Leggenda del filo rosso: l’amore può essere eterno?

Leggenda del filo rosso

Quante volte si parla o si sente parlare di predestinazione, riferendosi ai concetti di amore eterno e anima gemella! Quella sorta di forza di gravità o congiunzione astrale, che spinge due persone inevitabilmente ad incontrarsi per vivere il loro eterno amore. Tale è mirabilmente e romanticamente descritta dalla Leggenda del filo rosso del destino (Unmei no akai ito), popolarmente diffusa in Giappone, che si rifà ad un’autentica leggenda cinese.

La leggenda – che ha ispirato cartoni animati e manga, come Sailor Moon, e film, come Memorie di una Geisha – narra che ognuno di noi nasce con un filo rosso, invisibile ma indistruttibile, legato al mignolo della mano sinistra. È questo il filo che ci legherebbe indissolubilmente alla persona cui si è destinati, il grande amore, l’anima gemella appunto.

Le due persone unite dal filo rosso invisibile sin dalla nascita sono destinate dunque ad incontrarsi, al di là del tempo, dello spazio, di qualsiasi vincolo, progetto presente, promessa o desiderio. Non esistono ostacoli insormontabili, circostanze troppo singolari, distanze reali o il tempo che dovrà necessariamente occorrere. Prima o poi il destino del filo rosso dovrà compiersi. Per quanto lunghissimo e ingarbugliato il filo possa essere, ogni nodo sciolto costituirà un passo avanti verso quel destino che attende solo di realizzarsi. Niente e nessuno sarà in grado di spezzarlo, perché sarà il fato a tenerlo saldo, finché le due anime non comprenderanno d’essere l’una per l’altro.

«Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prim’ancora che i corpi si vedano. Generalmente, essi avvengono quando arriviamo a un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente. Gli incontri ci aspettano, ma la maggior parte delle volte evitiamo che si verifichino. Se siamo disperati, invece, se non abbiamo più nulla da perdere oppure siamo entusiasti della vita, allora l’ignoto si manifesta e il nostro universo cambia rotta»

Paulo Coelho

Spesso il percorso destinato ad unire le due anime potrà essere estremamente tormentato, per nulla chiaro e lineare: quell’aggrovigliarsi continuo e perenne per anni, come una catenina mal riposta in un cofanetto di gioielli, renderà difficile e complicato il fatale incontro. Eppure, nonostante lo scetticismo, la geografia, gli ostacoli sociali, morali e generazionali, nonostante i timori e la caparbietà a remare contro la corrente del destino, quell’incontro sarà inevitabile, perché nel cuore, ancora senza saperlo, le due persone sono già promesse da forze astrali ed ancestrali.

Ma veniamo alla leggenda.

Leggenda del filo rosso. Narrazione

La leggenda del filo rosso del destino nasce in Cina, ambientata durante il periodo della dinastia Tang (618-907 d.C.).

Tale leggenda narra di un tale Wei, rimasto orfano da bambino e desideroso di sposarsi e creare una propria famiglia. Ma le ricerche per trovare moglie si risolvono continuamente in insuccessi. Un giorno a Song incontra un tale che gli avrebbe presentato la figlia del governatore il mattino seguente. Tuttavia Wei, impaziente di abbracciare quanto prima il suo destino, si presenta sul luogo dell’incontro all’alba, dove incontra un vecchio che legge un libro dalla scrittura incomprensibile. L’anziano gli comunica che quel libro e la sua scrittura provengono dall’Aldilà, illuminando Wei su quello che sarebbe stato il suo reale destino: la fanciulla che avrebbe dovuto conoscere a breve quel mattino non sarebbe stata a lui predestinata, in quanto la sua futura sposa, unico amore e anima gemella, non era attualmente che una bambina di soli tre anni, e che avrebbe incontrato dopo quattordici anni. Il vecchio saggio spiega inoltre a Wei che il grosso sacco accanto contiene il “filo rosso del destino”, che lega mariti e mogli, invisibile ma indistruttibile. Incuriosito dalle predizioni del vecchio, Wei intende conoscere la bambina che un giorno sarebbe diventata sua sposa. Si tratta della figlia di una tale Chen, anziana e orba ad un occhio, che possiede un banco al mercato. Ma quella creatura, destinata al suo futuro, delude Wei per le malridotte condizioni sociali in cui versa. Così, rammaricato e terrorizzato per ciò che vede, incarica una persona di uccidere la piccola, così da sfuggire al destino annunciato dal vecchio saggio. Il servitore colpisce la piccina sulla fronte, in mezzo agli occhi, credendo di averla uccisa e sollevando così Wei dalle sue preoccupazioni.

Questi continua negli anni la sua ricerca disperata di una moglie ideale, sempre collezionando nuovi insuccessi. Un giorno Wei stringe rapporti con il governatore di Shiangzhou, che gli offre in moglie sua figlia diciassettenne.

