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Le organizzazioni internazionali: caratteristiche, struttura e funzioni

organizzazioni internazionali

Le organizzazioni internazionali sono il maggiore esempio di collaborazione tra Stati e svolgono ruoli diversi nel sistema globale, contribuendo al coordinamento di interessi comuni attraverso strutture e regole condivise

Classificazione Funzionale Esempi di Organizzazioni Internazionali
Organizzazioni economiche Fondo Monetario Internazionale (FMI), Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), Banca Mondiale
Organizzazioni per cultura e ricerca UNESCO
Organizzazioni sociali e umanitarie UNHCR, Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
Organizzazioni militari NATO

Caratteristiche fondamentali

Le organizzazioni internazionali presentano quattro caratteristiche essenziali:

  • Sono entità formali, nate da un accordo tra i governi degli Stati membri;
  • Gli Stati firmatari sono generalmente tre o più;
  • Il trattato istitutivo delinea gli obiettivi comuni;
  • Presentano una struttura permanente.

Quindi, le organizzazioni internazionali sono create tramite un trattato che ne fissa le finalità, gli strumenti a disposizione per gli obiettivi scelti e i metodi operativi.

Classificazione delle organizzazioni internazionali

All’interno delle organizzazioni internazionali, c’è una grande differenziazione ed eterogeneità, sia riguardo alle dimensioni, che in merito ai compiti svolti. I due criteri più utilizzati per classificarle sono quelli funzionale e geografico.
Sulla base degli obiettivi funzionali (primo criterio), si possono distinguere in:

  • Organizzazioni economiche (come il Fondo Monetario Internazionale, l’Organizzazione Mondiale del Commercio o la Banca Mondiale);
  • Organizzazioni tecniche;
  • Organizzazione per la promozione della cultura e della ricerca scientifica (come l’UNESCO);
  • Organizzazioni sociali e umanitarie (come l’UNHCR o l’OMS);
  • Organizzazioni militari (come la NATO).

Invece, il criterio geografico comprende:

  • Organizzazioni regionali, con una membership ristretta;
  • Organizzazioni transregionali, che coinvolgono Stati situati in regioni differenti (come la NATO o l’OPEC);
  • Organizzazioni universali (come l’ONU).
Consiglio Europeo (Wikimedia Commons / EU2017EE Estonian Presidency)

Struttura tipica

La struttura istituzionale tipica delle organizzazioni internazionali comprende:

  • Un organo plenario: tutti gli Stati membri godono di rappresentanza. Generalmente, il voto si esprime o all’unanimità o a maggioranza qualificata;
  • Un consiglio esecutivo: è un organo ristretto che svolge le funzioni di governo dell’organizzazione;
  • Lo staff amministrativo: è l’esempio emblematico del carattere sovranazionale delle organizzazioni internazionali, in quanto i funzionari (con compiti di natura tecnica) non rappresentano lo Stato di appartenenza, ma esercitano funzioni in modo autonomo ed indipendente negli interessi dell’organizzazione;
  • Gli organi giurisdizionali: dirimono le eventuali controversie tra Stati membri, o tra essi e l’organizzazione stessa;
  • Un’assemblea parlamentare: si ritrova in poche organizzazioni e raccoglie i rappresentanti dei cittadini e non degli Stati. Il fatto che sia un organo piuttosto raro è sintomo del fatto che la legittimazione democratica delle organizzazioni internazionali è debole, poiché non rispondono direttamente all’opinione pubblica.
organizzazioni internazionali
Sala dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York (Wikimedia Commons / Patrick Gruban)

Le organizzazioni internazionali come strumento, arena o attore

Le principali teorie delle relazioni internazionali sono solite osservare le organizzazioni internazionali in una triplice ottica. Molto spesso, la stessa organizzazione può comportarsi, a seconda dei casi, come strumento, come arena o come attore.
Le organizzazioni internazionali, come strumento, si inseriscono nella visione del sistema politico internazionale basato sulla sovranità statale. Infatti, per le teorie realiste, le organizzazioni internazionali sono uno strumento a disposizione degli Stati membri per il raggiungimento dei propri obiettivi di politica estera, soprattutto da parte di quelli più influenti. Ad esempio, nel Fondo Monetario Internazionale, gli Stati Uniti, il Canada, gli Stati europei e il Giappone controllano più del 60% dei voti.
Le organizzazioni internazionali possono essere concepite come arene, poiché forniscono uno spazio fisico adibito alle riunioni, alle discussioni e, spesso, ai contrasti tra Stati, offrendo un contesto neutrale dove tutti gli Stati membri hanno la possibilità di esprimere i propri interessi e le proprie proposte. Infatti, è quello che generalmente accade nell’organo plenario.
L’immagine delle organizzazioni internazionali come attori guarda alla possibilità che esse siano dotate di una certa indipendenza rispetto agli Stati che la costituiscono. Infatti, esse sono soggetti di diritto internazionale diversi dagli Stati che vi fanno parte, e sono anche imputabili di eventuali condotte illecite. Un esempio può essere quello dei funzionari del Segretariato, che svolgono importanti compiti, con l’obbligo di non ricevere indicazioni dagli Stati di cui sono cittadini. Tuttavia, nessuna organizzazione è totalmente autonoma rispetto agli Stati, soprattutto in termini di risorse finanziarie.

Sede della Banca Mondiale, Washington, D.C. (Wikimedia Commons / Carol M. Highsmith)

Conclusione

Le organizzazioni internazionali, nonostante i loro limiti, restano strumenti fondamentali per la cooperazione tra Stati. Esse hanno raggiunto molti successi nel corso del tempo, soprattutto a partire dal secondo dopoguerra, quando si è avuta la loro proliferazione. La loro efficacia dipende, però, dall’equilibrio tra interessi nazionali e capacità di agire autonomamente nel perseguire obiettivi comuni.

Fonte immagine in evidenza: Freepik / @rawpixel.com

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