Caspar David Friedrich (1774–1840) è stato un pittore tedesco, nonché uno degli esponenti principali dell’Arte Romantica. Quest’ultima mette al centro tre elementi fondamentali che sintetizzano tutta la corrente del Romanticismo: la natura, che viene letta come l’espressione del divino in terra; il ritorno al passato medievale, che esprime il bisogno di riconciliare l’uomo con Dio e l’aspirazione all’assoluto e all’infinito, l’idea che l’essere umano vive in funzione di un infinito processo di automiglioramento dello spirito, una perenne tensione verso la perfezione. Friedrich in particolare, intendeva far evolvere la concezione classica di paesaggio, inteso solo come scenario bello da vedere, aggiungendo il sentimento del sublime, una riunione con il sé spirituale attraverso la contemplazione della natura. Non a caso i dipinti di Friedrich includono spesso una Rückenfigur, ovvero una persona assorta nella contemplazione del panorama.
Le opere principali di Caspar David Friedrich
| Opera e Anno | Tema chiave |
|---|---|
| La croce in montagna (1807) | La natura come espressione del sacro; rottura con la tradizione. |
| Abbazia nel querceto (1810) | Critica religiosa, inquietudine e speranza nella vita eterna. |
| Il viandante sul mare di nebbia (1818) | L’infinito, il sublime e il viaggio interiore dell’anima. |
| Il mare di ghiaccio (1823-24) | Fragilità umana di fronte alla natura e mistero dell’eternità. |
Indice dei contenuti
1. Dipinti di Friederich: 1807, La croce in montagna
È la sua prima opera di maggior successo. Essa è una pala d’altare commissionata dalla Contessa di Thun per la cappella di famiglia a Tetschen, in Boemia. L’opera raffigura una montagna coperta d‘abeti e sormontata da una croce, sulla quale era crocifisso il Cristo. La croce, pur essendo il soggetto principale del dipinto, è presentata da un punto di vista distante ed obliquo. L‘opera costituisce un punto di rottura con la tradizione, che non avrebbe mai inserito la crocifissione in un contesto naturale.

2. Dipinti di Caspar David Friedrich: 1810, Abbazia nel querceto
L’opera raffigura alcuni frati che, portando la bara di un confratello defunto, sono diretti verso il cancello di un’abbazia medievale diroccata, che potrebbe rappresentare una critica alle istituzioni religiose: infatti, dell’edificio sacro non rimane che la grande monofora centrale in stile gotico, i cui tre cerchi si riferiscono alla trinità cristiana, mentre le forme bizzarre delle querce si riferiscono alla concezione pagana della vita. Vi è quindi un paesaggio di rovine utilizzato come cimitero. Sul lembo di terra in primo piano sono disseminate varie croci nere, mentre la parte inferiore dell’opera è immersa in uno strato di nebbia, elemento ripreso più volte nei dipinti di Friedrich, tramite il quale vuole trasmettere una sensazione di inquietudine e smarrimento. La parte più alta dell’abbazia e le sommità delle querce spoglie sono invece illuminate dalla luce dell’alba, la quale, resa con pennellate di grigio e rosa, rimanda alla vita eterna, inoltre vi è anche la luna che sbiadisce alle prime luce del sole, che allude all’avvento di Cristo.

3. Dipinti di Caspar David Friderich: 1818, Il viandante sul mare di nebbia
È l’opera più famosa di Friederich, nonché uno dei capolavori del movimento romantico. Al centro del dipinto vi è un viandante solitario su un precipizio roccioso, che dà la schiena all’osservatore. Egli ha i capelli rossi e scompigliati al vento, è avvolto in un soprabito aristocratico verde scuro e nella mano destra, appoggiata al fianco, impugna un bastone da passeggio. Secondo alcune testimonianze, si tratterebbe del colonnello della fanteria sassone Friedrich Gotthard von den Brinken, defunto amico di Friedrich che con questa tela ne volle conservare vivo il ricordo. L’uomo nel quadro è proteso sull’orlo di uno sperone roccioso, collocato in una posizione rialzata che gli consente di contemplare il panorama che gli si apre davanti: è una valle arcaica dal fascino primordiale, avvolta dalla foschia, come se fosse mare (da cui il titolo dell’opera). Friedrich riproduce il paesaggio montano realmente esistente dell’Elbsandsteingebirge, in Boemia. Il viandante sul mare di nebbia esprime i temi principali del Romanticismo, come l’infinito, il sublime, e il divino. Riflette il senso di imperfezione sperimentato dall’uomo durante la contemplazione dell’infinito, ovvero di Dio, qui rappresentato dall’immenso mare di nebbia che fa emergere la vista del paesaggio sottostante che è la vita. L’uomo si perde di fronte al paesaggio in un atteggiamento contemplativo, che rappresenta proprio il viaggio della vita umana, poiché così facendo, egli indaga nella sua anima la sua fede, con tutte le sue insicurezze, i suoi errori, i dubbi, le incertezze, permettendogli di arrivare a Dio.

4. Dipinti di Caspar David Friedrich: 1823-24, Il mare di ghiaccio
L’opera ritrae un naufragio di una nave (la HMS Griper, una delle due navi che parteciparono alle prime spedizioni al Polo nord, di William Edward Parry) avvenuto nel bel mezzo di un mare di ghiaccio rotto in una miriade infinita di pezzi, le cui schegge si sono accumulate dopo l’impatto, ammassandosi l’una sopra l’altra in posizione diagonale, come se formassero una montagna, determinando una sorta di inquietante movimento a spirale intorno alle rovine centrali. Lo sguardo dell’osservatore è quindi focalizzato quasi esclusivamente nella parte centrale del dipinto, dimenticando tutto ciò che sta intorno, cioè un contorno caratterizzato da colori freddi e cupi, che suscitano nello spettatore un senso d’ansia e di sgomento. Quest’opera rappresenta tutta la grandezza della natura rispetto all’uomo, e riflette vari temi: il tema della navigazione, che è sempre stato visto come un ossessivo viaggio dell’uomo sulla terra in cerca di qualcosa, attraverso le avversità del mondo e della vita. Tutto ciò, con il naufragio, incarna la fragilità dell’uomo in balia degli elementi della natura. Vi è anche il tema religioso, poiché Il Polo nord è inteso come un luogo nel quale la vita rimane sempre uguale e c’è l’infinito ripetersi di giorni, stagioni, anni e secoli che diventa metafora dell‘eternità di Dio, e la nave, simbolo della vita umana, è imprigionata e non può sfuggire a quell‘eternità, quindi, il tentativo umano di scoprirne il mistero, è destinato a fallire.

Fonte immagine in evidenza: Wikipedia, Botaurus
Articolo aggiornato il: 11 Febbraio 2026

