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Eroica Fenice

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Ciuccio, simbolo del Napoli calcio

Ciuccio, simbolo del Napoli calcio. Qual’è il suo significato? | Curiosità In molti, tifosi e non, ancora si chiedono quale sia il profondo ed autentico motivo per cui il simbolo del Napoli calcio sia l’asino, un animale così poco fiero ed indolente. Come mai una squadra, che da tempo è riconosciuta come una delle migliori nella serie A in Italia e che si è distinta spesso in Europa, grazie al gioco spettacolare offerto, viene rappresentata da un animale così poco nobile come “’o ciuccio”? Ricordiamo che, proprio in riferimento al tipo di gioco, è stato anche coniato il termine “sarrismo”, inteso come concezione del gioco propugnata dall’ex allenatore Maurizio Sarri, fondata sulla velocità e la propensione offensiva, e, per estensione, l’interpretazione della personalità di Sarri è diventata espressione sanguigna dell’anima popolare della città di Napoli e del suo tifo. Ciuccio, simbolo del Napoli calcio. Storia e simbologia  La storia che ha portato la Napoli calcistica a riconoscersi in un somaro, ‘o ciuccio appunto, affonda le sue radici nell’orgoglio  partenopeo. Tutto ha origine nel 1926, quando l’Internaples Foot-Ball Club di Giorgio Ascarelli, nato nel 1922 e catapultato nella Divisione Nazionale dalla riforma del CONI fascista (che non accettava la separazione tra campionati del Nord e del Sud voluta dalla FIGC milanese-torinese), cambia nome, abbandonando l’inglesismo sgradito al regime e preferendo “Associazione Calcio Napoli”, antesignana della “Società Sportiva Calcio Napoli” (l’attuale SSC). Ma qui l’asino, ‘o ciuccio, non fa ancora la sua comparsa. Il simbolo della squadra nel suo primo anno di militanza nel campionato nazionale (stagione 1926-1927) era di tutto rispetto: un ovale azzurro (colore ufficiale borbonico) dai contorni dorati, con all’interno un cavallo bianco rampante, posizionato su un pallone e circondato dalle lettere A, C, N (Associazione Calcio Napoli). Un simbolo che trasudava fierezza e nobiltà. “Il Corsiero del Sole”, così chiamato in epoca borbonica, simboleggiava Napoli durante il Regno delle Due Sicilie. Poi fu scelto dagli Svevi per testimoniare l’indomabilità e l’impeto del popolo napoletano. Carlo di Borbone, affascinato dal cavallo e da ciò che simboleggiava per la città di Napoli, ne fece una vera e propria razza: puntò all’accoppiamento tra fattrici orientali e stalloni arabi, andalusi e inglesi ricevuti in dono. Nacque così la pregiata stirpe equina del “Cavallo Persano”, una delle più apprezzate razze al mondo per eleganza, bellezza e morfologia. Ciò fino al 1874, quando, dopo l’ultima e definitiva invasione del Sud operata dai Savoia, la razza del Cavallo Persano fu fatta sopprimere per decreto del nuovo governo, invidioso dell’eccellenza altrui. Intanto il cavallo rampante perdeva dunque il suo spessore simbolico per Napoli. La prima stagione del Napoli nel campionato nazionale, il primissimo davvero nazionale della storia, fu una catastrofe, dipanata tra 17 sconfitte in 18 partite e un misero pareggio con il Cagliari, senza peraltro riuscire a “gonfiare la rete”. Ora l’asino comincia a fare la sua comparsa. Si racconta che nel bar Brasiliano (poi Pippone), sito in Via Santa Brigida, dove peraltro era prima situato lo Stadio del Napoli, un tale tifoso partenopeo Raffaele […]

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Culturalmente

Come si bacia nel mondo, alcune incredibili curiosità

Come si bacia nel mondo? «Ma poi che cos’è un bacio? Un giuramento fatto poco più da presso, un più preciso patto, una confessione che sigillar si vuole, un apostrofo rosa messo tra le parole “T’amo”; un segreto detto sulla bocca, un istante d’infinito che ha il fruscio d’un’ape tra le piante, una comunione che ha gusto di fiore, un mezzo di potersi respirare un po’ il cuore e assaporarsi l’anima a fior di labbra». (Dal Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand) Sublime e poetica descrizione di una tra le forme di contatto fisico più meravigliose ed intense che ogni giorno milioni di anime sperimentano. Oggetto di opere d’arte, composizioni musicali ed opere letterarie, il bacio è la più pura e viscerale dichiarazione d’amore che si possa esternare. Perché un bacio incarna il desiderio e la voglia di spogliarsi da inibizioni e maschere, di abbandonarsi alla bellezza dell’incanto dell’eterno, racchiuso in un istante. Un bacio parla di promessa e reca con sé il sapore autentico dell’amore. Ma il bacio non è mero sinonimo di libido e piacere. Esso assume diverse caratteristiche e significati a seconda del contesto socio-culturale, esprimendo una delle più comuni forme d’affetto, passione, ma anche amicizia, rispetto, costume e tradizione. La filematologia è la scienza che appunto ne studia i vari aspetti. Vediamo quindi come si bacia nel mondo. Tipi di bacio Come si bacia nel mondo? Tra le forme universalmente condivise di bacio si annovera il saluto. In Italia, così come in Europa, nei Paesi arabi e dell’America latina, il bacio è diffuso come forma di saluto soprattutto tra parenti ed amici, in particolare tra coloro che non si frequentano spesso. Generalmente ci si scambia due baci sulle guance, senza però poggiarci effettivamente le labbra, partendo dalla guancia destra per poi passare alla sinistra. In Spagna si porge invece prima la guancia sinistra e poi la destra. Ma esiste anche il bacio su unica guancia: è quello praticato quotidianamente a livello maggiormente informale, magari salutando una sorella, una madre o un padre un po’ frettolosamente prima di uscire o recarsi a lavoro. Il triplo bacio è invece tipico delle culture ortodosse, diffuso in Ucraina, Serbia, ma anche in Belgio, Svizzera e Polonia. Qui in particolare è ancora praticato il “baciamano”, consistente nello sfiorare appena con le labbra (di un uomo) il dorso della mano di una donna. Simbolo di galanteria negli ambienti nobili e raffinati. Quando si instaura un rapporto d’amicizia e di forte affetto, il bacio sulla guancia si dona porgendo le labbra, in modo da baciare pienamente il viso dell’altra persona. Questo tipo di bacio è tra le forme scambievoli d’affetto più diffuse, perché sottolinea e dimostra il bene che si prova e spesso è accompagnato da teneri ed interminabili abbracci, di quelli da cui non ci si staccherebbe mai, desiderando ambrare quell’istante nel tempo. Esiste poi il bacio stampato sulle labbra come segno di fratellanza. Anticamente infatti il bacio sulla bocca non aveva connotazione erotica, ma era piuttosto simbolo di comunione fraterna, anche […]

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Musica

Canzoni sensuali: la nostra top 10!

