La fidanzata in affitto, il Giappone contro la solitudine

fidanzati in affitto in giappone

Alla fine degli anni ’90, in Giappone nasce la figura dell’host o hostess, un servizio spesso definito come fidanzato o fidanzata in affitto. Chiunque può noleggiare una persona che si fingerà un familiare del cliente per un determinato numero di ore: da partner ad amico o addirittura genitore, questi professionisti possono ricoprire diversi incarichi. Come funziona questo lavoro e perché molti giapponesi ricercano questa figura nella propria vita?

Le costanti pressioni e aspettative sociali hanno spinto, ultimamente, tantissimi giovani all’isolamento e alla depressione. Molti ragazzi e ragazze sentono il bisogno di avere un partner in affitto per contrastare la solitudine e le invadenti domande dei familiari a suon di «ma il fidanzatino? Quando ti sposi?». Un host permetterà al suo cliente di sfogarsi, di passeggiare tenendosi per mano e addirittura di partecipare agli incontri familiari. Il costante timore di non conformarsi alla società spinge, quindi, molti giapponesi a spendere denaro per un servizio che si presenta come un’opzione più rapida e meno stressante rispetto a un fidanzamento vero e proprio.

Come funziona il lavoro del partner in affitto?

Per un non giapponese, questo lavoro può sembrare insolito e bizzarro, ma nel Sol Levante è un vero e proprio business fiorente. Il cliente visiona una lista di profili da cui scegliere il proprio fidanzato o fidanzata in affitto, completi di caratteristiche fisiche, descrizione e tariffe. Dopo aver scelto, si contatta l’azienda e si fissa un incontro.

La tariffa standard varia infatti tra i 50 e gli 80 dollari l’ora, ma il costo può aumentare in base alla durata dell’appuntamento, ai servizi aggiuntivi o alla reputazione dell’host. I compiti sono disparati: da una semplice chiacchierata alla partecipazione a matrimoni e cene di famiglia. Spesso i giapponesi scelgono di affittare un partner per fingere una relazione e evitare la pressione sociale. Quest’idea potrà sembrare stramba, ma tanti si sono salvati da giudizi feroci grazie a questo servizio. Purtroppo, il business ha anche un lato oscuro: alcune aziende sfruttano i dipendenti con salari molto bassi e in alcuni casi sono stati riportati abusi.

Le regole del servizio: cosa è permesso e cosa è vietato

Il cliente deve rispettare delle regole rigide, poiché il servizio non deve andare oltre il mero appuntamento platonico.

Cosa è vietato Cosa è permesso (spesso con costi aggiuntivi)
Portare l’host in luoghi privati come casa propria o una stanza d’hotel Fare una passeggiata tenendosi per mano
Recarsi in luoghi che impongono di spogliarsi (piscina, mare) Partecipare a cene di famiglia o matrimoni come partner
Chiedere contatti privati (numero di telefono, social media) Scattare foto o selfie, previa approvazione dell’host
Qualsiasi tipo di contatto fisico intimo o richiesta di natura sessuale Avere una conversazione di sfogo e ricevere supporto emotivo

La solitudine in Giappone: un fenomeno dilagante

La figura del partner in affitto pone i riflettori sul problema della solitudine. Nel 2021, il governo giapponese ha istituito un Ministero per la Solitudine e l’Isolamento per adottare contromisure. Un rapporto del 2005 dell’OCSE ha dimostrato che il Giappone è uno dei paesi con il maggior numero di persone che soffrono di isolamento sociale. L’International Survey of Youth Attitude del Cabinet Office del 2018 ha chiesto a giovani di sette paesi chi consultano nei momenti di difficoltà: la risposta più comune in Giappone è stata «Non ho nessuno con cui consultarmi». Come riportato da inchieste internazionali, tra cui quelle della BBC, questo fenomeno si ricollega agli alti livelli di suicidio.

Perciò, è proprio la condizione del giapponese medio a rendere questo business fiorente: la solitudine dilagante e il costante sentimento di inadeguatezza spingono le persone alla depressione, un fenomeno che il paese cerca ogni giorno di combattere.

Fonte immagine in evidenza: Freepik

Articolo aggiornato il: 11/09/2025

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