Seguici e condividi:

Eroica Fenice

La Gioconda diventerà itinerante: la svolta culturale parte dalla Francia

La Gioconda diventerà itinerante: la svolta culturale parte dalla Francia

“Senza tabù”: così che la ministra della Cultura francese, Françoise Nyssen, ha intenzione di trattare questioni culturali considerate da sempre delicate. Il quotidiano francese Le Figaro ha riportato la cronaca di un incontro verificatosi tra Nyssen e il presidente del Museo Louvre, Jean-Luc Martinez, durante il quale la ministra ha anticipato diverse iniziative culturali rivoluzionarie da portare a termine nel 2018. Tra di essi, emerge il progetto di “prestare la Gioconda” al fine di opporsi alla segregazione culturale.

La promozione e l’allargamento spazio-temporale della cultura si fanno rivoluzionari a partire dalla Francia: la tradizionale inamovibilità della Monna Lisa, capolavoro iconico proveniente dal genio di Leonardo Da Vinci, nonché ritratto più celebre al mondo, verrà abolita.

Il suo prestito ad altri musei è sempre apparso estremamente utopico: dipinta su una tavola di pioppo particolarmente erodibile, la Gioconda ha subito danneggiamenti derivanti dal tempo ma anche da atti vandalici. Inoltre, nel 1911 essa fu soggetta a un furto, particolarmente scandaloso non solo perché verificatosi al Louvre ma anche perché risultò il primo furto di opere d’arte della storia. Preservata dietro una teca di vetro infrangibile, a temperatura e umidità controllate, la Gioconda ha sempre suscitato fascino, curiosità e una carica emotiva eccezionale nei visitatori del Louvre, che decantano il sorriso enigmatico della giovane donna raffigurata, la posa delicata delle mani, la naturalezza del paesaggio entro cui si inscrive.

La Gioconda, ritratto di respiro internazionale.

E ancora, l’universalità e la monumentalità della Gioconda si coniugano alla spontaneità e alla concretezza di un ritratto che non ha niente delle pose ufficiali e un po’ fisse della ritrattistica quattrocentesca. La resa pittorica sublime sottace un’enigma, che è sia l’enigma dell’identità del soggetto rappresentato che quello del suo autore, sia l’enigma dell’introspezione psicologica ben visibile nell’opera.

Nel 2011, la richiesta di trasferire temporaneamente la Gioconda alla Galleria degli Uffizi di Firenze per il centesimo del suo furto fu respinta. Ciò rende ancora più eccezionale il piano itinerante della ministra francese Nyssen, che medita di regalare la visione della sua ambiguità ai visitatori di altri musei. La ministra sottolinea che uno dei pilastri per combattere la segregazione culturale è rappresentato dalle opere itineranti.

La filiale del Louvre a Lens potrebbe rivelarsi la prima meta che la Gioconda toccherà, avendo il sindaco Sylvain Robert già presentato domanda al presidente della Repubblica.

La Gioconda dunque si presta a un’iniziativa intelligente per la liberalizzazione dell’arte, che concepisce il prestito dell’arte come strumento di diffusione della cultura. La svolta culturale, radicale e priva di tabù, scaturisce dall’esigenza di svincolare la Gioconda dalla “paralisi” che la tiene segregata nella sua scatola di vetro da dove viene prelevata per il check-up annuale solo per poche ore, restando all’interno della galleria.

La fine della segregazione culturale potrebbe aver origine proprio dalla condivisione di un’icona dell’arte di respiro universale che finalmente mette piede nel mondo.