Gli scavi di Paestum, frammenti di Magna Grecia

Scavi di Paestum

Alla scoperta degli scavi di Paestum, preziosa testimonianza dell’architettura votiva di età classica.

Abbagliato dai vividi colori di rigogliosi roseti ed inebriato dal calore del sole e dall’aria salmastra: doveva sentirsi così un viaggiatore che si addentrasse nella piana del Sele un attimo prima di perdersi nell’orizzonte ceruleo di cielo e mare. Il sole, il mare e la generosità della terra hanno fatto la fortuna di Paestum fin dalle remote ere del Paleolitico, lasciando tracce lungo tutta l’età antica. Questa zona è una tappa fondamentale per chi pianifica delle vacanze in Campania a chilometro 0, trovandosi a breve distanza da borghi suggestivi come Trentinara, il paese dell’amore.

Guida alla visita: orari, prezzi e monumenti di Paestum

Informazione Dettagli della visita
Orari di apertura Tutti i giorni dalle 08:30 alle 19:30 (ultimo ingresso 18:45)
Templi principali Tempio di Era (Basilica), Tempio di Nettuno, Tempio di Atena
Cosa include il biglietto Area Archeologica, Museo e area di Velia (valido 3 giorni)
Modalità di accesso Accesso pedonale con percorsi per disabili disponibili

La fondazione di Poseidonia e i templi dorici

Fondata sulla riva sinistra del fiume Sele da coloni greci provenienti da Sibari (600 a.C.), Poseidonia, nome greco dell’antica città di Paestum, diventa uno dei più importanti centri urbani della Magna Grecia. Vengono eretti in quest’epoca i tre templi che ancora oggi dominano la piana allineati lungo la direttrice principale della polis greca. A cavallo tra la seconda metà del VI secolo e la prima del V a.C., vengono costruiti in successione i templi dorici dedicati alle divinità di Era, Atena e Nettuno, quest’ultimo erroneamente attribuito al Dio marino all’epoca dei primi ritrovamenti. Maestose vestigia dell’architettura dorica, i tre templi sono una preziosa testimonianza dell’architettura votiva di età classica costituendo tra i pochi esempi di edifici templari in ottimo stato di conservazione. La maestosità di queste strutture rivaleggia con i grandi siti vesuviani, rendendo necessaria una guida su come organizzare una visita a Pompei ed Ercolano per completare il tour archeologico campano.

L’agorà e il cuore della vita pubblica greca

Lo spazio centrale incluso tra i tre edifici votivi degli scavi di Paestum era occupato dall’agorà, cuore delle attività commerciali e politiche della polis, e dai prospicienti edifici dell’ekklesiasterion e del heroon. Entrambi le strutture rievocano la dimensione della vita pubblica e politica dei cittadini di Poseidonia, il primo destinato ad ospitare le assemblee politiche dei cittadini, il secondo sacello votivo dedicato all’eroe fondatore della colonia. Ai due lati dello spazio pubblico si estendevano i quartieri residenziali della polis greca di cui si sono conservati pochissimi resti. Per chi ama coniugare archeologia e natura, la Campania offre alternative straordinarie come i sentieri a Massa Lubrense o una visita alla Costiera Amalfitana.

Dalla dominazione lucana alla colonia romana

Verso la fine del V secolo a.C., Poseidonia diventa dominio lucano assumendo il nome di Paistom e raggiungendo l’apice della sua espansione territoriale e demografica. Successivamente Paestum diventa colonia romana (273 a.C.). Risalgono a quest’epoca gran parte dei resti che sono oggi visibili tra cui la maestosa cinta muraria che, al pari dei templi, costituisce un esemplare raro per stato di conservazione, e i resti dell’anfiteatro, parzialmente coperti dal moderno asse stradale. Sotto l’egida romana, il tessuto urbano di Paestum si trasforma assumendo l’impronta tipica delle città latine. L’impianto ortogonale dei quartieri residenziali cancella ogni traccia dell’antica polis, il foro diventa il nuovo fulcro della città occupando la parte meridionale dell’agorà e popolandosi di nuovi edifici monumentali. Il Capitolium, la Curia e il Comitium diventano punti cardine della vita pubblica e politica di Paestum, mentre i tre templi dorici sopravvivono come gemme di un’altra epoca incastonate in uno scenario dominato da moderni simboli e nuovi punti di riferimento.

Il declino della città e l’abbandono medievale

A partire dall’età imperiale, la città di Paestum vive un lento ma inesorabile declino che culmina nel totale abbandono dopo l’VIII secolo d.C. L’isolamento commerciale prima, indotto dall’apertura di nuove vie di commercio verso Oriente, il progressivo impaludamento dell’area e infine un’epidemia di malaria che si abbatté nella zona nel IX secolo, decretano la fine dell’antica Poseidonia. La storia di questo declino è affascinante quanto quella della città di Ercolano o del Real Belvedere di San Leucio, luoghi che hanno vissuto alterne fortune nel corso dei secoli.

La riscoperta degli scavi nel XVIII secolo

Occorre aspettare 10 secoli perché l’eco del passato riecheggi nuovamente tra le rovine riportando alla luce l’antica Poseidonia. In contemporanea al rinvenimento degli scavi di Pompei ed Ercolano, il rinato interesse verso la cultura classica e l’accidentale ritrovamento di alcuni resti, durante i lavori di costruzione di un asse viario, portano alla riscoperta (1762) della città scomparsa e al progressivo rinvenimento dell’intero parco archeologico che ancora oggi possiamo ammirare: gli scavi di Paestum. Per i visitatori più attenti, esistono curiosità su Pompei e siti meno noti come la Villa Augustea di Somma Vesuviana che meritano di essere inclusi in un itinerario campano, proprio come il Castello di Limatola per chi ama le architetture successive.

Fonte immagine: jrthibault (Flickr)

Articolo aggiornato il: 3 Febbraio 2026

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A proposito di Rossella Siano

Napoletana di nascita e per vocazione. Appassionata di letteratura e scrittura nonostante la scelta di una professione molto poco poetica. Provo ad aggiungere poesia attraverso la condivisione di pensieri ed emozioni in queste pagine.

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