Canzoni sensuali: la nostra top 10! | Opinioni La musica. Quel vasto e caleidoscopico universo, in cui genio ed emozione si fondono per dar vita al più miracoloso spettacolo che esista. Terreno fertile di composizioni, arrangiamenti, parole che divengono poesia, esprimendosi nei generi più diversi. Canzoni popolari, melodiche, rock, jazz, metal, romantiche, soul, leggere, impegnate. Poi loro, le canzoni sensuali, così calde e feline da surriscaldare i sensi e l’anima a suon di note. Come un plettro che sfiora le corde di una chitarra e le dita che scivolano sui tasti di un pianoforte. Talvolta è la musica con la melodia allo stato puro a trasportare cuore e mente in un universo divino. Si pensi a I put a spell on you di Annie Lennox del 2014, il cui sound ammicca più di uno sguardo ammaliante. Le note fanno vibrare ogni fibra dell’essere, così avvolgenti ed erotiche, che sembra quasi possibile farci l’amore. Ma quando alla musica sensuale si uniscono le parole, una trama e un significato, allora si assiste davvero ad un’esplosione languida e coinvolgente. Quelle note cantate abbandonano la mente a fantasie, storie e percezioni, soprattutto se gli stessi testi descrivono nel dettaglio le emozioni più recondite poggiate tra pelle e labbra. Segue una rassegna di dieci canzoni sensuali, selezionate dal panorama della musica rock, pop e leggera. Canzoni sensuali. Top dieci 1. I Touch Myself dei Divinyls «I love myself, I want you to love me. When I feel down, I want you above me. I search myself, I want you to find me. I forget myself, I want you to remind me. I don’t want anybody else. When I think about you, I touch myself». Autentico inno al piacere e all’erotismo, questo sensuale testo del 1990 dei Divinyls porta la mente ad abbandonarsi alle più calde fantasie. Il corpo è musa ispiratrice dell’erotismo e in questo brano il senso si palesa senza veli. 2. Closer dei Nine Inch Nails «You let me violate you, you let me desecrate you. You let me penetrate you, you let me complicate you… I want to fuck you like an animal. I want to feel you from the inside… Help me tear down my reason, help me it’s your sex I can smell… I drink the honey inside your hive…». Puro erotismo, fuoco e piacere. Questo testo del 1994 dei Nine Inch Nails, dal ritmo ipnotico ed incalzante, esprime sesso al massimo livello. Forte e spregiudicato, più che semplicemente ammiccante, viola qualsiasi candore e induce a pensieri rudi e lontani dal mero romanticismo. Tutto ciò si percepisce particolarmente in alcune strofe riportate, in cui non c’è spazio per delicatezza, pudicizia e lenzuola di seta. L’istinto feroce predomina, seppur infine attutito dalla metafora del “miele dentro l’alveare”. Immagine pazzesca e delicata insieme di una pratica tra le più simboliche nel panorama dell’erotismo. 3. Whole Lotta Love dei Led Zeppelin «A-way down inside. A-way honey you need it… Shake for me girl. I wanna be your backdoor man. Oh. Cool, my baby. […]

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Culturalmente

Frasi sull’eleganza, le 15 imprescindibili

Frasi sull’eleganza, le nostre 10 preferite  L’eleganza è un po’ come l’amore. Molti ne parlano, cercando definizioni ed elargendo parole. Ma sono pochi coloro in grado di indossarla e comprenderne l’essenza. Cos’è in effetti l’eleganza? Il sostantivo deriva dal verbo latino eligere, cioè “scegliere”. È dunque una qualità umana che lascia supporre una “distinzione”, una diversità, il meglio nel senso del comune. Tuttavia l’eleganza non impone macchinazioni, in quanto arte innata di vivere, pensare ed agire, spesso associata al modo impeccabile di vestire, ma che in realtà va oltre l’abbigliamento. L’eleganza è un connubio di portamento, gesti, modo di parlare e di porsi con gli altri. L’educazione la forgia, la natura e la personalità ne costituiscono l’essenza. Scrittori, stilisti, attori hanno offerto un personale contributo provando a costruire definizioni adeguate a descrivere questa qualità così discreta e misteriosa, eppure così seduttiva. Seguono quindici frasi sull’eleganza, selezionate per chiarire un concetto tanto semplice quanto complesso. Frasi sull’eleganza. Quindici definizioni proposte Cominciamo la nostra selezioni di frasi sull’eleganza con: «L’eleganza è un atteggiamento, non è legata ad un capo di vestiario! Si può imparare ad essere vestiti bene, ma non necessariamente si impara ad essere eleganti. Ci si muove in un certo modo, ci si siede in un certo modo. Le mani, il viso hanno un atteggiamento elegante nelle movenze». (Franca Sozzani) Così la giornalista mantovana del XX° si esprime a proposito dell’eleganza, sottolineandone il valore tutto naturale. In questo senso l’eleganza è un atteggiamento, un modo di fare, un’indole insita nei gesti, nel modo di sedersi e camminare, nel modo di parlare e guardare le cose. E l’abbigliamento, così come lo stile ne è una proiezione, una caratteristica, l’espressione appunto di quel cuore e quella mente nati per incantare e sedurre senza il minimo sforzo. «Ricchi si diventa, eleganti si nasce». (Honoré de Balzac) Così lo scrittore francese del XIX° riassume in poche parole la sua idea di eleganza. Ritorna il concetto di dote innata, perché non potrebbe essere diversamente. Si possono acquisire nella vita educazione, ricchezza, esperienze, ma l’eleganza, quell’armonia perfetta tra pensieri e azioni, tra gusto e atteggiamenti, tra parole e movenze, quella non si apprende, né si eredita. Semplicemente la si possiede, perché insita nell’anima. «L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare». (Giorgio Armani) Così il noto stilista italiano del XX° apostrofa l’eleganza, sottolineandone l’immortalità. Perché l’eleganza risiede anche nella capacità di lasciare il segno, di lasciare una traccia di sé indelebile ed eterna, perché unica e distinta. Proprio come artisti e grandi uomini, le persone eleganti lasciano una scia, dalla quale difficilmente ci si allontana. «L’eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai». (Audrey Hepburn) Così la regina dell’eleganza, l’attrice britannica del XX°, offre perle di saggezza su un argomento così affascinante. Se l’eleganza è una dote innata, un’indole armonica ed eterna, è al contempo sentore di bellezza, quella autentica e genuina. Audrey Hepburn non fa certo riferimento al bell’aspetto, bensì al bel modo, al bel cuore, alla bella mente e attitudine alla vita. Perché […]

