Nel settembre del 1600 Michelangelo Merisi, universalmente noto come Caravaggio, firma il contratto per la decorazione della cappella di Tiberio Cerasi, tesoriere di papa Clemente VIII, nella basilica agostiniana e chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma, in pieno clima di riforma cattolica. A Caravaggio vengono affidate le due tele ad olio su tela delle pareti laterali raffiguranti la Crocifissione di san Pietro e la Conversione di san Paolo. La pala d’altare centrale con l’Assunzione della Vergine viene invece commissionata al maestro del classicismo bolognese Annibale Carracci.
Indice dei contenuti
| Opera d’Arte | Autore e stile | Collocazione nella Cappella |
|---|---|---|
| Crocifissione di san Pietro | Caravaggio (Realismo/Tenebrismo) | Parete laterale |
| Conversione di san Paolo | Caravaggio (Realismo/Tenebrismo) | Parete laterale |
| Assunzione della Vergine | Annibale Carracci (Classicismo) | Pala d’altare centrale |

Cappella Cerasi: Crocifissione di san Pietro
Nella Crocifissione di san Pietro viene raffigurato il martirio cristiano di colui a cui Cristo affidò la fondazione della sua Chiesa, crocifisso a testa in giù sul Colle Vaticano tra l’anno 64 e l’anno 67 durante le persecuzioni indette dall’imperatore Nerone.
Questo capolavoro dell’arte barocca è costruito su due linee diagonali che si intersecano, dove troviamo i carnefici e il corpo di san Pietro. Ritroviamo il geniale uso della luce direzionata dall’alto, tipica del tenebrismo caravaggesco, che illumina le figure su uno sfondo scuro dalla duplice funzione:
- da una parte serve a rilevare i corpi mostrandone i particolari anatomici con estremo realismo pittorico;
- dall’altra rimanda simbolicamente all’intervento invisibile della Grazia divina.
La luce diagonale, invece, rileva le irregolarità come rughe, pieghe della pelle e vene gonfie, rendendo l’osservatore sempre più partecipe alla sofferenza del santo.

Conversione di san Paolo
Nella celebre Conversione di san Paolo è raffigurato l’esatto momento della chiamata dell’apostolo. Secondo i testi sacri degli Atti degli apostoli, Saulo, mentre si recava a Damasco per imprigionare i primi cristiani, venne improvvisamente folgorato da una luce accecante e udì la voce di Cristo. Grazie a questa mistica chiamata Saulo si convertì profondamente divenendo san Paolo di Tarso, colui che evangelizzò i popoli pagani, diversi da quello ebraico.
L’opera pittorica dà prova di una grande sapienza compositiva dell’artista lombardo, che colloca il possente cavallo nello spazio focale creato dalle braccia aperte dell’apostolo a terra; l’apostolo accoglie la rivelazione divina con gli occhi chiusi e le braccia spalancate, emblema iconografico e simbolo della sua totale sottomissione alla volontà divina. Rappresentato dal lato del dorso per occupare quasi tutta la tela, il cavallo costituisce una perfetta prova di resa naturalistica.

Assunzione della Vergine
Nell’Assunzione della Vergine dipinta dal maestro Annibale Carracci, la Madonna sale in cielo maestosamente circondata dagli angeli cherubini, con le braccia aperte e gli occhi rivolti verso l’alto; intorno si raggruppano gli apostoli in sbigottimento mistico, che reagiscono con atteggiamenti diversi e teatrali all’ascesa della Vergine. Il dipinto presenta un rigoroso schema compositivo piramidale al cui vertice luminoso è posta la figura della Vergine Maria e alla base terrena le figure dei due apostoli. Contro le posture allungate e artificiose dell’arte manierista, Annibale Carracci come Caravaggio riprende le pose fisiche e naturali dei protagonisti; il naturalismo cromatico è per Annibale un mezzo formale utile per esprimere come, attraverso la potente verosimiglianza visiva, lo spettatore si convinca spiritualmente dell’esistenza di una dimensione celeste e del dogma trionfante.
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