Musica per non udenti: nuove possibilità per le persone sorde

Musica per non udenti: nuove possibilità per le persone sorde

Le disabilità fisiche sono sempre state considerate un limite, ma oggigiorno le possibilità sono sempre maggiori, e ciò che sembrava impossibile adesso si può raggiungere attraverso delle vie alternative. I sordi non avrebbero mai pensato di poter ascoltare un suono, ma la musica per non udenti non è più una barriera.

Cos’è la musica e come viene percepita dal corpo

Il suono nasce dalle vibrazioni di un corpo in oscillazione: si propaga nell’aria sotto forma di onde sferiche, appunto le onde sonore, e quando entrano in contatto con il nostro apparato uditivo vengono recepite dal cervello come un suono.
La ricezione delle vibrazioni può cambiare a seconda dell’impatto delle onde sonore sulle diverse parti del corpo; per tal motivo, è indispensabile distinguere il termine ascoltare dal termine percepire un suono.
In seguito a test scientifici di percezione tattile della musica, si è potuto capire che nelle persone senza deficit uditivo il suono sollecita un’area del cervello relativa all’elaborazione delle vibrazioni. Anche per coloro che hanno un deficit, al momento della percezione tattile si attiva la corteccia uditiva, necessaria per l’elaborazione dei suoni. Dunque, questa area del cervello lavora in entrambi i casi. Semplicemente lo fa in modi differenti, e ciò significa che la musica per non udenti è una cosa possibile da realizzare.

Metodo di fruizione Come funziona
Tecnologia indossabile (es. Sound Shirt) Traduce le frequenze sonore in vibrazioni localizzate sul corpo
Percezione ambientale (es. rave) Sfrutta le vibrazioni trasmesse da superfici come il pavimento
Interpretariato (es. concerti LIS) Trasforma testi, ritmo ed emozioni in un linguaggio visivo-gestuale
Pratica diretta (es. danza, strumento) Impara a sentire le vibrazioni attraverso il contatto con lo strumento o il suolo

La musica per non udenti: l’ascolto tattile attraverso la Sound Shirt

L’ascolto tattile è un metodo alternativo per rendere il suono accessibile a tutti, un modo per creare musica per non udenti. I sordi imparano ad ascoltare sviluppando gli altri sensi, come la vista e il tatto. Basti pensare alla lingua dei segni, ovvero una lingua che non utilizza i suoni ma i canali visivi e gestuali per permettere la comunicazione.
Una straordinaria invenzione nel settore della wearable technology è la Sound Shirt. Sviluppata dalla compagnia londinese CuteCircuit, questa “camicia del suono” aiuta i non udenti a sostituire in modo sensoriale le informazioni uditive. Il dispositivo viene connesso a un computer che raccoglie ed elabora la musica e, attraverso dei micro attuatori che vibrano in relazione all’intensità e alla frequenza del suono, l’utilizzatore può percepire le onde sonore propagarsi sul suo corpo. Dunque, di fronte a un’orchestra, si potrebbero sentire i violini sulle braccia, la batteria sulla schiena, le note basse nella parte inferiore del busto e quelle alte intorno al collo e alle clavicole.

Nuove possibilità: concerti, rave e danza per non udenti

Le persone con questa disabilità tendono generalmente a essere escluse da alcuni ambiti artistici. Ma con il passare degli anni sono state trovate delle soluzioni per rendere sempre più accessibili tali ambiti alla comunità sorda, al fine di rendere la musica per non udenti qualcosa di concreto. Alcuni esempi sono i concerti per i sordi, resi possibili dalla presenza di interpreti e traduttori che utilizzano la lingua dei segni (LIS), i quali mostrano non solo i testi delle canzoni ma, attraverso la mimica facciale e corporea, anche il ritmo e l’intenzione dei brani. Eventi estremamente inclusivi sono i rave per i sordi, nati a Londra nel 2003, durante i quali si possono avvertire le vibrazioni della musica attraverso il pavimento, grazie all’intensità dei bassi. Oltre alla musica, anche la danza non è più un limite. La Silent Beat, ad esempio, è una compagnia di ballerini sordi che si esibisce in spettacoli che collegano il suono ed il movimento del corpo attraverso la lingua dei segni e la percezione ritmica trasmessa dal palco.

L’esperienza che insegna: il caso di Evelyn Glennie

L’esempio più potente di come la sordità non sia una barriera alla musica è la percussionista di fama mondiale Dame Evelyn Glennie. Divenuta profondamente sorda all’età di 12 anni, ha imparato a percepire la musica con tutto il suo corpo. Come spiega lei stessa nel suo celebre TED Talk “How to truly listen”, lei non “sente” la musica con le orecchie, ma la percepisce attraverso i piedi, le gambe e ogni parte del suo corpo, distinguendo le diverse frequenze in diverse zone. La sua esperienza dimostra che l’ascolto è una facoltà che va ben oltre l’udito. Possiamo dunque affermare che attualmente la musica non è più solo un privilegio di alcuni, ma una possibilità per tutti.

Fonte immagine in evidenza: Freepik

Articolo aggiornato il: 12/09/2025

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