia, che non si abbia voglia di fare qualcosa o il fatto stesso di essere cambiati e di dover rifare i conti con sé stessi… l’impossibilità – per un motivo o per un altro – di raggiungere un determinato obiettivo nel breve periodo!

Ma accettare la cosiddetta situazione di partenza- attenzione!- non significa concentrarsi solo sui limiti da “attraversare”. Prendere coscienza di sé stessi è anche un lavoro di comprensione delle proprie potenzialità. Ci sono delle esperienze e delle scelte in quel “passare all’azione” che possono essere già alla propria portata ma scegliendo evitamento, rassegnazione o lamentela non si ha il focus giusto per poterle portare a compimento!

Si parla dunque di un processo di consapevolezza che pone le basi per passare all’azione, che sia fare finalmente quella cosa che si sente di dover fare da un po’ di tempo, programmarne a medio-lungo termine un’altra o smettere di dedicare pensieri e tempo a qualcosa. Per questo motivo al concetto di Arugamama viene associata l’abilità di smettere di procrastinare, perché prendendo atto della propria condizione – nei suoi limiti ma anche nelle sue potenzialità – è possibile attuare cambiamenti autentici che possano avere un impatto reale!

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