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Culturalmente

Stile anni ’80: tra nostalgia e attualità

Lo stile anni ’80 è inconfondibile: scopriamo insieme i suoi aspetti più rivoluzionari | Riflessione «Anni come giorni son volati via. Brevi fotogrammi o treni in galleria. É un effetto serra che scioglie la felicità. Delle nostre voglie e dei nostri jeans che cosa resterà… Cosa resterà di questi anni Ottanta afferrati già scivolati via…». (Cosa resterà degli anni ’80 di Raf). Così cantava il cantautore italiano Raf alle soglie degli anni Novanta, che avrebbero chiuso un decennio straordinario, favoloso, colmo di fascino, musica spettacolare, modi e stili che oggi si cerca di imitare e recuperare. Gli anni dei giochi d’infanzia, quelli autentici, quelli che si toccavano con mano, come bambole e palloni, corde e gessetti. Gli anni dei genuini batticuore, quando lettere e bigliettini tingevano le guance di un porpora delicato. Gli anni delle uscite adolescenziali in gruppo, quando non c’era molto spazio per gli aspetti anfibologici delle relazioni. Gli anni delle ricerche effettuate in biblioteca e dei viaggi on the road seguendo intuito, mappe e cartine, quando la voce pseudo-sensuale dei navigatori era relegata al limbo delle moderne tecnologie. Gli anni degli sguardi scambiati e delle parole sussurrate all’orecchio, sotto la luna e le stelle, in riva al mare o sotto il pergolato di casa. Gli anni delle cabine telefoniche e dei rullini delle fotocamere. Gli anni dei pomeriggi pane e nutella e delle notti d’estate intorno ad un falò, con chitarra, musica ed amore. Gli anni ’80 recano fascino intramontabile per coloro che li hanno vissuti sulla pelle e per gli eredi che non li hanno attraversati di persona. E lo dimostra il successo di film, canzoni, serie TV e varie forme di intrattenimento che ne esaltano modi e stile. Gli anni della rivoluzione, dove la parola d’ordine “trasgressione” infondeva stimoli e arginava pregiudizi. Trasgressione nelle note, nelle parole, nel particolare stile d’abbigliamento, divenuto iconico, questo grazie anche e soprattutto agli esempi del cinema e alle star che hanno osato con sicurezza e dirompenza. E proprio lo stile, legato ad abbigliamento, accessori e taglio di capelli, risulta uno dei mood più appariscenti di un decennio all’insegna dello sgargiante. Stile anni ’80. Outfit Tra scaldamuscoli e t-shirt, sulla scia di Fame – Saranno Famosi, giubbotti di pelle e jeansati, capelli vaporosi e cotonati, lo stile anni ’80 ha lasciato impronte decisive, tanto da riproporne la tendenza con outfit più attuali che mai. Lo stile anni ’80 ha destato tanto fascino ed interesse grazie alle icone straniere ed italiane che ne hanno esaltato la particolarità. Si pensi a Madonna, la popstar americana che non fu soltanto una delle artiste più ascoltate ed osannate in quegli anni, bensì anche un autentico punto di riferimento per la moda. Pantaloni e top neri, cintura vistosa con borchia e numerose collane. Il punto chiave erano spesso gli accessori, infatti, ed inoltre collane, cinture ed orecchini, anche giacche con risvolti e guanti bianchi, così da creare i giusti contrasti di colore. Look questo sfoderato nel film Cercasi Susan disperatamente (1985). In alternativa, la talentuosa […]

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Culturalmente

Frasi meravigliose (su Napoli), la nostra top 10

Frasi meravigliose (su Napoli). Città d’incanto, della dialettica passionale. Città dove nel momento in cui trovi un difetto, l’istante successivo l’hai già dimenticato. Città di segreti e superstizione, di cibo e colori, di odio e amore, di lacrime e baci. Favola e storia, mente e cuore. Figlia della Sirena Partenope, madre di tramonti tinti di rosa e di un mare azzurro lucente. Tutto a Napoli è vita e sogno, è intelligenza e speranza, è bellezza immensa ed eterna, come eterna è la sua filosofia del cuore. Poeti, scrittori, cantautori hanno speso parole meravigliose per esaltare la magia di una terra unica, incastonata tra natura e canzoni, tra maschere e genuinità, tra gioia e sofferenza, tra pizza e spettacolo. Terra fertile di ingegno e talento, di sentimento ed abbondanza. E di fronte al detto «Vedi Napoli e poi muori», si potrebbe a rigore affermare «Vedi Napoli e vivi». Sì. Perché il sapore del sale si depone tra gusto e pelle, l’odore dello iodio inebria i sensi assopiti, la vista di Castel dell’Ovo dona linfa vitale all’animo sognatore. Ebbene, in questa sede sono state selezionate dieci frasi meravigliose (su Napoli) da leggere, assaporare e rileggere, pensate e scritte per esaltare e mostrare tutta la speciale essenza di una città che è mondo. Frasi meravigliose (su Napoli). Le dieci selezionate «Tutto è azzurro a Napoli. Anche la malinconia è azzurra». Così il poeta e giornalista italiano del XIX° Libero Bovio si esprime descrivendo Napoli attraverso uno dei particolari che da sempre la identifica e caratterizza: il colore azzurro. L’azzurro vivo del mare e del cielo che incorniciano la splendida città. L’azzurro del cuore goliardico di quanti si dicono tifosi, ma in realtà innamorati. L’azzurro di occhi sinceri e genuini, assetati di passione e speranza. L’azzurro di mani sporche di vita ma, uanema, pulite d’amore! L’azzurro dell’anima, delle vene, di ogni più piccola fibra dell’essere. A Napoli è azzurra anche la malinconia, la tristezza e la sofferenza. Perché azzurro non è un colore, ma condizione e identità. «Parto. Non dimenticherò né la via Toledo né tutti gli altri quartieri di Napoli; ai miei occhi è, senza nessun paragone, la città più bella dell’universo». Così lo scrittore francese del XVIII° offre il suo contributo nel descrivere sensazioni inedite provate alla vista della città più bella dell’universo. Non la più bella d’Italia o dell’Europa o del mondo, ma dell’universo. Perché una bellezza genuina e incantevole come quella della città partenopea è semplicemente inimitabile e irrintracciabile altrove. Perché quella bellezza è cucita sulla pelle imbevuta di spine e di rose. Perché è una bellezza che si nutre di semplicità e regala immensità. Perché una bellezza così vera è anche assolutamente rara. «Questo ricco sangue napoletano si arroventa nell’odio, brucia nell’amore e si consuma nel sogno». Così la scrittrice e giornalista italiana del XIX° Matilde Serao esprime considerazione e stima per la multiemozionale Napoli. Il mare costituisce il sangue che scorre nelle vene dell’essenza partenopea. Quel sangue che si accende di toni diversi anche in istanti connessi e […]

