Musei da visitare a Catania: i 3 consigliati

Musei da visitare a Catania

Catania, uno dei capoluoghi di provincia siciliani, fu fondata nell’VIII secolo a.C. dai greci. Si tratta di una città affascinante situata sulla costa orientale della Sicilia, la quale è dominata dalla presenza dell’Etna, ovvero il vulcano attivo più alto d’Europa. Vanta una ricca storia e una cultura vibrante che ha attraversato secoli di dominazioni, mantenendo saldamente intatti i legami con le sue radici più profonde. L’architettura barocca conferisce alla città un fascino unico, con chiese ed edifici che sfoggiano elementi distintivi dello stile, fatto di sfarzo ed elementi dalle decorazioni esagerate. Navigare tra le sue vie, infatti, significa intraprendere un viaggio nel tempo, tra antichi anfiteatri, fontane artisticamente ornamentate e maestosi palazzi dall’eleganza ineguagliabile. Catania è anche celebre per i suoi musei, autentici scrigni di tesori artistici e storici, i quali permettono di visitare e scoprire una vasta gamma di temi, dalla storia locale all’arte e alla cultura, contribuendo a far comprendere la ricca eredità di questa città.  

Ecco, quindi, i 3 musei più interessanti da visitare a Catania:

1.  Monastero dei Benedettini

Il Monastero di San Nicolò l’Arena, noto anche come Abbazia Cassinese di San Niccolò l’Arena o Monastero dei Benedettini, è un affascinante complesso ecclesiastico situato nel cuore del centro storico di Catania. Fondato nel 1558 da monaci provenienti dall’omonimo monastero vicino a Nicolosi, fu eretto come risposta alle eruzioni dell’Etna e alle minacce dei briganti. La sua storia, ricca di avvenimenti e trasformazioni, rappresenta un patrimonio culturale di inestimabile valore. Data la sua superficie imponente, il Monastero di San Nicolò l’Arena è considerato uno dei più vasti complessi monastici d’Europa. Nel 1869, il monastero fu dichiarato monumento nazionale, sottolineando la sua importanza storica e architettonica. Nel corso dei secoli, ha attraversato diverse fasi, ma la sua bellezza e il suo significato culturale sono rimasti intatti. La storia del monastero è strettamente intrecciata con la costruzione della chiesa settecentesca dedicata a San Nicolò l’Arena.

Sebbene la facciata sia rimasta incompiuta, la chiesa è stata al centro di una notevole opera di ristrutturazione e arricchimento. Il terremoto del 1693 ha causato il crollo del monastero, ma la chiesa è stata risparmiata. Dopo anni di interruzioni, i monaci hanno guidato la ricostruzione, aggiungendo anche una monumentale fontana marmorea nel chiostro. Nel corso dei secoli, il Monastero di San Nicolò l’Arena ha cambiato diverse destinazioni d’uso, tra cui caserme, scuole, museo civico e osservatorio astrofisico. Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’intero complesso ha subito danni a causa dei bombardamenti. Nel 1866, l’università di Catania ha acquisito l’intero complesso, aprendo la strada a una nuova fase della sua storia. Gli sforzi di recupero e restauro guidati dall’architetto Giancarlo De Carlo hanno trasformato il monastero in un ambiente accogliente per le Facoltà di Lettere e Filosofia e Lingue e Letterature Straniere.

Il Monastero di San Nicolò l’Arena ospita oggi la Biblioteca Civica di Catania, che vanta una vasta collezione di volumi, manoscritti, corali, erbari, cinquecentine e altro ancora. Il complesso presenta due chiostri principali, il chiostro di levante e il chiostro di marmo, collegati dal suggestivo corridoio dell’orologio. Le facciate del Monastero sono una testimonianza vivente del contributo di vari maestri lapicidi, ricche di elementi barocchi che decorano l’intera struttura. Le sale del museo, un tempo dedicate alle collezioni d’arte dei monaci, sono ora spazi per la lettura, la consultazione e la direzione. La storia, l’architettura e la ricca collezione della Biblioteca Civica rendono il Monastero di San Nicolò l’Arena uno dei musei da visitare a Catania con un maggior interesse culturale, senza togliere nulla agli altri. Esplorare questo gioiello storico significa immergersi in secoli di storia, arte e spiritualità che ancora oggi influenzano notevolmente la città, i suoi abitanti e le sue usanze.

2. Museo Storico dello Sbarco in Sicilia 1943

Nel cuore della vivace città di Catania, il Museo Storico dello Sbarco in Sicilia 1943 svolge il ruolo di testimonianza necessaria riguardo un’epoca tumultuosa. Inaugurato nel 2002, il museo occupa uno spazio di ben 3000 mq, suddivisi su tre livelli all’interno del complesso polifunzionale Le Ciminiere. Il sito al tempo ospitava una raffineria di zolfo ed oggi è un importante esempio di archeologia industriale riutilizzata per scopi culturali. Il museo si propone di raccontare e tramandare la memoria storica della città di Catania, documentando nel particolare le condizioni di vita terribili che vi erano durante la Seconda Guerra Mondiale, il tutto attraverso ambienti ricostruiti, simulazioni, proiezioni ed esposizioni di reperti originali.