Ebbene, dopo quattordici anni la predizione del vecchio saggio sembra giungere a compimento: la bellissima e giovanissima fanciulla promessa porta sulla fronte una pezza che non toglie mai; Wei allora incuriosito, chiedendole il motivo, si ritrova ad ascoltare la sua importante rivelazione, ossia che non è in realtà la figlia del governatore, bensì sua nipote. Il padre era in realtà governatore a Song, trovando morte precoce insieme alla madre e al fratello quando la fanciulla aveva solo tre anni. Viene dunque allevata dalla sua governante, la signora Chen, e gli spiega inoltre di come un folle al mercato quattordici anni prima avesse tentato di ucciderla, provocandole appunto quella cicatrice. Solo qualche anno dopo lo zio l’accoglie sotto la sua ala protettiva. A questo punto Wei comprende finalmente con chiarezza le parole del vecchio incontrato anni prima, dovendo reputare giusta la predizione sul suo destino, dettata dall’invisibile filo rosso. Pentito, confessa alla giovane moglie la propria debolezza e il torto arrecatole anni prima di sposarla, riuscendo ad ottenere il suo perdono e ad amarsi l’un l’altra così come era stato scritto nella loro sorte.

La leggenda del filo rosso del destino dimostra quanto sia inutile opporsi con forza al fato, il quale irrompe nella vita come un fuoco che divampa, a cui non è possibile sfuggire, pur desiderandolo. Non c’è progetto che tenga, né intenzione più ferma che possano davvero eludere l’incontro di due anime predestinate ad amarsi. Solo il tempo, tra miriadi di difficoltà, sarà in grado di mostrane il volto autentico, non lasciando scampo al cuore, all’anima e persino alla mente.

«C’è un filo rosso che unisce chi non si è mai conosciuto, che ci lega a qualcuno che forse incontreremo domani. C’è un filo rosso che guida e incrocia i nostri destini e ci porta ad amare a prima vista lo sconosciuto che è nella nostra vita da sempre!»

Louis Malle

 

Foto di: The MoodPost

A proposito di Emilia Cirillo

Mi chiamo Emilia Cirillo. Ventisettenne napoletana, ma attualmente domiciliata a Mantova per esigenze lavorative. Dal marzo 2015 sono infatti impegnata (con contratti a tempo determinato) come Assistente Amministrativa, in base alle convocazioni effettuate dalle scuole della provincia. Il mio percorso di studi ha un’impronta decisamente umanistica. Diplomata nell’a.s. 2008/2009 presso il Liceo Socio-Psico-Pedagogico “Pitagora” di Torre Annunziata (NA). Ho conseguito poi la Laurea Triennale in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” nel luglio 2014. In età adolescenziale, nel corso della formazione liceale, ha cominciato a farsi strada in me un crescente interesse per la scrittura, che in quel periodo ha trovato espressione in una brevissima collaborazione al quotidiano “Il Sottosopra” e nella partecipazione alla stesura di articoli per il Giornalino d’Istituto. Ma la prima concreta possibilità di dar voce alle mie idee, opinioni ed emozioni mi è stata offerta due anni fa (novembre 2015) da un periodico dell’Oltrepo mantovano “Album”. Questa collaborazione continua tutt’oggi con articoli pubblicati mensilmente nella sezione “Rubriche”. Gli argomenti da me trattati sono vari e dettati da una calda propensione per la cultura e l’arte soprattutto – espressa nelle sue più soavi e magiche forme della Musica, Danza e Cinema -, e da un’intima introspezione nel trattare determinate tematiche. La seconda (non per importanza) passione è la Danza, studiata e praticata assiduamente per quindici anni, negli stili di danza classica, moderna e contemporanea. Da qui deriva l’amore per la Musica, che, ovunque mi trovi ad ascoltarla (per caso o non), non lascia tregua al cuore e al corpo. Adoro, dunque, l’Opera e il Balletto: quando possibile, colgo l’occasione di seguire qualche famoso Repertorio presso il Teatro San Carlo di Napoli. Ho un’indole fortemente romantica e creativa. Mi ritengo testarda, ma determinata, soprattutto se si tratta di lottare per realizzare i miei sogni e, in generale, ciò in cui credo. Tra i miei vivi interessi si inserisce la possibilità di viaggiare, per conoscere culture e tradizioni sempre nuove e godere dell’estasiante spettacolo dei paesaggi osservati. Dopo la Laurea ho anche frequentato a Napoli un corso finanziato da FormaTemp come “Addetto all’organizzazione di Eventi”. In definitiva, tutto ciò che appartiene all’universo dell’arte e della cultura e alla sfera della creatività e del romanticismo, aggiunge un tassello al mio percorso di crescita e dona gioia e soddisfazione pura alla mia anima. Contentissima di essere stata accolta per collaborare alla Redazione “Eroica Fenice”, spero di poter e saper esserne all’altezza. Spero ancora che un giorno questa passione per la scrittura possa trovare concretezza in ambito propriamente professionale. Intanto Grazie per la possibilità offertami.

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