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Culturalmente

Globalizzazione tra ieri e oggi: storia, caratteri e criticità

Cos’è la globalizzazione? Derivante dalla parola inglese globalize (globalizzare), è un fenomeno tanto diffuso quanto attuale, concernente l’intensificazione degli scambi e degli investimenti internazionali. Una rete di interconnessioni su scala mondiale che si infittisce in particolare tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo. La matrice è senz’altro economica, con l’avvento e l’incremento dell’interdipendenza delle economie locali, spostando il baricentro del potere e del controllo dalle sovranità nazionali a quelle multinazionali. Le cause sono rintracciabili in alcuni aspetti e manovre economico-politiche, che ne hanno favorito l’ascesa. Tali sono: l’abolizione delle barriere doganali, che favorisce il libero scambio e l’unificazione del mercato mondiale; lo sviluppo dei trasporti su scala mondiale, che ha consentito la contrazione delle distanze favorendo la commercializzazione di prodotti da una parte all’altra del globo; lo sviluppo delle nuove tecnologie, che crea una spinta propulsiva alle comunicazioni internazionali. La globalizzazione tuttavia è un fenomeno così capillare da investire non solo la sfera economica, bensì ogni aspetto della vita, da quello sociale a quello culturale, da quello spaziale a quello tecnologico. È sempre più diffusa ormai l’abitudine ad acquistare capi d’abbigliamento prodotti in Cina, guardare film e telefilm americani, mangiare cibo giapponese e/o indiano, parlare adoperando sempre più spesso espressioni della lingua inglese. Viviamo ormai un’esistenza globalizzata all’interno di un “villaggio globale”, in cui ogni cosa è connessa, le barriere crollano, le distanze divengono irrisorie, culture e tradizioni lontane vengono toccate con mano. Cos’è la globalizzazione? Excursus storico La fase stabile e completa di globalizzazione si insinua a partire dalla fine degli anni Settanta del XX secolo. Fino a quel momento infatti l’economia mondiale aveva sì acquisito carattere internazionale, ma non ancora transnazionale, in quanto le singole aziende, pur commercializzando i propri prodotti in tutto il mondo, svolgevano la maggior parte della produzione ancora all’interno dei propri confini nazionali. L’economia prese poi una direzione completamente globalizzata, promuovendo la divisione internazionale del lavoro attraverso la creazione di ingenti società multinazionali. Così la progettazione dei prodotti si concentra nei Paesi tecnologicamente all’avanguardia; la produzione nei Paesi in via di sviluppo o sottosviluppati, sfruttando la manodopera a basso costo; infine la sede legale in alcuni Stati che garantiscono una tassazione particolarmente vantaggiosa, i cosiddetti “paradisi fiscali”. Ma andando per gradi, bisogna identificare tre fasi attraverso cui il fenomeno della globalizzazione si è attuato e sviluppato. Si comincia con la globalizzazione arcaica, che include eventi e sviluppi dai tempi delle prime civiltà fino all’incirca il XVII secolo. In tale fase si assiste ad una ancora acerba interconnessione tra Stati a livello economico, almeno che non fossero in vicina prossimità. Ma è anche la fase storica dell’acquisizione da parte dell’Occidente dei princìpi dell’Oriente, senza i quali la globalizzazione non avrebbe assunto le forme poi consolidate. Si assiste poi alla seconda fase della proto-globalizzazione, concentrata nel periodo storico contenuto tra i secoli XVII e XIX. Qui i crescenti collegamenti commerciali e scambi culturali precedono l’avvento della compiuta “globalizzazione moderna”. Durante la proto-globalizzazione si assiste all’ascesa degli imperi marittimi europei, tra XVI e XVII, […]

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Cinema e Serie tv

Io sono Mia. La rivincita di Mimì come storia di amore e coraggio

RAI Fiction torna a presentare un nuovo commovente prodotto Io sono Mia. Omaggio alla straordinaria voce italiana Mia Martini o Mimì, distribuito prima nelle sale cinematografiche il 14, 15 e 16 gennaio 2019 e successivamente in onda in TV su Rai1 il 12 Febbraio 2019. Brividi e commozione trasmessi da un magnifico biopic musicale diretto da Riccardo Donna e dall’interpretazione di un’immensa Serena Rossi, assolutamente all’altezza dell’arduo e quasi impossibile compito. Io sono Mia. La trama Il film narra la storia incredibile e sofferta di una delle più straordinarie voci nel panorama della musica italiana del XX°, Mia Martini. Si alza il sipario sull’anno 1989, quando la figura di Mimì percorre i corridoi che da dietro le quinte portano al palco dell’Ariston. È il ritorno sulle scene della cantante calabrese, con la partecipazione ostacolata a Sanremo, dopo anni di ritiro. Segue il racconto della sua vita, attraverso un’intervista con la giornalista Sandra, ripercorrendo gli inizi difficili della sua carriera, il conflittuale e duro rapporto con il padre, la storia d’amore con il fotografo Andrea (personaggio inventato e con probabile riferimento al cantautore Ivano Fossati), che segna un po’ il suo amaro destino sentimentale. Si giunge al racconto del baratro in cui Mimì sembra precipitare, insieme ad una carriera stroncata dall’infamante marchio della sfortuna, che comincia dagli anni Settanta a perseguitarla come un’ombra funesta. Segue il buio, la sofferenza, la resa fino ad una radiosa rinascita, proprio in occasione della sua partecipazione al Festival di Sanremo nel 1989. Impeccabile nella sua pelle una talentuosa Serena Rossi. Come afferma l’amata sorella Loredana Bertè: «Serena ha preso delle cose specifiche di Mimì, che in pochi conoscevano: come si muoveva, i suoi scatti, la sua malinconia e il dolore che provava dentro, ma che non dimostrava spesso. È stato impressionante: in certe scene è sembrata proprio Mia». L’attrice e cantante partenopea ha tenuto incollati allo schermo cuori e lacrime di emozione immensa, aiutando mirabilmente gli spettatori a percorrere quell’anima sensibile e forte, tenace e caparbia, ma soprattutto appassionata. Io sono Mia è infatti la storia di un’artista fantastica, innanzitutto donna straordinaria, che ha vissuto un’esistenza tormentata, ma sempre proiettata all’amore e alla passione con ogni fibra del suo essere. Voce inimitabile, talento a tratti temuto, ad altri osannato, in un altalenante vortice di soddisfazioni e dolori. Io sono Mia è la storia portata in auge della vergognosa leggenda che ne ha attentato in vita il talento e la sensibilità, lasciando spazio alla fragilità e alla sofferenza. Un dolore esorcizzato poi dalla mirabile interpretazione sanremese sulle note di Almeno tu nell’universo. Fu una prova, una rinascita per una vita soffocata per troppo tempo da maldicenze, pregiudizi e falsità. Io sono Mia è la storia di rivalsa, di un coraggio mai eclissato, di una lotta perpetrata con ogni lacrima, con ogni nota e con ogni respiro. Io sono Mia. I successi e una carriera inabissata da sofferenze e maldicenze bigotte Il successo di Mimì comincia nel 1972 con Piccolo uomo, che la consacra come una delle […]

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Musica

Canzoni d’amore straniere, la nostra top 10

Canzoni d’amore straniere Un vortice di note e poesia scritte, suonate, cantate e dedicate alla persona amata. Ebbene, la musica con le sue dolci e forti melodie riesce sempre a squarciare il cuore, a toccare le corde più recondite dell’anima. Perché la musica sa parlare e sa ascoltare la gioia racchiusa in un brivido d’amore e il dolore che serpeggia nelle ferite inflitte da delusione, tradimento e incomprensione. Le canzoni divengono spesso strumento di messaggi indelebilmente cuciti sulla pelle e nella mente. In particolare le canzoni d’amore straniere, intrise di sentimento, sofferenza, promesse e talento, hanno inciso nei decenni sul cuore le parole di amori impossibili, scuse urlate e dediche dolci come il miele. Di seguito commentiamo dieci canzoni d’amore straniere selezionate tra le più ascoltate e cantate. Canzoni d’amore straniere. Top 10 delle più famose ed ascoltate Goodbye My Lover. Singolo del cantautore britannico James Blunt pubblicato nel 2005. Parole e note intrise d’amore e dolore. Si evince in questa stupenda canzone la sofferenza di un amore distrutto, ma mai finito davvero. Lui completamente pieno di lei, che è andata via lasciandogli tutto il loro amore, i loro ricordi e i loro gesti impressi nell’anima. Un addio e un tormento bagnati d’amore puro. «And as you move on, remember me, remember us and all we used to be. I’ve seen you cry, I’ve seen you smile. I’ve watched you sleeping for a while. I’d be the father of your child. I’d spend a lifetime with you… Goodbye my lover. Goodbye my friend. You have been the one. You have been the one for me».   Your Song. Singolo del cantautore britannico Elton John pubblicato nel 1970. Numerose le cover di questa melodiosa canzone d’amore, tra cui quella famosa interpretata dall’attore e cantante scozzese Ewan McGregor nella straordinaria pellicola cinematografica Moulin Rouge di Baz Luhrmann. Una dolcissima dedica colma d’amore e tenerezza per la persona amata. Parole semplici, ma intonate con dedizione ed animo proiettato alle stelle. Perché a volte, ciò che resta da fare è scrivere una canzone, che sappia raccontare sensazioni che spingono e scalciano per essere espresse. «I hope you don’t mind that I put down in words. How wonderful life is now you’re in the world».   I Don’t Want to Miss a Thing. Singolo del gruppo hard e heavy statunitense Aerosmith pubblicato nel 1998. Colonna sonora strappalacrime della famosa pellicola cinematografica Armageddon di Michael Bay, che ha emozionato milioni di cuori. Una canzone dai toni dolci e decisi, in cui si racconta il desiderio di non perdere neanche un istante di quell’amore pieno e incredibile. Ogni attimo trascorso con la persona amata va custodito gelosamente, per sempre, perché la vita sarebbe altrimenti priva di senso. «I could stay lost in this moment forever. Every moment spent with you is a moment I treasure. Don’t want to close my eyes. I don’t want to fall asleep. Because I’d miss you, baby, and I don’t wanna miss a thing».   Always, singolo del gruppo rock statunitense Bon Jovi […]

