Il Corano: la parola di Dio rivelata al profeta Moametto

Il Corano

Il Corano, il testo sacro dei musulmani, è l’insieme di rivelazioni che il Profeta Muhammad (o Moametto) ha ricevuto dal 610 fino a poco prima la sua morte. Per il credente musulmano il Corano non è frutto di ispirazione divina ma è la parola divina, dettata (in arabo) direttamente da Dio o dall’Arcangelo Gabriele al suo Profeta. La Parola divina, infatti, è detta «parola increata e esistente sin dall’eternità».

L’Islam e Moametto, il suo Profeta

In arabo, la parola Islam ha come radice salama che significa «sottomissione a Dio»: nessuno è costretto a credere o ad accettare l’Islam e proprio per questo si può parlare di sottomissione libera o volontaria a Dio. Per molti credenti, l’Islam nasce come religione naturale che, a causa di varie circostanze, viene persa. Quando qualcuno si converte all’Islam, infatti, quest’ultimo viene chiamato colui o colei che ritorna all’Islam.

Parlare della nascita dell’Islam significa fondamentalmente parlare del suo Profeta, ovvero di Muhammad. L’Islam non nasce in ambiente nomade, ma nell’ambiente cittadino di Mecca, città natale del Profeta. Non sappiamo l’anno preciso della sua nascita, ma si ipotizza che, intorno al 570, si sarebbe verificato un evento particolare che, poco più tardi, venne letto come l’evento premonitore della nascita del Profeta. Nel 610 riceve la prima rivelazione‎: inizia, così, la sua missione profetica. Negli anni seguenti alcuni Meccani si convertono, altri si oppongono alla nascente religione. La vita del Profeta si fa difficile, tanto che, nel 622, emigra con i suoi seguaci nella città di Yatrib (attuale Medina). Questo evento, che prende il nome di Egira (in arabo Hijra), è molto importante: è l’anno di inizio dell’era islamica; i musulmani, infatti, calcolano il loro calendario prendendo in considerazione quella data come anno zero.

Nei dieci anni seguenti Muhammad assume la funzione di capo politico, dando le linee guida per il sistema giuridico e organizzativo del futuro Stato Islamico. In questo periodo molte tribù e delegazioni giungono a Medina per stringere accordi e convertirsi, mentre una tribù ostile, che non accetta la nuova religione monoteista – i Quraysh di Mecca –, continua a scontrarsi col Profeta. Dopo una serie di battaglie, nel 630, Muhammad riuscirà a tornare a Mecca, questa volta senza combattere, diventando così il capo religioso e politico della comunità musulmana e di uno Stato in espansione.

Morirà nel 632, poco dopo aver compiuto il suo ultimo pellegrinaggio alla Mecca, che viene chiamato il «pellegrinaggio dell’addio». La sua morte darà avviò ad una fase di affermazione dell’Islam nei territori del Vicino Oriente, durante quella che viene chiamata l’Epoca dei califfi Ben Guidati.

Il testo sacro dei musulmani: il Corano ‎

Etimologia del termine

La parola Corano in arabo è القرآن (al-Qurʾān) e, dal punto di vista etimologico, vi è una certa assonanza con il termine siriaco qirianan, che vuol dire «recitare» o «proclamare in maniera solenne» perché si tratta di proclamare la parola di Dio. Ha iniziato poi ad assumere la connotazione di «lettura» – in arabo قراءة (qirā’a) – anche perché, in occasione della sua prima rivelazione, l’arcangelo Gabriele dice al Profeta Muhammad «Iqra’» (imperativo della parola qirā’a) che significa leggi o recita.

Struttura

Inizialmente, ogni rivelazione ricevuta veniva imparata a memoria e ricordata dal Profeta Muhammad; soltanto dopo la sua morte vengono messe per iscritto. Il Corano è diviso in 114 capitoli, detti «sure», che si compongono di versetti. Ogni sura ha un titolo che riprende una parola del testo ed inizia con quella che viene chiama «basmala», una formula rituale che recita: Bi-ismi’llāhi al-Rahmāni al-Rahīm, in italiano «In nome di Dio il Clemente il Misericordioso».

Le sure sono state ordinate in maniera decrescente, cioè le sure che troviamo all’inizio del Corano sono quelle più lunghe – anche se, in realtà, la sura più lunga è la seconda: la «Sura della vacca» – e le sure che troviamo alla fine sono le più brevi, a volte anche di pochissimi versetti. Il Corano‎ è stato rivelato gradualmente per più di venti anni (dal 610 al 632) tanto che, per comodità, si preferisce parla di due fasi della rivelazione‎:

  • Fase meccana: comprende le sure più brevi, ma anche le prime rivelate nella città natale del Profeta, Mecca;
  • Fase medinese: comprende le sure più lunghe, rivelate da Dio a Medina, quindi nella seconda fase della predicazione del profeta che vede l’emigrazione di Muhammad e di un piccolo gruppo di credenti musulmani.

La prima sura, composta da soli sette versi – chiamata la «Sura aprente» (in arabo Sūra al-Fātiḥa) – è il capitolo più recitato dai credenti musulmani perché usata come preghiera giornaliera. C’è da dire che, nonostante il Corano‎ venga tradotto in molte lingue, per lo studio o per comprendere meglio la versione originale, la recitazione liturgica deve avvenire esclusivamente in arabo. Questo perché il Corano‎ è parola diretta di Dio e non è possibile interpretarla.

Immagine in evidenza: Pixabay

A proposito di Nadia Martorana

22 anni passati con la testa fra le nuvole, di cui 3 come studentessa di Mediazione linguistica e culturale, e se ne prospettano altri facendo le cose che più amo: scrivere, fotografare, viaggiare, sognare.

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