CCCS di Birmingham: un nuovo modo di studiare la cultura

CCCS Birmingham: la nascita di un nuovo modo di studiare la cultura

Il periodo degli anni ’60, soprattutto in Inghilterra, rappresenta un’epoca piuttosto complessa, caratterizzata da una moltitudine di eventi, rivoluzioni, proteste e un generale cambiamento di prospettiva, in cui la cultura diventa terreno di battaglia politica. Le generazioni di quell’epoca iniziano a marciare contro la guerra, il razzismo, le disuguaglianze sociali e la mancata affermazione dei diritti civili. In questo contesto, la cultura smette di essere solo intrattenimento, ma diventa un vero e proprio campo d’azione e strumento di resistenza. In questo clima, si avrà la nascita del CCCS di Birmingham, grazie a Richard Hoggart, che analizza il significato culturale di ciò che viene consumato dalle classi popolari.

La nascita e lo sviluppo del CCCS di Birmingham

CCCS di Birmingham: un nuovo modo di studiare la cultura
Birmingham – Wikimedia / jgyuity1289

Nel 1964 Hoggart fonda il Centre for Contemporary Cultural Studies (CCCS) presso l’Università di Birmingham, una red brick university, frequentata soprattutto dagli studenti delle classi popolari. Per la prima volta la cultura non coincide più solo con la letteratura, ma comprende i media, i gusti, le abitudini, le sottoculture giovanili e i fenomeni della vita quotidiana. Il metodo è interdisciplinare: la storia, la sociologia, la filosofia e la linguistica si integrano per interpretare la cultura dell’epoca. Negli anni ‘60 crescono i movimenti femministi, le proteste per i diritti delle persone gay e nascono le prime sottoculture giovanili (i mod, gli hippie, gli emo e i punk), gruppi riconoscibili per lo stile, la musica e le abitudini condivise. Il CCCS studia anche queste ultime, analizzandole non come fenomeni devianti, ma come espressioni culturali dotate di significato. Tutto ciò che appartiene a loro diventa strumento per decodificare i messaggi che i giovani volevano trasmettere, nonché la loro identità.

Il contributo di Raymond Williams e Edward P. Thompson

CCCS Birmingham: nuovo modo di studiare la cultura
Raymond Williams – Wikimedia / Gwydion Madawc Williams

Accanto ad Hoggart, Raymond Williams offre una delle più autorevoli ricostruzioni dei significati della parola cultura. Ne individua tre: un processo di sviluppo intellettuale e spirituale; le opere e le pratiche artistiche; un modo di vita proprio di un gruppo sociale. Egli distingue tra l’accezione umanistica e quella antropologica della parola cultura e ne propone una visione come un insieme di pratiche quotidiane, creando le basi di un approccio più ampio e inclusivo. Per approfondire l’evoluzione del concetto di cultura in ambito accademico, è utile consultare la voce dedicata agli Studi Culturali sull’Enciclopedia Treccani.

Edward P. Thompson si concentra invece sulla storia della classe operaia. Per lui la cultura è una forma di agency, un mezzo attraverso il quale i lavoratori resistono al potere dominante: questo contributo influirà sulla futura impostazione degli studi culturali.

Che cos’è il CCCS di Birmingham?

Elemento chiave Descrizione
Fondatore Richard Hoggart
Anno di fondazione 1964
Sede Università di Birmingham
Oggetto di studio Cultura popolare e mass media
Approccio Interdisciplinare e politico

 

L’attualità del metodo di studio culturale

A distanza di mezzo secolo, l’approccio del CCCS di Birmingham rimane attuale: le dinamiche delle culture digitali, dei social media e dell’attivismo online dimostrano che prendere in considerazione i gusti, le identità e le pratiche quotidiane sono ancora essenziali per interpretare la società contemporanea. I media di massa studiati negli anni ’60 si trasformano nei social media e nelle piattaforme come, ad esempio, Tiktok, che modellano i nuovi linguaggi e le forme di partecipazione.

Fonte dell’immagine in evidenza: Wikimedia / Rowland Scherman

Articolo aggiornato il: 18/12/2025

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