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Culturalmente

Frasi celebri sulla vita, il nostro dono più grande e prezioso

Per celebrarla, ecco frasi celebri sulla vita, il nostro dono più grande e prezioso. «Che sia benedetta, per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta, per quanto sembri incoerente e testarda, se cadi ti aspetta, e siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta, a tenersela stretta». Un vero inno alla vita. Un estratto del meraviglioso brano Che sia benedetta di Fiorella Mannoia del 2017. Una dedica straordinaria a questo preziosissimo dono concesso, chiamato vita. Un monito a capirla, a perdonare, a guardarla con occhi estasiati e con animo umile. Cos’è la vita? Un tesoro concesso a corpi lenti e a cuori intorpiditi. La vita è continua scoperta del mondo, di quanto e quanti la circondano, di se stessi. La vita è quella che va vissuta senza remore e rimpianti, ostentando coraggio e celando pigrizia e viltà. Perché la vita è un’enorme tela su cui le emozioni disegnano percorsi di crescita e meraviglia. La vita è quel libro che non smetteresti mai di leggere, perché sei tu a scrivere le pagine più vere ed entusiasmanti. La vita è un’avventura riservata ai cuori impavidi ed assetati di sorprese e sensazioni caleidoscopiche: un dono unico ed irripetibile. Pertanto è nostro dovere preservarla dal morbo dell’accidia, dell’indifferenza e della rassegnazione. Perché una vita che valga la pena d’essere vissuta reca su di sé il sapore della genuinità e l’incanto dell’estasi. Perché la vita è quella strada che non può mai incrociare quella battuta e apparentemente sicura della sopravvivenza, nemmeno per errore. Qui si riportano cinque frasi celebri sulla vita selezionate tra le più autentiche e mirate. Frasi celebri sulla vita. Cinque aforismi selezionati «O vergine, cogli l’attimo che fugge, cogli la rosa quand’è il momento, ché il tempo, lo sai, vola. E lo stesso fiore che sboccia oggi, domani appassirà». (Quinto Orazio Flacco) Questo straordinario aforisma del poeta latino Orazio, il poeta del Carpe diem, esplica una poetica sempre essenziale ed attuale: l’importanza di vivere appieno il tempo presente, perché del domani non ci son certezze. Frase ripresa nello straordinario film L’attimo fuggente, in cui il Professor John Keating esorta i suoi alunni a cogliere l’attimo. Non è mai un invito a vivere con sfrontatezza e senza freni inibitori, ma più profondamente un monito a vivere pienamente ogni istante prezioso dell’esistenza per rendere straordinaria la vita in ogni sua sfaccettatura, nutrendola come un fiore che domani potrebbe appassire. «Io continuo a stupirmi. È la sola cosa che mi rende la vita degna d’essere vissuta». (Oscar Wilde) Così lo scrittore inglese del XIX° secolo esprime la consapevolezza e l’importanza nel mantenere l’animo sempre predisposto alla sorpresa. Lo stupore è infatti uno degli ingredienti necessari per una vita che sia degna d’essere vissuta. Perché l’arroganza e la presunzione minano la straordinarietà dell’esistenza, chiudendo il cuore e la mente fuori dalle meraviglie della bellezza, della scoperta, dell’estasi e dell’amore. E senza lo stupore, tipico di un animo eternamente fanciullo, ci si limita a sopravvivere, sprecando il più straordinario tesoro che ci sia stato concesso. […]

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Cinema e Serie tv

Film divertenti: i 5 indimenticabili

Film divertenti | Opinioni La cinematografia. Un ampio universo di immagini, suoni ed emozioni che difficilmente lascia mente e cuore indifferenti. Le numerose pellicole cinematografiche che continuano a susseguirsi negli anni, da quelle italiane a quelle hollywoodiane, offrono sempre e comunque spunti riflessivi a dibattiti e a sensazioni inedite. Vari sono i generi in cui i film trovano collocazione: dalle love story ai film divertenti, dai thriller al genere fantascientifico fino agli action movies. Se l’amore è spesso il nucleo di opere cinematografiche, i film divertenti entrano in punta di piedi a donare sensazioni di gioia e benessere con vizi e risate, satire e parodie, mai rinunciando ad una morale che lo spettatore riesce a ricavare naturalmente. Film divertenti. Top 5 Di seguito si riportano cinque film divertenti selezionati nel vasto panorama cinematografico, americano ed italiano. American Pie Come dimenticare l’esilarante commedia americana American Piea, la tetralogia cinematografica ideata e scritta da Adam Herz e distribuita dagli Universal Studios! Una serie suddivisa in quattro capitoli: American Pie, diretto da Paul Weitz nel 1999; American Pie 2, per la regia di James B. Rogers nel 2001; American Pie – Il matrimonio, diretto da Jesse Dylan nel 2003; infine, a quasi dieci anni di distanza, American Pie: Ancora insieme, per la regia di Jon Hurwitz e Hayden Schlossberg nel 2012. Al centro dei quattro film divertenti le vicende di un gruppo stravagante di teenagers che si preparano ad accostarsi alla sessualità, che diviene quasi un’ossessione da dover sperimentare per potersi definire realmente e finalmente adulti. Jim, Kevin, Chris, Paul e Steve, cinque amici, cinque diversi temperamenti con gli ormoni in subbuglio e una scommessa da vincere: fare sesso entro l’anno del conseguimento del diploma. Una serie di buffe incomprensioni, figuracce e dispetti macchinati reciprocamente getta il pubblico in un vortice di divertimento, con risate incontenibili e commenti ammiccanti. Una commedia in cui i protagonisti non si prendono mai davvero troppo sul serio, imparando poi ad accettare qualche sconfitta per divenire davvero adulti. Una notte da leoni Se in American Pie si assiste alle vicissitudini adolescenziali di un gruppo di teenagers iperattivi, in Una notte da leoni i protagonisti sono quattro amici incasinatisi nella notte dell’addio al celibato di uno di loro. Una trilogia diretta da Todd Philips e distribuita dalla Warner Bros nelle sale cinematografiche negli anni 2009, 2011 e 2013. In ciascuno dei tre capitoli, Phil, Stu, Doug e Alan si ritrovano devastati da una notte che la memoria sembra cancellare senza possibilità di ritorno. Una notte da leoni appunto, in cui i quattro amici vivono le avventure più disparate agendo, nel primo capitolo per esempio, sotto effetto del roofis somministrato da Alan all’insaputa del gruppo attraverso lo jägermaister bevuto per brindare ad una notte memorabile. Ma indimenticabili per gli spettatori saranno gli espedienti e le peripezie che i protagonisti dovranno affrontare per ritrovare il futuro sposo Doug, scomparso dopo i festeggiamenti. Si assiste ad un rocambolesco peregrinare nelle città, prima Las Vegas poi Bangkok, attraverso indizi e compromessi con strambi personaggi, […]

