Le leggende di Bodhidharma: il fondatore del Buddhismo Chan

Le leggende di Bodhidharma

Bodhidharma fu un monaco buddhista, ventottesimo patriarca del buddhismo indiano e primo patriarca del Buddhismo Chan (in Cina) o Zen (in Giappone). La storiografia fa fatica a datare la sua nascita, si pensa intorno al 483 d.C. La fonte più importante sulla sua vita, il Xugaosengzhuan, lo descrive come un brahmano dell’India meridionale che arrivò in Cina per diffondere le dottrine del buddhismo Mahāyāna. L’immagine di Bodhidharma tramandata è il risultato di un lungo processo agiografico, una resa leggendaria più che biografica. Si diceva fosse il terzo figlio di un re indiano che, lamentando il declino del vero insegnamento del Dharma, decise di viaggiare in Cina nel V secolo. Iconograficamente, è rappresentato con grandi orecchini, barba folta e una toga rossa. Numerose leggende hanno arricchito il repertorio culturale buddhista. Quali sono le più significative?

Leggenda di Bodhidharma Origine o insegnamento associato
Dialogo con l’imperatore Wu Il vero merito risiede nell’illuminazione interiore, non nelle opere materiali. Principio chiave del Chan.
Taglio delle palpebre Origine mitica della pianta del tè, bevanda che aiuta i monaci a rimanere svegli in meditazione.
Perdita delle gambe Origine delle bambole Daruma, simbolo di perseveranza e determinazione.
Braccio tagliato di Huike La pace della mente non si “trova”, ma si realizza quando si smette di cercarla all’esterno.

L’incontro con l’imperatore Wu e i meriti buddhisti

Tra le leggende più celebri, vi è quella del suo arrivo in Cina. L’imperatore Wu, grande promotore del buddhismo, aveva fatto costruire monasteri, scolpire statue e trascrivere scritture, pensando di ottenere meriti. Quando convocò Bodhidharma per mostrargli le sue opere, gli chiese quanti meriti avesse accumulato. Con sua sorpresa, Bodhidharma rispose: “nessun merito”. Il saggio spiegò che costruire templi per accumulare meriti è un atto transitorio. Il vero merito risiede nel riportare alla luce la vera natura di Buddha, che è pura ed immacolata all’interno di noi stessi. Questa storia esemplifica l’ideologia del buddhismo Chan, che prediligeva la semplicità e la meditazione rispetto allo sfarzo esteriore.

L’origine del tè e delle bambole Daruma

Dopo l’incontro con l’imperatore, Bodhidharma si ritirò nel Tempio di Shàolín, dove meditò per nove anni rivolto verso un muro. La sua devozione diede origine a due famose leggende. Secondo la prima, per non cedere al sonno durante la meditazione, si tagliò le palpebre. Gettate a terra, queste generarono la pianta del tè, bevanda utile per la pratica intensiva nei monasteri. Secondo un’altra leggenda, meditò così a lungo che le gambe gli si atrofizzarono. Da qui deriva la forma della bambola giapponese Daruma (nome con cui è conosciuto in Giappone), che ritrae il maestro senza gambe.

L’incontro con Huike, il suo successore

Un’altra leggenda fondamentale è l’incontro con colui che diventerà il suo successore, Huike. Studioso insoddisfatto, Huike cercò per mesi di diventare discepolo di Bodhidharma, che però rimaneva in silenzio meditativo. In un atto disperato, Huike si tagliò un braccio per attirare la sua attenzione. Quando finalmente gli chiese di “pacificare la sua mente”, Bodhidharma rispose di mostrargliela. Huike, arreso, ammise di non riuscire a trovarla. La risposta di Bodhidharma fu: «allora l’ho già pacificata!». Con questo, il maestro sottolineava la sua distanza dalla tradizione dogmatica, privilegiando l’esperienza diretta del risveglio attraverso l’autocoltivazione.

La misteriosa morte di Bodhidharma

La storia della sua morte è tra le più oscure. La leggenda vuole che Bodhidharma morì sul monte Song all’età di 150 anni. Mesi dopo la sua sepoltura, un emissario imperiale lo incontrò sull’altopiano del Pamir. Il monaco camminava con un solo sandalo e disse che stava tornando in India. Quando i discepoli, allarmati dalla notizia, aprirono la sua tomba, scoprirono che il cadavere era sparito. All’interno c’era solo l’altro sandalo. Si crede che il maestro, compiuta la sua missione di trasmettere il Chan, sia tornato nelle sue terre.

Fonte immagine in evidenza: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 06/09/2025

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