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Baleniera Essex: la storia che ispirò Moby Dick

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Tutti conoscono il romanzo di Hermann Melville che narra la caccia ossessiva del capitano Achab alla balena bianca Moby Dick. Pochi, invece, conoscono la storia vera, cruda e sconvolgente, che ha ispirato quel capolavoro. È la storia della baleniera Essex, un racconto di sopravvivenza estrema che costrinse i suoi marinai ad affrontare i limiti della condizione umana.

La partenza della baleniera Essex

La Essex era una baleniera di Nantucket che salpò nel 1819 sotto il comando del capitano George Pollard Jr., con il primo ufficiale Owen Chase. Dopo aver doppiato con difficoltà Capo Horn e aver ottenuto scarsi risultati di caccia, Pollard decise di spingersi in una zona remota dell’Oceano Pacifico, a migliaia di chilometri dalla costa più vicina, una decisione che avrebbe segnato il loro destino.

L’attacco del capodoglio e il naufragio

Il 20 novembre 1820, mentre l’equipaggio era impegnato nella caccia, un capodoglio maschio di dimensioni eccezionali (stimato sui 26 metri) caricò deliberatamente la nave. L’animale speronò la Essex per ben due volte, sfondandone la fiancata e causandone l’affondamento. I venti uomini dell’equipaggio riuscirono a salvarsi a bordo delle tre piccole lance baleniere, recuperando alcuni viveri e strumenti di navigazione prima che la nave colasse a picco.

L’odissea della sopravvivenza: fame, sete e cannibalismo

Persi nell’immensità del Pacifico, i naufraghi presero una decisione fatale: temendo (erroneamente) le isole più vicine per la presunta presenza di cannibali, decisero di intraprendere un viaggio proibitivo verso le coste del Sud America. L’odissea durò 95 giorni. Le scorte si esaurirono rapidamente, e gli uomini iniziarono a morire di stenti. Per sopravvivere, i superstiti furono costretti a praticare il cannibalismo sui corpi dei compagni deceduti. Quando anche questa macabra risorsa venne meno, si giunse all’estremo orrore: i marinai di una delle lance decisero di tirare a sorte chi dovesse essere sacrificato per nutrire gli altri.

La cronologia del disastro della Essex

Data Evento chiave
12 agosto 1819 La baleniera Essex salpa da Nantucket.
20 novembre 1820 Un capodoglio attacca e affonda la nave. I 20 uomini dell’equipaggio si rifugiano su tre lance.
Gennaio 1821 Iniziano le morti per inedia e i primi atti di cannibalismo. Una lancia si disperde.
Febbraio 1821 Viene estratto a sorte un marinaio per essere sacrificato. Vengono salvati i primi due sopravvissuti.
Aprile 1821 Vengono ritrovati gli ultimi tre sopravvissuti su un’isola. In totale, si salvarono solo 8 uomini.

Le conseguenze e l’eredità letteraria

I pochi sopravvissuti rimasero segnati per sempre dall’esperienza. Il capitano Pollard naufragò di nuovo e si ritirò dalla vita di mare, diventando guardiano notturno a Nantucket. Il primo ufficiale Owen Chase scrisse un libro di memorie, Narrazione del naufragio della baleniera Essex di Nantucket, che divenne la principale fonte di ispirazione per Hermann Melville. Melville lesse il libro di Chase e in seguito incontrò personalmente sia il capitano Pollard che il figlio di Chase, traendo da questi resoconti la materia prima per il suo romanzo immortale. La storia completa, conservata presso istituzioni come il Nantucket Whaling Museum, e analizzata in opere accademiche come quelle disponibili su JSTOR, rimane una delle più potenti testimonianze della lotta dell’uomo contro la natura e contro se stesso.

Fonte immagine: Wikipedia.

Articolo aggiornato il: 24/09/2025

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A proposito di Vito Pulizzotto

Classe 1998, originario dell'isola d'Ischia, si è diplomato in Scienze Umane nel 2017. Ha condotto studi autonomi sulla scrittura creativa e tutt'ora svolge attività di cura e revisione, aiutando studenti universitari e liberi professionisti, nonché attività come editor per gli aspiranti scrittori. Nominato giurato letterario nel marzo 2023, ha contribuito al premio letterario "Giovanni Trofa" organizzato dalla Pro Loco di Serrara Fontana (NA). Approdato recentemente presso la redazione di Eroica Fenice, è sempre in cerca di ampi spazi per far scorrere la sua penna, mescolando un'osservanza critica ai temi del mondo.

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