Chi è Jack lo squartatore? Ancora oggi, quel nome evoca paura e inquietudine. Dietro si nasconde un feroce assassino che, nella Londra vittoria di fine Ottocento, seminò terrore e lasciò segni indelebili nelle storie di molte persone. Le sue origini restano avvolte in un alone di mistero. Fu un chirurgo, un macellaio, un principe? Sicuramente non un fantasma, ma un uomo che ha paralizzato un’intera città. Nel più degradato quartiere di Londra, Whitechapel, cinque donne sono state uccise con un’efferatezza tale da sconvolgere l’opinione pubblica dell’epoca. Da quel momento studiosi, criminologhi e appassionati hanno cercato di ricostruire il profilo di questo macabro personaggio. La sua figura è stata reinterpretata in romanzi, film e fumetti. Jack lo squartatore è un serial killer diventato leggenda. Una leggenda nera che continua ad esercitare fascino e angoscia.
Le cinque vittime canoniche di Jack lo squartatore
| Vittima | Data del delitto (1888) | Luogo del ritrovamento |
|---|---|---|
| Mary Ann Nichols | 31 agosto | Buck’s Row, Whitechapel |
| Annie Chapman | 8 settembre | Hanbury Street, Spitalfields |
| Elizabeth Stride | 30 settembre | Dutfield’s Yard, Berner Street |
| Catherine Eddowes | 30 settembre | Mitre Square, City di Londra |
| Mary Jane Kelly | 9 novembre | Miller’s Court, Spitalfields |
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Le origini dello squartatore
Ci troviamo nella Londra vittoriana del XIX secolo, cuore pulsante dell’Impero britannico e metropoli in rapida espansione. La città è divisa da forti contrasti: da un lato la city e il West End con Westminster come punto di riferimento, dove si concentra la vita politica, culturale e commerciale della media-alta borghesia. Dall’altro l’East End patria di degrado, criminalità e povertà, un labirinto di strade buie e sovraffollate in cui migliaia di persone sopravvivono tra stenti e precarietà. Whitechapel, in particolare, è un quartiere duro, contrassegnato da violenza e disperazione. Si fuma, si beve, si litiga, aguzzini e piccole gang importunano le prostitute. La polizia fatica a mantenere l’ordine. Le strade sono illuminate da lampioni fiacchi, l’odore acre dei mattatoi si mescola alla nebbia e il rumore dei carri si confonde con le voci di chi cerca riparo per la notte. Sembra un giorno come tanti, ma non è così. È il 31 agosto del 1888 e si consuma il primo omicidio del serial killer destinato a diventare una leggenda nera: Jack lo squartatore. La vittima è Mary Ann Nichols. La donna, dopo aver perso il marito e la famiglia a causa dell’alcol, si guadagna da vivere facendo la prostituta. La maggior parte delle donne svolge quest’attività per racimolare qualche spicciolo e affittare una camera dove passare la notte. È l’inizio di una serie di delitti caratterizzati da un modus operandi brutale e riconoscibile: mutilazione, sgozzamento, violenza e asportazione di organi. Un’esecuzione chirurgica che fa pensare ad una mano esperta, alimentando teorie ed ipotesi. Tutto, però, comincia qui. In queste strade buie e deserte, dove la paura inizia a prendere forma.
Il profilo di Jack
Scotland Yard incarica il medico forense Thomas Bond di redigere un identikit dell’assassino. Bond interpreta gli omicidi come crimini di natura sessuale, pur in assenza di violenze esplicite. Si immagina un uomo dall’aspetto apparentemente innocuo: un individuo di mezza età, vestito bene e che porta un mantello, probabilmente per mascherare i suoi misfatti. Si consolida l’idea che il soggetto sia affetto da satiriasi, una forma di ipersessualità legata a impulsi incontrollabili. L’FBI, in analisi successive, propone un profilo diverso: un individuo di età compresa fra i 28 e i 36 anni, segnato da un’infanzia difficile e da una figura paterna assente o debole che hanno alimentato la sua violenza. Si ipotizza che il colpevole lavorasse a Whitechapel e che, quindi, conoscesse bene il quartiere.

I sospettati. Chi sono i vari «Jack»?
I sospettati sono numerosi. Tra i primi figura Montague John Druitt, figlio di un noto medico londinese. Il giovane è stato trovato annegato nel Tamigi il 31 dicembre 1888. Con sé aveva diverse pietre nelle tasche, segno di suicidio. Poi c’è George Chapman, apprendista di un chirurgo. Egli è originario della Polonia ed emigrato nel Regno Unito. Responsabile di diversi omicidi tramite avvelenamento con antimonio. Dopo la morte per impiccagione, in molti credettero di aver messo fine al mistero. Non è così. Altro nome ricorrente è quello di Aaron Kosminski, barbiere polacco di origine ebraica che finisce nel mirino di Scotland Yard a causa dei suoi comportamenti psicotici e per la sua bottega situata a Whitechapel. Kosminski trascorre gli ultimi 25 anni della sua vita nel manicomio di Leavesden, a Londra. Viene ricoverato il 19 aprile 1891 e ci rimarrà fino alla sua morte. Jack lo squartatore è un serial killer diventato leggenda anche grazie alle innumerevoli ipotesi fatte che hanno aumentato tensione e paura, posizionandosi tra i serial killer più noti della storia.