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Culturalmente

Testi d’amore, i cinque più belli

Testi d’amore Nell’era delle apparenze, delle conoscenze che si vestono d’amicizia. Nell’era delle telecomunicazioni, che della genuina comunicazione fanno progressivamente a meno. Nell’era dell’erotismo scontato e di un romanticismo sopravvalutato, della monotonia e della voragine interiore, i testi d’amore ancora riescono, attraverso le parole ad alimentare passioni, incatenare cuori, catturare la mente e bagnare gli occhi. Dalla poesia ai testi musicali, la parola risulta essere ineclissabile, la più vera e dolce freccia scoccata dall’arco di Cupido. Arma migliore per destare sentimenti ed emozioni assopiti. Di seguito si riportano cinque testi selezionati dal panorama della poesia. Cinque tra le migliori, profonde ed autentiche dichiarazioni d’amore, che ancora riescono a sciogliere i cuori come neve al sole. Testi d’amore. Le poesie Da Baciami di Jacques Prévert Se tu smettessi di baciarmi Credo che morirei soffocata Hai quindici anni ne ho quindici anch’io In due ne abbiamo trenta A trent’anni non si è più ragazzi Abbiamo l’età per lavorare Avremo pure diritto di baciarci Più tardi sarà troppo tardi La nostra vita è ora Baciami! Con queste dolcissime parole il poeta francese Prévert esprime con ardore e delicatezza il più tenero dei sentimenti sigillato dal bacio. E cos’è un bacio se non una calda carezza donata all’anima, assaporandone tutta l’essenza! E il tempo per baciare è qui, è ora, perché poi può essere troppo tardi, e senza si rischia di soffocare.   Sì, sì di Charles Bukowski Quando Dio creò l’amore non ci ha aiutato molto… …Quando creò te distesa a letto Sapeva cosa stava facendo Era ubriaco e su di giri E creò le montagne e il mare e il fuoco Allo stesso tempo Ha fatto qualche errore Ma quando creò te distesa a letto Fece tutto il Suo Sacro Universo. Così si esprime il poeta e scrittore statunitense Bukowski, con parole semplici, ma carnali e divine insieme. Perché l’oggetto d’amore, la donna e il suo corpo, viene descritto come il più bel miracolo che Dio abbia creato. E quel dolce miracolo è lì, pronto ad inebriare sensi e spirito, ad alimentare un amore che scorre e pulsa forte nelle membra.   Ieri sera era amore di Alda Merini Ieri sera era amore, io e te nella vita fuggitivi e fuggiaschi con un bacio e una bocca come in un quadro astratto: io e te innamorati stupendamente accanto. Io ti ho gemmato e l’ho detto: ma questa mia emozione si è spenta nelle parole.   Una struggente poesia d’amore della poetessa italiana Alda Merini dedicata al marito Ettore. Un testo in cui si condensa l’amore puro, amore al quale ha dedicato in vita tutta se stessa. Il tempo imperfetto già indicato nel titolo sottolinea la precarietà di un sentimento, sì profondo e coinvolgente, ma spesso privato di quella certezza proiettata ad un futuro infinito. Oggi è amore, ma domani potrebbe non esserlo. Pertanto si percepisce nella poesia la paura, non della morte, ma dell’amore stesso, là dove un’emozione intensa può spegnersi nelle parole.   Da Ti ho vista di Guido Catalano …il […]

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Musica

Canzoni italiane famose, le più note nel mondo

Canzoni italiane famose, le più note nel mondo La musica italiana attira spesso l’attenzione dirigendo su di sé critiche ed apprezzamenti. Tra le più contestate ed amate nel mondo, la canzone italiana si tinge di toni melodiosi, dolci ed orecchiabili. Oggetto di cambiamento nel corso dei decenni, raggiunge la sua massima qualità soprattutto tra gli anni Settanta e Ottanta del XX°. Sound e testi poetici, veri inni alla vita e all’amore, argomento questo spesso al centro della musica italiana, apprezzata così nei Paesi di cultura latina, dalla Spagna al Sud America, ma anche in Paesi come Germania e Russia. Molti sono i successi italiani di cantautori ormai ampiamente stimati all’estero e Oltreoceano, dai grandi intramontabili ai giovani talenti. Ecco dunque sette canzoni italiane famose selezionate nel vasto panorama della musica italiana, noti sul suolo nazionale così come in territorio estero. Canzoni italiane famose, le più note nel mondo Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno è senz’altro uno dei più grandi successi italiani all’estero. Scritta insieme a Franco Migliacci nel 1958, Modugno ne intona le limpide e straordinarie note sul palco del Festival di Sanremo. Un brano inedito sotto ogni aspetto, che rompe la monotonia della tradizione, trasportando l’ascoltatore in una dimensione onirica, fatta di semplicità e libertà. E il sogno è l’elemento determinante, proprio come si evince dall’introduzione «Penso che un sogno così non ritorni mai più». Parole semplici, ma che ancora oggi toccano le corde più introspettive dell’anima. Ribattezzata a furor di popolo Volare, riprende il soave ritornello e il senso di libertà un po’ rivoluzionaria che incarna. E se Nel blu dipinto di blu nel ’58 introduce toni di modernità, nel 1979 America (estratto dall’album California) di Gianna Nannini rompe gli schemi del pudore e del perbenismo. Testo straordinariamente coinvolgente, grazie alle parole dalla forte carica erotica, assaporate ed accarezzate con forza e dolcezza. Un brano più che rivoluzionario in quegli anni, in cui note, anima rock, poesia e sfrontatezza costruiscono un chiaro inno alla masturbazione: «…oggi sto con me, mi basto… nessuno mi vede… e allora accarezzo la mia solitudine…». Un successo divenuto internazionale, portando l’artista toscana ad esibirsi in tutta Europa. Una tra le canzoni italiane famose e più conosciute all’estero è senza dubbio L’italiano di Toto Cutugno. Pubblicato nel 1983, questo brano incarna gli stereotipi del popolo italiano: «Buongiorno Italia, con i tuoi artisti, con troppa America sui manifesti, con le canzoni, con amore, con il cuore, con più donne sempre meno suore…». Gli spaghetti al dente, il caffè ristretto, tutti elementi cantati con orgoglio in un brano di cui son state realizzate cover in finnico e in cinese. Un testo che reca ancora oggi all’estero l’etichetta dell’italianità pura. Poi c’è lui, Eros Ramazzotti, tra le postar italiane più amate all’estero. E tra i vari successi che lo hanno reso noto nel mondo si annovera Adesso tu del 1986. Canzone vincitrice al Festival di Sanremo, è un vero inno all’amore e all’orgoglio legato ad origini umili. Di forte e naturale impatto l’intro del brano […]

