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Fushimi Inari Taisha: La storia e la costruzione del più famoso santuario di Inari

Il Fushimi Inari Taisha è il più importante tempio dedicato a Inari in tutto il Giappone. Inari è il kami (divinità giapponese) della fertilità, del riso, dell’agricoltura, delle volpi, dell’industria e del successo terreno. Inari è rappresentato come maschio, femmina o androgino e talvolta considerato un’entità composta da un gruppo di tre o cinque kami distinti, ed è una figura popolare sia nelle credenze shintoiste che in quelle buddiste giapponesi.

Elementi chiave e simbologia del santuario

Elemento sacro Significato e funzione
Kami Inari Divinità del riso, della fertilità e del successo nel commercio.
Kitsune (Volpi) Messaggere bianche degli dei, protettrici delle risaie e dei granai.
Senbon Torii Tunnel di portali rossi che segna il passaggio dal profano al sacro.
Chiave (nelle fauci) Simbolo di accesso ai depositi del riso e alla prosperità.

Il significato delle volpi kitsune di Inari

Le volpi di Inari o kitsune sono di un bianco candido. Nei santuari dedicati è molto comune incontrare statue raffiguranti delle volpi, questo perché, tradizionalmente, si ritiene che questi animali siano le messaggere di Inari che venivano raffigurate in svariati modi: talvolta stringono tra le fauci una chiave, che rappresenta le chiavi dei depositi del riso e simboleggia il loro ruolo di protettrici delle risaie. C’è una leggenda riguardante una kitsune bianca del Fushimi Inari, che apparve in sogno al fondatore del santuario e la volpe lo istruì su come costruire il santuario sulla collina di Inari e promise prosperità per le terre. Seguendo questo messaggio divino, il tempio fu costruito e la terra prosperò davvero. Questa leggenda ribadisce il concetto divino delle volpi come messaggere e protettrici.

Origini e storia antica del Fushimi Inari

Il Fushimi Inari Taisha ha origini antiche, risalenti al 711 quando la capitale del Giappone era la città di Nara, quando fu costruito dalla famiglia Hata sulla collina di Inariyama, prima che Kyoto diventasse la capitale del Giappone. La sua posizione fu poi spostata nell’816 e comprende ancora oggi diversi sentieri verso altri santuari minori.

Il clan Hata era originario della penisola coreana, ed era molto influente nel Giappone antico perché avevano contribuito significativamente allo sviluppo della coltivazione del riso, che a quell’epoca non era solo considerato un alimento base, ma anche una misura di ricchezza e simbolo di prosperità.

All’epoca, Kyoto non era neanche stata designata come capitale, eppure questo luogo era già stato dedicato al culto della divinità Inari. In seguito, il santuario venne ampliato, con la costruzione di edifici ai piedi della montagna e l’aggiunta di santuari e tabernacoli minori.

Nel 942, il Fushimi Inari fu inserito nella lista dei santuari shintoisti più importanti del Giappone e continuò a prosperare sino alla rivolta Onin, durante la quale venne interamente raso al suolo assieme alla maggior parte degli edifici di Kyoto.

L’edificio principale del santuario fu inaugurato alla fine del XV secolo e questo evento diede il via alla ricostruzione dell’intero complesso religioso. Per la sua importanza storica, artistica e religiosa, il Fushimi Inari Taisha è stato dichiarato Tesoro Nazionale nel 1909.

Il tunnel dei mille Torii e lo sviluppo del santuario

Il motivo per cui il Fushimi Inari Taisha è così famoso va cercato nelle sue migliaia di portali “torii” rossi, che formano dei veri e propri tunnel immersi nel cuore della foresta. I santuari shintoisti, in genere, hanno pochi portali (nei casi di santuari molto piccoli, uno solo), e la loro posizione indica la divisione tra il mondo degli umani e il mondo degli dèi.

Questo tunnel di portali è detto “Senbon torii”, che significa letteralmente “Mille Torii”; tuttavia, il numero esatto dei torii è impossibile da determinare in quanto ogni giorno alcuni di essi vengono smantellati e altri se ne aggiungono.

Ogni portale torii è stato donato da una famiglia individuale e quindi il loro nome e le date di donazioni sono incise sul torii. Questa tradizione di donare i portali torii si rifà al 1603 e continua fino ai giorni nostri. Il portale viene riconosciuto come un simbolo tradizionale del Giappone che rappresenta il passaggio dal mondo profano a quello sacro. Camminando tra i portali si compie un vero e proprio viaggio spirituale e il loro colore acceso, si crede allontani e mette in guardia dagli spiriti cattivi e protegga la santità del santuario.

Il Fushimi Inari Taisha è un centro attivo dove si praticano varie attività culturali; infatti, si attuano una serie di festival annuali e il più famoso è l’Hatsu-uma, che significa “il primo giorno del cavallo” che si celebra ogni primo febbraio secondo il calendario lunare cinese. Il festival commemora la consacrazione della divinità Inari sul monte e viene celebrato tradizionalmente con offerte di riso, sakè e preghiere per il successo commerciale e la sicurezza familiare.

La bellissima architettura del santuario è una testimonianza del tradizionale design del santuario giapponesi, la struttura principale, l’Honden, è costruito in legno di cipresso giapponese di Hinoki molto apprezzato per la sua durevolezza e la sua grana fine. L’Honden è un edificio elegante caratterizzato dalla semplicità, simmetria e armonia circondato dalla natura circostante.

Durante il periodo Edo il Fushimi Inari ha avuto una significativa espansione grazie al fatto che lo shogunato di Tokugawa aveva riconosciuto l’importanza del santuario e aveva provveduto a sostenerlo finanziariamente facendo così costruire molti portali torii e edifici secondari che ancora oggi possiamo ammirare.

In questo periodo si sviluppò anche un certo pellegrinaggio verso questo santuario da parte di persone provenienti da ogni angolo del Giappone per pregare per la benedizione per le loro agricolture e commerci.

Durante la restaurazione Meiji nel XIX secolo portò significativi cambiamenti nella società e religione giapponesi, infatti, lo shintoismo fu stabilito come religione di stato e molti santuari, incluso il Fushimi Inari Taisha, ricevettero il supporto dal governo per la restaurazione e la preservazione.

Dopo la guerra e la modernizzazione del Giappone il santuario è diventato simbolo di resilienza e continuità e per questo non attirò solo pellegrini ma anche turisti da tutto il mondo e oggi è uno dei santuari più visitati capace di attirare milioni di visitatori ogni anno.

Fonte immagine: Wikicommons
Fotografo: Marco Almbauer

Articolo aggiornato il: 04/01/2026

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