Dal 1889, la Torre Eiffel non è soltanto il simbolo iconico di Parigi e della Francia, ma anche un monumento che riflette l’importanza della scienza e della conoscenza nella modernità. Fin dalla sua costruzione per l’Esposizione Universale, Gustave Eiffel volle trasformarla in una sorta di invocazione alla scienza: sotto il primo balcone sono infatti incisi i nomi di 72 scienziati, matematici e ingegneri francesi che, tra il 1789 e il 1889, contribuirono in modo significativo al progresso scientifico e tecnologico del paese.
Tuttavia, per oltre un secolo, tutti questi nomi sono stati quelli di uomini. Le donne della scienza, protagoniste di scoperte fondamentali e pioniere in molti campi, sono state lasciate fuori da questa celebrazione storica.
Indice dei contenuti
| Caratteristica | Iscrizione Originale (1889) | Nuovo Progetto |
|---|---|---|
| Soggetti celebrati | 72 uomini (scienziati e ingegneri) | 72 donne scienziate |
| Posizione | Sotto il primo balcone | Al di sopra della fascia esistente |
| Promotori | Gustave Eiffel | Ville de Paris, SETE, Femmes & Sciences |
Il progetto per le donne scienziate sulla Torre Eiffel
Negli ultimi anni, un progetto culturale e simbolico ha preso forma per correggere questo squilibrio storico, dando finalmente spazio alle scienziate che hanno segnato la storia della conoscenza umana. L’iniziativa, sostenuta dalla Ville de Paris, dalla Société d’Exploitation de la Tour Eiffel (SETE) e dall’associazione Femmes & Sciences, propone di incidere i nomi di 72 donne scienziate direttamente sulla Torre, al di sopra della fascia esistente con i nomi maschili.
È un gesto che va oltre la semplice aggiunta di nomi: è un atto simbolico di riconoscimento e di riconsiderazione della memoria culturale e scientifica. Come ha dichiarato la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, si tratta di «restituire alle donne il ruolo che spetta loro su questo straordinario monumento, affinché le giovani che ammirano la Torre possano ispirarsi e aspirare a diventare mediche, matematiche, chimiche, biologi, ingegnere, fisiche o climatologhe».
I nomi delle 72 scienziate da incidere: l’elenco
Tra le figure che saranno onorate ci sono nomi familiari e pionieristici al tempo stesso:
- Marie Curie, due volte Premio Nobel per la fisica e la chimica e simbolo mondiale della ricerca scientifica femminile;
- Irène Joliot-Curie, figlia di Marie Curie e vincitrice del Nobel per la chimica nel 1935;
- Sophie Germain, matematicamente brillante nonostante le difficoltà di accesso all’educazione scientifica per le donne nel XVIII secolo;
- Rosalind Franklin, la cui ricerca fu fondamentale per la scoperta della struttura del DNA;
- E molte altre mediche, geologhe, astrofisiche e matematiche la cui importanza verrà finalmente riconosciuta pubblicamente.
L’elenco completo comprende figure che spaziano dalla medicina alla matematica, dall’ingegneria alla fisica, e rappresenta un panorama internazionale di donne che hanno contribuito in modo decisivo alla scienza.
Significato culturale: la Torre come simbolo di parità
Più che un semplice restauro o un intervento estetico, questa decisione rappresenta una ridefinizione del racconto culturale che circonda uno dei monumenti più visitati al mondo. La Torre Eiffel, già simbolo di innovazione meccanica e di modernità fin dalla sua nascita, si arricchisce ora di una narrazione che include nomi precedentemente invisibili.
In un’epoca in cui la scienza e la tecnologia sono centrali per affrontare le sfide globali, dal cambiamento climatico alla salute pubblica, riconoscere e celebrare le donne che hanno dato un contributo fondamentale significa anche favorire un immaginario più inclusivo, in cui ragazze e giovani donne possono vedere sé stesse nei grandi capitoli della storia scientifica.
In questo senso, la figura di Marie Curie resta emblematica. Prima donna a vincere un Premio Nobel, prima persona in assoluto a ottenerne due in discipline diverse, Curie non ha mai chiesto di essere celebrata in quanto donna, ma ha dimostrato, con il rigore del metodo scientifico e con una determinazione fuori dal comune, che il talento non conosce barriere sociali. «Nella vita non c’è nulla da temere, solo da capire» – diceva: una frase che oggi risuona come un invito a superare pregiudizi e silenzi ancora troppo radicati.
Fonte immagine: Archivio personale.
Articolo aggiornato il: 30/01/2026

