Le sculture di Michelangelo Pistoletto: 3 da scoprire

Le sculture di Michelangelo Pistoletto

Le sculture di Michelangelo Olivero Pistoletto e le sue opere gli attribuiscono un ruolo fondamentale nella corrente artistica dell’Arte Povera. Nato a Biella il 25 giugno 1933, egli è un artista, pittore e scultore italiano.

Michelangelo cresce a Torino e fin da giovane viene introdotto all’arte frequentando lo studio di restauro del padre e visitando la Galleria Sabauda di Torino. Pistoletto si avvicina alla tradizione pittorica occidentale e collabora con Armando Testa, il fondatore della prima scuola di pubblicità in Italia. Durante questo periodo inizia a esplorare la pittura, producendo numerosi autoritratti; Michelangelo espone il suo primo autoritratto nel 1955 al Circolo degli Artisti di Torino. Negli anni successivi le opere e le sculture di Michelangelo Pistoletto sono tantissime, sviluppa la sua famosa serie di Quadri specchianti e verrà spesso associato alla Pop Art americana. Negli anni ’70 e ’80 espone in una serie di mostre alla Galleria Christian Stein di Torino le sue opere denominate Le Stanze. Successivamente l’artista si impegna in varie collaborazioni creative negli Stati Uniti e in Italia, lavorando con artisti, musicisti e gruppi teatrali internazionali. Nel suo manifesto del 2017 sull’Ominiteismo e la Demopraxia affronta il tema della spiritualità, delle religioni e della politica, sottolineando l’importanza della responsabilità sociale attraverso l’arte. Per approfondire il pensiero dell’artista e le sue attività attuali, è possibile visitare il sito della Cittadellarte – Fondazione Pistoletto.

Quali sono le sculture più famose di Michelangelo Pistoletto?

Titolo dell’opera Concetto chiave
La Venere degli stracci Contrasto tra bellezza classica e consumismo.
La mela reintegrata Ricongiunzione tra natura e artificio.
Il gigante Rapporto tra dimensione umana e spazio.

Le opere scultoree principali

La Venere degli stracci

La Venere degli stracci è una delle opere di Michelangelo Pistoletto più celebri e dissacranti, che è stata realizzata nel 1967. In quest’opera l’artista pone la dea dell’arte classica di fronte a un cumulo di indumenti usati, rovinati, che rappresentano le abitudini eccessive del consumismo. Una versione in formato maggiore dell’opera è stata installata in piazza Municipio a Napoli ed è stata distrutta da un incendio il 12 luglio 2023. L’opera fa parte della sua serie di lavori denominata Oggetti in meno, che hanno contribuito a definire la corrente artistica dell’Arte Povera. Simbolo di questa corrente è la scelta di utilizzare un materiale comune ed economico come gli stracci, scelta volta anche a sfidare le convenzioni artistiche tradizionali e a esplorare nuove forme di espressione artistica.

La mela reintegrata

La mela reintegrata è tra le sculture di Michelangelo Pistoletto che inseriamo nella serie citata precedentemente Oggetti in Meno della corrente Arte Povera. Collocata in piazza Duca D’Aosta a Milano, davanti alla stazione Centrale, essa è il simbolo del passaggio in una nuova era in cui mondo artificiale e naturale si ricompongono generando equilibrio nella società, ha spiegato l’autore. Pistoletto utilizza una mela tagliata a metà e riunisce le due parti con un nastro adesivo, rappresentando una sorta di riparazione, un tentativo di riportare insieme qualcosa che è stato diviso. Le opere dell’artista mirano sempre a farci riflettere, qui ad esempio Pistoletto ci invita a riflettere sul concetto di interezza, divisione e riparazione.

Il gigante

Ne Il Gigante, come in un’altra delle sculture di Michelangelo Pistoletto, L’etrusco, egli utilizza calchi di sculture classiche astraendole dal loro contesto originario. Quest’opera è stata realizzata nel 1986 e rappresenta una figura umana di dimensioni imponenti. Il Gigante di Pistoletto, pur non essendo una delle sue sculture più note, riflette temi centrali e ricorrenti presenti nei suoi lavori, come l’esplorazione della dimensione umana, il rapporto tra individuo e società e l’interazione tra l’arte e lo spazio circostante. Come molte delle sculture di Michelangelo Pistoletto, Il Gigante sfida le convenzioni artistiche tradizionali e ci invita a riflettere sulla nostra esistenza in rapporto al mondo che ci circonda. La presenza imponente della scultura può suscitare una sensazione di meraviglia e stupore.

Fonte immagine in evidenza: depositphotos.com

Articolo aggiornato il: 13/12/2025

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