Lisa McVey nasce a Tampa, Florida, nel 1967. Ella è una adolescente che vive la sua vita fra scuola e lavoro, fino a quando, all’età di 17 anni, non venne rapita dal serial killer e stupratore Bobby Joe Long. La storia di Lisa McVey non è solo un racconto spaventoso, ma la testimonianza sconvolgente di come lucidità, intuito e una forza interiore fuori dal comune possano fare la differenza tra la vita e la morte. All’interno di questo articolo scopriamo tutta la sua storia, e di chi lei sia diventata oggi.
Indice dei contenuti
Scheda del caso Lisa McVey
| Dettaglio evento | Informazioni chiave |
|---|---|
| Vittima | Lisa McVey (17 anni all’epoca) |
| Serial killer | Bobby Joe Long |
| Data del rapimento | 3 novembre 1984 |
| Durata prigionia | 26 ore |
| Strategia di salvezza | Memorizzazione dettagli, rilascio impronte, psicologia inversa |
| Film dedicato | Credetemi – Il rapimento di Lisa McVey (2018) |
Le origini di Lisa McVey
Come ha sempre raccontato da adulta, anche prima del suo rapimento Lisa soffrì di abusi domestici fin da piccola; sua madre era tossicodipendente e alcolizzata e, per questo, venne data in affido e lasciata a se stessa. Quando Lisa aveva quattordici anni, la madre la costrinse a trasferirsi da sua nonna per prendersi cura di lei. McVey subì abusi sessuali da parte del fidanzato della nonna, che per tre anni la molestò, puntandole una pistola alla testa per minacciarla, mentre sua nonna stessa era pienamente consapevole di tutto quello che succedeva. Ciò portò Lisa a meditare seriamente il suicidio: la notte prima del rapimento, infatti, scrisse una lettera di addio in contemplazione della sua morte imminente. Lei stessa dice:
“Mi sentivo disgustata, mi sentivo tradita, non mi sentivo nessuno. Ero così stanca di vivere, così stanca di essere ferita, che non sapevo come uscirne. A chi potevo dirlo? Non avevo nessuno di cui fidarmi o a cui raccontare cosa stava succedendo a casa.“
Il rapimento e le conseguenze
Il 3 novembre 1984, mentre stava tornando da lavoro dal negozio Krispy Kreme, fu strappata dalla sua bicicletta lungo il tragitto verso la casa di sua nonna. Venne bendata, minacciata, violentata e torturata per 26 ore da Bobby Joe Long, responsabile di almeno dieci omicidi di donne e oltre cinquanta stupri. Durante la sua prigionia, McVey fece leva sul carattere infantile del suo rapitore e si offrì di essere la sua “fidanzata segreta”. Riuscì poi a ottenere la simpatia di Long affermando di essere l’unica figlia di un genitore malato. Una cosa fondamentale fu che durante il rapimento, Lisa, coraggiosamente, si impegnò a memorizzare diversi dettagli e lasciò intenzionalmente impronte digitali su diverse superfici nel bagno dello stupratore per aiutare la polizia a identificarla in caso fosse stata uccisa.
Sempre grazie all’astuzia della ragazza, l’uomo venne poi convinto a rilasciarla in un luogo isolato, dicendole di rimanere bendata per cinque minuti mentre lui scappava. Quando Lisa tornò a casa, i nonni si arrabbiarono con lei e non le credettero quando lei raccontò dov’era stata, venendo anche picchiata dal compagno della nonna, fino a che non riuscì a convincerli a chiamare la polizia. Fu proprio grazie al coraggio di Lisa nell’aver memorizzato i dettagli e lasciato le impronte digitali, nell’aver fornito la descrizione del suo rapitore, del suo veicolo, del percorso che hanno preso e di altri elementi, che la polizia fu in grado di rintracciare Long e collegarlo ad altri crimini.
Infatti, Bobby Joe Long venne arrestato fuori da un cinema il 16 novembre 1984 e accusato di violenza sessuale e rapimento ai danni di Lisa McVey. Il 23 settembre 1985, Long si è dichiarato colpevole dei suoi crimini contro McVey e di altri otto capi di imputazione per omicidio di primo grado, otto per rapimento e sette per violenze sessuali. Ricevette l’ergastolo e due condanne a morte per gli omicidi di Michelle Denise Simms e Virginia Johnson. Quando Long è stato giustiziato il 23 maggio 2019, erano presenti McVey e un’altra sopravvissuta, Linda Nuttall. Lisa fu elogiata per il suo impegno, rivelatosi essenziale per la risoluzione del caso.
Nel 1994, McVey ha iniziato a lavorare per il dipartimento dei parchi e delle attività ricreative della contea di Hillsborough. Quando ha denunciato un’irruzione in ufficio, il vice che è venuto sul posto le consigliò per la prima volta di diventare una poliziotta. Nel 1999, è stata trasferita all’ufficio dello sceriffo della contea di Hillsborough come spedizioniere ed è diventata una vice di riserva. Entrò nell’accademia di polizia ed è stata nominata supplente nel 2004. Lavora nello stesso dipartimento che ha trovato e arrestato il suo rapitore specializzato nella lotta ai crimini sessuali e nel lavoro per proteggere i bambini.
Il film Credetemi: il rapimento di Lisa McVey
La storia di Lisa McVey non si ferma qui, perché nel 2018 venne girato un film che racconta l’intera storia sull’accaduto, con attrici e attori come Katie Douglas nel ruolo di Lisa, Rossif Sutherland che interpreta Long, e David James Elliott il quale interpreta il detective Larry Pinkerton, che si occupò al tempo del caso. Credetemi – Il rapimento di Lisa McVey è stato trasmesso il 30 settembre 2018 su Lifetime, negli Stati Uniti, e su Showcase in Canada. Il 4 giugno 2021 è stato distribuito in tutto il mondo sulla piattaforma di streaming Netflix. Oltre alla trasmissione televisiva, il film ha ricevuto anche una speciale proiezione teatrale a Tampa, nello stesso cinema in cui Bobby Joe Long è stato arrestato nel 1984, alla quale ha partecipato la stessa McVey. Il film, oltre a narrare la storia drammatica, chiude con un epilogo vero in cui si vede la vera Lisa McVey.
Fonte immagine in evidenza: Netflix
Articolo aggiornato il: 24 Gennaio 2026

