Seguici e condividi:

Eroica Fenice

distillati

Distillati: chi decide qual è il cuore del romanzo?

Distillati, al cuore del romanzo recita lo slogan della nuova, discutibile proposta editoriale della Centauria, dal 29 dicembre al prezzo di 3,90€  in tutte le edicole, col primo bestseller, Venuto al Mondo di Margaret Mazzantini

O meglio, il surrogato del romanzo.

Romanzi tagliuzzati e ricuciti in meno della metà delle pagine. Romanzi che vanno dritti al punto, romanzi che assecondano le esigenze di rapidità del nostro tempo, romanzi per chi non ha mai tempo di leggere. Romanzi che vanno dritti al punto, al cuore del romanzo. Come se davvero si potesse stabilire qual è il cuore di un romanzo, come se davvero ce ne fosse uno. Come se un romanzo non fosse l’insieme delle parole, delle scene, degli intrecci che lo compongono. Come se qualcuno potesse davvero arrogarsi il diritto di decidere dell’utilità o dell’inutilità di una pagina, di una scena, di una sequenza, di una lunga descrizione ai fini della storia. Come se distillati e libri si equivalessero.

Distillati: romanzi per chi non ha tempo

L’iniziativa, che lascia quantomeno perplessi, si propone di incoraggiare “il piacere della lettura nel tempo di un film”. Come se l’Arte dovesse esser consumata in dei tempi prestabiliti, come se l’Arte avesse dei tempi, come se l’Arte non rispondesse al naturale bisogno umano di raccoglimento, di svago, di riflessione. Come se l’Arte avesse uno scopo, un compito da portare a termine il prima possibile.
Una proposta che vorrebbe educare gli Italiani alla lettura e che per raggiungere lo scopo abbassa gli standard, una proposta che si adegua, tristemente e perfettamente, alla frenesia, alla fretta a cui siamo abituati.
L’ennesima proposta editoriale che punta sulla quantità, piuttosto che sulla qualità.
Il telefono  velocizza le comunicazioni, i mezzi di trasporto velocizzano gli spostamenti, le tecnologie velocizzano i contatti, le procedure burocratiche, le ricerche. L’Arte è Arte e non ha altro fine che se stessa, pertanto non ha motivo di essere velocizzata. Non c’è da render conto a nessuno del tempo impiegato in Arte, in passione, in emozioni, in sensazioni, viene dunque a cadere il motivo per il quale si dovrebbe leggere in fretta.

Scegliere i Distillati piuttosto che i libri veri, è come scegliere tra una barretta ipocalorica, che sostituisce il pasto fornendo il giusto fabbisogno energetico, e un pasto vero: c’è tutta la differenza del mondo tra sfamarsi, e soddisfare così i bisogni naturali del proprio organismo, e gustarsi il piacere di un pranzo, assaporare le pietanze. Leggere è assaporare le parole una per una, gustarle secondo i propri tempi.
Scegliere i Distillati è come scegliere di guardare il trailer di un film piuttosto che il film stesso, ascoltare un ritornello piuttosto che la canzone.

“Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d’altronde, o il tempo per amare.)
Rubato a cosa?
Diciamo, al dovere di vivere.
È forse questa la ragione per cui la metropolitana – assennato simbolo del suddetto dovere – finisce per essere la più grande biblioteca del mondo.
Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.
Se dovessimo considerare l’amore tenendo conto dei nostri impegni, chi ci si arrischierebbe? Chi ha tempo di essere innamorato? Eppure, si è mai visto un innamorato non avere tempo per amare?
Non ho mai avuto tempo di leggere, eppure nulla, mai, ha potuto impedirmi di finire un romanzo che mi piaceva.
La lettura non ha niente a che fare con l’organizzazione del tempo sociale. La lettura è, come l’amore, un modo di essere.”
(Daniel Pennac, Come un romanzo)