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Culturalmente

5 incredibili storie d’amore

5 incredibili storie d’amore, ciascuna intrisa di simbologia, implicazioni psicologiche, desiderio, coraggio, forza di volontà e voglia di vivere, abbandonandosi al più puro dei sentimenti umani. Dalla letteratura al cinema, fino alla vita reale, la varietà di storie d’amore è davvero caleidoscopica. Amori impossibili, violati, incredibili, appassionati, veraci, puri, essenziali, straordinari. Se il motore è l’amore il risultato è sempre qualcosa di eccezionale, talvolta inafferrabile ed incompreso, ma pur sempre un sogno che si nutre di realtà. Le storie d’amore più disparate traggono nutrimento dall’incanto e dalla forza, dall’ossessione e dalla dolcezza, dall’alchimia e dal sogno, dal coraggio e dalla passione. Ingredienti tutti atti a svelare l’amore nella sua più compiuta e fantastica essenza. Ecco 5 incredibili storie d’amore tratte dalla letteratura, dal cinema e dalla realtà. 5 incredibili storie d’amore. La letteratura «…da lei saliva quel che ho malchiamato un profumo, un odore magico di mare, di voluttà giovanissima… La sua voce era un po’ gutturale, velata, risonante di armonie innumerevoli… Veniva a riva con le mani piene di ostriche e di cozze… succhiava il mollusco palpitante…». Così Giuseppe Tomasi di Lampedusa descrive il personaggio mitologico che fornisce il titolo al suo lungo racconto La Sirena. Tra i più straordinari della letteratura italiana del Novecento ed anche uno dei meno conosciuti. L’autore de Il Gattopardo scrisse La Sirena negli ultimi mesi della sua vita, ponendo al centro la fantastica ed incredibile storia d’amore tra Lighea (la Sirena) ed il professore Rosario La Ciura. Un amore apparentemente platonico, come quello ricordato dalla scultura “Amore impossibile” che lega un angelo ad una sirena. Nel racconto dello scrittore siciliano viene espresso qualcosa di analogo: un amore puro, sublime, soprannaturale tra un uomo e una sirena. La dimensione reale si intreccia con quella fantastica, ma la passione, la delicatezza e l’erotismo ne costituiscono il terreno, o meglio il mare, che diviene culla di un amore non solo bramato, ma vissuto in tutta la sua spiritualità intrecciata all’eros. Perché forse nessun amore è davvero impossibile se nutrito di complicità e determinazione. «Amor, ch’a nullo amato amar perdona». Con uno dei più celebri versi della letteratura italiana, Dante Alighieri offre una visione dell’amore che si tinge di macchia e peccato. Siamo nel V canto dell’Inferno della Divina Commedia, in cui i protagonisti Paolo e Francesca, posti nel girone dei lussuriosi, raccontano il loro amore adulterino. Francesca – figlia di Guido il Vecchio da Polenta, signore di Ravenna – sposa Gianciotto Malatesta, figlio del signore di Rimini. Secondo il racconto dantesco, Francesca si innamorò del cognato Paolo, fratello di Gianciotto; i due, sorpresi dal marito di lei, furono entrambi trucidati. È Francesca a spiegare nel canto la causa del loro peccato, ovvero la lettura galeotta del romanzo di Lancillotto e Ginevra, che li spinse in una spirale di desiderio e passione senza possibilità di scampo. Un’incredibile storia d’amore, impregnata di luce e oscurità, amore e peccato. Ma quale reale peccato se è l’amore stesso a non risparmiare chi viene amato di riamare a sua volta! Come una […]

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Cinema e Serie tv

L’amica geniale. Trionfo partnopeo sulla Rai

Lo straordinario prodotto di Saverio Costanzo, record d’ascolti che stravince addirittura sulla “serata Champions League”, ha attratto i telespettatori come calamite al televisore per l’intera riproduzione degli otto episodi suddivisi in quattro puntate. L’amica geniale, la fiction dell’anno che ha incantato il popolo partenopeo e non solo; esportata negli Stati Uniti in lingua originale con sottotitoli, così come è avvenuto in Italia. Eccellente tale scelta, quella di descrivere in maniera genuina, realistica e viscerale la Napoli del dopoguerra, disegnata con quell’intreccio di bellezze e storture, di meraviglie e corruzione. E il racconto si serve proprio della lingua napoletana, così da rendere davvero autentico il sapore dei luoghi e dei personaggi partenopei. L’amica geniale fiction è tratta dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante, la misteriosa scrittrice napoletana, già musa ispiratrice de L’amore molesto (1995) e I giorni dell’abbandono (2005). Primo della tetralogia composta da L’amica geniale (2011), Storia del nuovo cognome (2012), Storia di chi fugge e di chi resta (2013) e Storia della bambina perduta (2014). Un grande racconto di libertà individuale, desiderio di riscossa, introspezione e rivalsa femminile. La fiction, e il romanzo che la ispira, ha i toni della ribellione rosa e dei desideri rincorsi ed in parte realizzati. In onda a partire dal 27 novembre 2018, per la produzione Wildside e Fandango, in collaborazione con HBO e Rai Fiction. Articolata in trentadue episodi totali (contando i sequel che verranno riprodotti successivamente), il long-seller di Saverio Costanzo mette in scena con saggezza e realismo sentimenti complessi e contraddittori, attraverso le talentuose protagoniste Elena (Elisa Del Genio da bambina e Margherita Mazzucco da adolescente) e Lila (Ludovica Nasti da bambina e Gaia Girace da adolescente). L’amica geniale. Elena e Lila Quella de L’amica geniale è la storia di un’amicizia straordinaria, guidata da un legame indissolubile nonostante gli ostacoli sociali, culturali ed affettivi. La particolare e genuina amicizia tra Elena e Lila, entrambe nate in un umile quartiere del napoletano negli anni Cinquanta, i difficili anni del dopoguerra in cui la corruzione e l’arte dell’arrangiarsi si fan strada tra arrivismo, omertà e vile adattamento. Due bambine, poi adolescenti e piccole donne, che con coraggio ed orgoglio affrontano i problemi che la dura realtà circostante impone, specie quei pregiudizi legati a una pseudo-tradizione ed ignoranza sociale, che nel dopoguerra condizionavano in particolare la donna. Questa brillante e pulita amicizia viene raccontata da Elena a distanza di anni (la voce narrante all’interno della fiction) in un romanzo, mettendo in luce i disagi personali, il senso di inadeguatezza, gli errori commessi e i torti subiti. Brillanti in maniera diversa, entrambe alunne modello, mentre Elena però riuscirà a continuare gli studi grazie allo stipendio da usciere comunale del padre, Lila dovrà arrendersi alla povertà della famiglia ed aiutare l’attività paterna del calzaturificio. Elena è costantemente guidata dalla luce un po’ scura di Lila. Sin dalle elementari ne ammira il talento, il genio e l’audacia che la rendono una forte e straordinaria creatura ai suoi occhi. Elena sembra vivere all’ombra di Lila, che vede come sua mentore e […]