Per poter riuscire nel suo intento, il museo rende disponibile durante la visita la ricostruzione di una piazza situata nel quartiere catanese durante l’epoca a cavallo tra gli anni ’20 e ’40, accompagnata da un sottofondo sonoro capace di riecheggiare all’atmosfera del tempo. Un rifugio antiaereo permette di sperimentare la simulazione di bombardamento, a cui seguono una serie di ambienti arricchiti da pannelli testuali, fotografie e filmati che narrano dei combattimenti in Sicilia nel 1943. Il percorso si snoda tra le tappe chiave degli eventi bellici avvenuti nelle principali città siciliane, con i loro rispettivi bombardamenti. Per facilitare la comprensione dei percorsi militari, un bassorilievo animato della Sicilia, illuminato con luci e colori, permette di scoprire con mano ogni tappa importante. Uniformi, armi, oggetti ed equipaggiamenti bellici dell’epoca sono esposti nelle sale accuratamente attrezzate, mentre la sala dedicata alle testimonianze permette di poter ascoltare e leggere emozionanti interviste a testimoni degli eventi storici.

Il secondo piano accoglie le bellissime statue di cera realizzate dai maestri inglesi del Museo di Madame Tussauds, raffiguranti personaggi quali Mussolini, RooseveltChurchill, Hitler e Vittorio Emanuele III. Fedeli ricostruzioni delle tende della Croce Rossa e della tenda dove, nel settembre 1943 a Cassibile, fu firmato l’armistizio, sono presenti all’interno dell’esposizione. A conclusione della visita, un’immagine mostra il cimitero inglese edificato nelle periferie di Catania, per poter dare riposo a tutti i caduti in guerra. Un pannello luminoso elenca i nomi di tutti i caduti dell’Operazione Husky, i quali vengono contemporaneamente pronunciati dall’altoparlante. Infine, una citazione di papa Giovanni XXIII viene mostrata con l’intento di invitare i visitatori alla riflessione: «La pace è il bene supremo. Dimenticarlo è una vera follia». Lasciando il museo attraverso un ampio salone con alcuni armamenti pesanti, i visitatori portano con sé il ricordo di un passato che ha plasmato la storia e la memoria collettiva. Il Museo Storico dello Sbarco in Sicilia 1943 si conferma così non solo come uno dei più toccanti musei da visitare a Catania, ma anche come un monumento alla pace e alla riflessione sulla follia della guerra.

3. Palazzo Biscari

Tra i musei da visitare a Catania, Palazzo Biscari, noto anche come Palazzo Biscari alla Marina, sorge come un’opera maestosa che incarna secoli di storia e raffinatezza. Questo imponente palazzo privato, considerato il più importante della città, è intriso di fascino e leggende, testimone di un’epoca ricca di sfide e splendori. La storia di Palazzo Biscari inizia alla fine del Seicento, quando la famiglia Paternò Castello dei principi di Biscari decise di erigere una nuova dimora dopo il Terremoto del Val di Noto dell’11 gennaio 1693. La posizione privilegiata, sulle Mura di cinta di Catania, concesse loro il permesso regio di costruire su di esse, rendendo il palazzo unico nel suo genere. Ignazio, III principe di Biscari, commissionò la parte più antica del palazzo all’architetto Alonzo Di Benedetto. Tuttavia, fu suo figlio Vincenzo, succeduto nel 1699, a dare il tocco di eleganza al palazzo con i sette splendidi finestroni affacciati sulla Marina, opera dello scultore messinese Antonino Amato. Nel corso degli anni, il palazzo subì modifiche su richiesta di Ignazio Paternò Castello, V principe di Biscari, che lo fece ampliare verso est, coinvolgendo gli architetti Girolamo Palazzotto e Francesco Battaglia. Nel 1763, l’edificio fu completato e inaugurato con magnifici festeggiamenti.

La magnificenza di Palazzo Biscari si rivela nei suoi interni, ognuno intriso di storia e arte. Tra gli ambienti più importanti, sono da annoverare l’Ambulacro, la Quadreria con la Sala dei Feudi e la Sala dei ritratti di famiglia. Il Salone delle feste, in stile Rococò, è composto da decorazioni caratterizzate da specchi, stucchi e affreschi di artisti del calibro di Matteo Desiderato, Sebastiano Lo Monaco e Luigi Mayer. La Galleria degli Uccelli, gli Appartamenti della Principessa e la Stanza di Don Chisciotte trasportano i visitatori in un mondo di eleganza e raffinatezza. Il palazzo ospita anche il Museo Biscari, che un tempo raccoglieva la straordinaria collezione archeologica del principe Ignazio Paternò Castello. Oggi, parte di questa collezione è esposta al Museo Civico al Castello Ursino dal 1927, permettendo ai visitatori di immergersi nella ricchezza culturale e artistica della regione.

Tra le illustri visite a Palazzo Biscari, spicca quella dello scrittore Johann Wolfgang Goethe nel 1787, durante il suo viaggio in Italia. Il palazzo ha anche affascinato il pubblico contemporaneo, facendo da sfondo al videoclip della canzone Violet Hill della band inglese Coldplay nel 2008. L’accesso al palazzo avviene attraverso un maestoso portale su via Museo Biscari, introducendo i visitatori nel cortile centrale. Questo gioiello architettonico è un tuffo nell’arte e nella storia di Catania, un tesoro che continua a suscitare meraviglia e ammirazione nel cuore della città. Palazzo Biscari alla Marina rimane una testimonianza vivente di un passato glorioso, punto di riferimento importante per i cittadini e per chiunque desideri esplorare le radici culturali di questa affascinante città.

Fonte immagine in evidenza: Derbrauni su Wikimedia Commons

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