Chi sono le vittime di Jack lo squartatore?
A Jack the Ripper sono state attribuite ufficialmente 5 vittime, tutte uccise nel 1888: Mary Ann Nichols, Annie Chapman, Elizabeth Stride, Catherine Eddowes e Mary Jane Kelly.
La serie di delitti inizia con il ritrovamento di Mary Ann Nichols, detta «Polly» il 31 agosto 1888. Sono le 3:40 del mattino e nonostante sia estate, il clima non è piacevole. La città è immersa ancora nell’ombra. Uno scaricatore di mercato nota il corpo della donna, riverso a terra con la veste sollevata. Successivamente un’agente di polizia trova il corpo e con un fischietto richiama l’attenzione delle guardie che sono presenti nel quartiere. La gola recisa fino alla decapitazione e il ventre presenta profonde ferite. Mary Ann Nichols aveva 43 anni.
Esattamente una settimana dopo, l’8 settembre 1888 viene scoperto il cadavere di Annie Chapman accanto alla porta posteriore di un edificio. Ha 47 anni. Il facchino, John Davis alle 6 di mattina nota qualcosa. È il cadavere della donna. Accanto a lei un fazzoletto, pillole, anelli e un pezzo di lettera insanguinata, datata 20 agosto. La gola è squarciata, ventre aperto e organi interni asportati. I testimoni raccontano di averla vista parlare con un uomo dall’aspetto trasandato, sui quarant’anni, che portava un deerstalker ossia un cappello da caccia. Viene arrestato l’ebreo John Pizer, un artigiano del cuoio, soprannominato «grembiule di cuoio», ma viene subito scagionato.
È il 30 settembre. Whitechapel e tutta Londra sono scossi dagli avvenimenti accaduti nelle precedenti settimane. Quella notte viene trovata la terza vittima, Elizabeth Stride, 44 anni. Un uomo si dirige verso casa con il suo carretto pieno di frutta. La strada è bloccata da un ostacolo. L’uomo scende e trova il cadavere. L’agente di polizia corre non appena sente le urla. La prostituta presenta solo un profondo taglio alla gola. Si presume che qualcuno avesse disturbato l’assassino, che non ha concluso il rituale.
Jack colpisce ancora! Poco più tardi, alle 01:45 della stessa notte, viene ritrovato il corpo di Catherine Eddowes, 46 anni a Mitre Square. Le mutilazioni sono estreme: incisioni sul volto, naso e orecchie asportate, utero e rene sinistro mancanti. Sul muro compare un messaggio che sembra accusare la comunità ebraica, alimentando tensioni. Per un confronto con la cronaca nera nostrana, si può leggere l’articolo sui più spietati serial killer italiani.
L’ultima vittima è Mary Jane Kelly, irlandese, di 25 anni circa. Il cadavere viene scoperto il 9 novembre 1888. Un facchino assiste alla macabra immagine: il corpo è orribilmente mutilato, il fegato attorcigliato tra le gambe e i seni asportati. È la scena più brutale dell’intera serie. Molti si chiedono se lui sia il peggior serial killer della storia.

Riproposizioni del serial killer
Le prime trasposizioni dedicate a Jack lo squartatore risalgono al 1959. Nel 1965 la figura del killer si intreccia a quella di Sherlock Holmes in Sherlock Holmes: notti di terrore. Nel 2001 la più nota riproposizione cinematografica resta La vera storia di Jack lo squartatore – From Hell, con Johnny Depp. Il fumetto più famoso resta From Hell di Alan Moore ed Eddie Campbell. Sul fronte editoriale spiccano Jack lo Squartatore. La vera storia di Paul Begg e Ritratto di un assassino. Jack lo Squartatore – Caso Chiuso di Patricia Cornwell.
Perché la leggenda del serial killer affascina ancora oggi?
Jack lo squartatore continua ad affascinare perché rappresenta un enigma irrisolto, sospeso tra storia e mito. L’identità mai scoperta, la brutalità dei delitti e l’atmosfera cupa della Londra vittoriana alimentano un immaginario che non smette di generare domande. Un’ombra che sfugge alla verità e che continua a esercitare un fascino inquietante sulla cultura popolare. L’alone di mistero, il sangue e la curiosità di molti rendono Jack lo squartatore un serial killer diventato leggenda.
Fonte immagine: Depositphoto