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Culturalmente

Pulcinella, storia e origini della maschera

La tradizione partenopea viene conosciuta e tramandata grazie ai particolari e meravigliosi simboli che la rendono unica agli occhi del caldo popolo e del mondo intero. I gustosi spaghetti al pomodoro fumanti, i deliziosi babà, il tenebroso ma incantevole Vesuvio. Ancora la pizza, la tarantella, la lingua, la canzone, il teatro e il panorama mozzafiato che la città offre con orgoglio ad occhi innamorati. Poi c’è Pulcinella, la maschera napoletana che colora d’allegria e sfrontatezza il Carnevale italiano e popolare in tutto il mondo. Pulcinella. Storia e origini della maschera Conosciuta sin dai tempi dell’antichità romana, sparisce con l’avvento del Cristianesimo e risorge intorno alla metà del Cinquecento con la Commedia dell’Arte, divenendo da allora una delle maschere più amate insieme ad Arlecchino. La storia della maschera di Pulcinella affonda le sue radici nell’antichità, probabilmente risale al IV a.C. quale discendente da Maccus, personaggio delle Atellane Romane. Maccus impersonava infatti la tipologia di servo dal naso lungo, faccia bitorzoluta, guance grosse e ventre prominente, con una camicia a veste larga e bianca. Altri fanno risalire l’origine della maschera di Pulcinella ad un altro personaggio delle Fabulae Atellanae, Kikirrus, maschera teriomorfa (dall’aspetto animale), il cui nome richiama il famoso verso del gallo “chicchirichì”. Proprio quest’ultimo personaggio ricorda più da vicino Pulcinella in virtù del fatto che la maschera partenopea si esprime e recita con voce chioccia, come quella di un pulcino.  Da qui l’altra possibile origine che fa discendere il nome da Pulcinello, un piccolo pulcino con naso adunco. La maschera di Pulcinella farebbe inoltre riferimento all’ermafroditismo del personaggio: la parte superiore – composta da naso, cappello a punta e corno – sarebbe maschile, mentre quella inferiore – composta da ventre gravido, natiche enormi e seni prominenti – sarebbe femminile. In effetti il carattere dialettico è ciò che caratterizza un po’ Pulcinella. Nascerebbe infatti da un uovo di gallina, animale sacro a Persefone, sposa di Ade e regina degli Inferi. Incarna la morte appunto e le miserie umane (si pensi al colore nero della maschera che copre il volto lasciando libera solo la bocca). Ma allo stesso tempo le scongiura grazie alla sua spontaneità, all’allegria, al cappello a forma di corno dell’abbondanza. Pulcinella non è un personaggio, ma una schiera di personaggi. I ruoli che ricopre sono molteplici, simboleggiando tanto i difetti quanto le qualità del popolo napoletano. Perché Pulcinella è comico e tragico, affidabile ed arrogante, ricco di genuinità e povero di status. L’emblema autentico del napoletano, spesso in crisi, ma pronto a rialzarsi anche a costo di farsi beffa dei prepotenti, arrangiandosi secondo quella che è l’arte tipica del popolo partenopeo. Pulcinella. Caratteristiche e significato della maschera La maschera di Pulcinella è stata inventata ufficialmente a Napoli dall’attore Silvio Fiorillo nella seconda metà del Cinquecento (nel periodo dunque della Commedia dell’Arte). Tuttavia il costume della maschera, così come lo conosciamo oggi, fu inventato nell’Ottocento da Antonio Petito. Quella di Fiorillo infatti indossava un cappello bicorno, contro l’attuale a “pan di zucchero”, e portava barba e baffi. Con Silvio Fiorillo […]

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Culturalmente

Aforismi sull’amore. 18 frasi brevi, belle e famose da condividere

Quanti splendidi, delicati, profondi, genuini, diretti ed inviolati aforismi sull’amore è possibile leggere e trascrivere sulle pagine del cuore! E dov’è lo stupore! Dal momento che il motore ispiratore è l’amore! Quanto è stato scritto, dibattuto, suonato, cantato su un argomento così vasto e così complicato da non poterlo davvero imbrigliare in un’univoca definizione! Canzoni, trattati filosofico-psicologici, poesie e romanzi; tutti pianeti che ruotano intorno all’immenso sole di questo palpabile ed incostante sentimento. Una realtà che si nutre di sogno, speranza e coraggio, alimentando il genio dell’anima, che si accinge in punta di piedi a prestare la sintassi a tanta grata magia, percorrendone il sentiero senza mai calpestarlo. Ecco che i pensieri e le emozioni, che necessitano di adeguata traduzione, esprimono l’amore in opere d’arte, pellicole cinematografiche e romanzi. Ma spesso l’effetto di un’unica frase può far luce su universi prima sconosciuti. Emergono così dall’inchiostro dell’anima i più incantevoli e sinceri aforismi sull’amore. Qui ne son stati selezionati diciotto, dai classici della letteratura ai più moderni, tratti da romanzi e dal cinema, tutte da condividere e con cui fare link sull’amore. Aforismi sull’amore. Inchiostro ed anima «L’amore è come il fulmine: non si sa dove cade finché non è caduto». (Henri Lacordaire). Con questa citazione sull’amore il religioso giornalista del XIX° descrive la forza e l’imprevedibilità del sentimento, che come un fulmine colpisce senza chiedere, liberandone gli effetti devastanti. L’amore è anche questo: un fuori programma, una sorpresa, un regalo. L’amore è serendipity: si veste di fascino e speranza inattesa, spogliandosi dell’abitudine e della metodicità. «Il vero amore è come i fantasmi; tutti ne parlano, ma sono pochi quelli che lo hanno visto davvero». (François de La Rochefoucauld). Così lo scrittore e filosofo francese del XVII° racconta l’amore, paragonandolo ad un fantasma. Un’entità astratta visibile a pochi fortunati e predisposti ad accoglierlo nella sua completezza. Pochi nella vita possono dire di aver amato totalmente e profondamente, così da sperimentare un legame indissolubile, più forte del tempo, dell’odio e delle distanze. Il vero amore è nutrimento di se stesso. «L’amore. Che altro è esso? Una follia segreta, fiele che strangola e dolcezza che sana». (William Shakespeare). Così il famoso drammaturgo e poeta inglese del XVI° si esprime, caricando l’amore di senso estremo ed avvolgente. Perché a caratterizzarlo subentra anche un dolce lato oscuro, che è fiele che uccide, inibendo forza e volontà; ma è altrettanto carico di immensa dolcezza, pronta a fungere da antidoto. L’amore è così morbo e cura insieme. Precipitare e volare fino a perdersi totalmente nell’infinito di carne, respiri, baci, sguardi e purezza d’intenti. Altri aforismi sull’amore «Tutto, tutto ciò che so, lo so solo perché amo». (Lev Tolstoj). Lo scrittore russo del XIX° così esprime il quasi annichilimento del suo sapere, il quale scaturisce solo dall’amore. Un po’ come aprire una finestra sul mondo e sulla realtà, in cui l’amore docet, proiettando la mente verso il tutto, tutto ciò che di genuino, puro e carnale insieme, travolgente e riflessivo si trovi al di là del cuore e […]

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