Sylvia Browne è stata una delle figure più note e controverse nel panorama dei medium e della parapsicologia negli Stati Uniti. Per diversi decenni ha occupato un ruolo di grande visibilità nel mondo dell’intrattenimento televisivo, grazie alla sua attività come autoproclamata medium, autrice di numerosi libri e presenza ricorrente in talk show molto popolari. La sua carriera, caratterizzata da un forte seguito tra il pubblico, è stata altrettanto caratterizzata da discussioni, critiche e scetticismo da parte della comunità scientifica.
Nata nel 1936 a Kansas City, nel Missouri, Sylvia Browne sosteneva di aver scoperto le proprie capacità psichiche dall’adolescenza. Nel corso degli anni ha sviluppato una vera e propria carriera basata sulla presunta comunicazione con spiriti, sulla lettura del futuro e sulla consulenza spirituale. Ha pubblicato decine di libri, vendendo milioni di copie, molti dei quali best seller del New York Times. I temi affrontati spaziavano dalla vita dopo la morte alla reincarnazione, passando per profezie, angeli e consigli spirituali.
Sylvia Browne e The Montel William Show
La sua popolarità è cresciuta in modo significativo grazie alla televisione. Per oltre vent’anni è stata ospite ricorrente della trasmissione The Montel Williams Show, dove rispondeva alle domande del pubblico riguardo a persone scomparse, eventi futuri e questioni personali. Le sue apparizioni generavano spesso grande emozione, e molti spettatori trovavano conforto nelle sue parole. Allo stesso tempo, però, alimentavano controversie, poiché alcune delle sue affermazioni si rivelavano imprecise o non verificabili. Diversi gruppi di scettici contestarono pubblicamente l’accuratezza delle sue dichiarazioni, accusandola di utilizzare tecniche di cold reading e di fare previsioni vaghe o non dimostrabili.
Il caso Amanda Berry
Uno degli episodi più discussi legati alla sua attività è quello relativo al caso di Amanda Berry, una delle tre giovani donne rapite a Cleveland da Ariel Castro nei primi anni 2000. Nel 2004, durante un programma televisivo, alla Browne venne chiesto un parere riguardo alla scomparsa di Amanda Berry, che all’epoca era ancora ricercata. Secondo quanto riportato da vari media, Browne affermò che la ragazza era “non più in vita”. L’affermazione ebbe un impatto emotivo significativo sulla madre della giovane, che morì poco tempo dopo, senza poter conoscere il destino reale della figlia. Il caso si concluse quasi un decennio più tardi, nel 2013, quando Amanda Berry, ancora viva, riuscì a fuggire dalla casa in cui era stata tenuta prigioniera e a chiedere aiuto. La scoperta riportò al centro dell’attenzione le dichiarazioni passate di Sylvia Browne, contribuendo ulteriormente a rafforzare il dibattito sulla responsabilità dei sensitivi nel trattare casi sensibili, specialmente quelli che coinvolgono famiglie già duramente provate dalla scomparsa di persone care.
Sylvia Browne: eredità e controversie
Nonostante le critiche, Sylvia Browne mantenne un vasto pubblico e continuò la sua attività fino alla morte, avvenuta nel 2013. La sua figura rimane oggi oggetto di discussione: per alcuni rappresentava una guida spirituale e una fonte di conforto, per altri un personaggio mediatico la cui notorietà derivava da affermazioni non supportate da prove empiriche. Ciò che è certo è che il suo impatto sulla cultura pop e sul dibattito pubblico riguardo ai presunti fenomeni paranormali è stato significativo, rendendola una delle medium più riconoscibili del suo tempo.
Immagine in evidenza: copertina libro Psychic Healing, di Sylvia Browne-Amazon.it

