Scavi di Pompei: le nuove scoperte del 2024 che riscrivono la storia

Scavi di Pompei

Pompei continua a rivelare i suoi segreti, offrendo testimonianze straordinarie che emergono incessantemente dal suolo vulcanico. Le più recenti scoperte, concentrate nella nuova area di scavo della Regio IX, stanno cambiando la nostra comprensione della vita quotidiana, dell’arte e della struttura sociale della città antica, fermata nel tempo dall’eruzione del 79 d.C. Se fino a poco tempo fa l’attenzione era sulla Regio V, oggi è un intero nuovo quartiere a raccontare storie inedite.

Grazie a tecniche di scavo all’avanguardia, gli archeologi del Parco Archeologico di Pompei stanno portando alla luce non solo oggetti, ma interi contesti abitativi e produttivi, offrendo uno spaccato senza precedenti sugli ultimi istanti della città.

La Regio IX: un tesoro di ritrovamenti nel 2024

L’area attualmente al centro dell’attenzione mondiale è l’insula 10 della Regio IX, un quartiere che sta restituendo una sequenza impressionante di scoperte. Come sottolineato dal direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, questi ritrovamenti permettono di “scrivere nuovi capitoli della storia” grazie a un approccio che combina archeologia, tecnologia e restauro.

Tabella delle principali scoperte 2023-2024

Ecco una sintesi dei ritrovamenti più significativi che hanno caratterizzato le recenti campagne di scavo.

Scoperta Luogo e significato
Salone da banchetto nero Regio ix, insula 10. un ambiente raffinato con affreschi a tema mitologico (guerra di troia) su uno sfondo nero, pensato per conversazioni conviviali dopo il tramonto.
Affresco “antenato della pizza” Atrio di una casa. una natura morta che raffigura una focaccia (non una pizza) accanto a vino e frutta, simbolo di ospitalità e dei doni rituali.
Panificio-prigione Regio ix. un ambiente senza finestre con inferriate dove schiavi e asini erano sfruttati per macinare il grano, rivelando gli aspetti più brutali della società romana.
Disegni infantili Pareti di un cortile. schizzi a carboncino di gladiatori e cacciatori, realizzati da bambini prima dell’eruzione, che mostrano il loro immaginario e la loro esposizione alla violenza.

Il salone nero e gli eroi della guerra di Troia

La scoperta forse più spettacolare è un grande salone da banchetto con pareti dipinte di un elegante nero, pensate per far risaltare la luce delle lucerne durante i convivi serali. Sugli affreschi sono rappresentate coppie di eroi e divinità della guerra di Troia, come Elena e Paride, e Cassandra con Apollo. Questa stanza, come riportato dal Ministero della Cultura, non era solo un luogo di lusso, ma uno spazio per la riflessione sul destino e le relazioni umane.

La “pizza” di Pompei: un’incredibile natura morta

Ha fatto il giro del mondo l’immagine di un affresco che raffigura una natura morta con un vassoio d’argento su cui è posta una focaccia tonda, guarnita con frutta e spezie, accanto a una coppa di vino. Sebbene sia stata ribattezzata “l’antenata della pizza”, si tratta più propriamente di una rappresentazione dei doni ospitali (xenia) offerti agli ospiti, un genere pittorico molto diffuso nelle case pompeiane.

I disegni dei bambini: uno sguardo sull’infanzia antica

Un ritrovamento di eccezionale valore documentario sono dei semplici disegni a carboncino realizzati da bambini sulle pareti di un cortile. Rappresentano gladiatori, figure umane e animali, e offrono uno spaccato commovente sull’immaginario infantile di duemila anni fa, mostrando come anche i più piccoli fossero esposti alle scene di violenza dei giochi anfiteatrali.

Le scoperte passate: la casa del Larario nella Regio V

Anche le scoperte degli anni precedenti, come quelle del 2022 nella Casa del Larario (Regio V), continuano a fornire dati preziosi. Qui, in un’abitazione del ceto medio-basso, sono stati ritrovati oggetti di uso quotidiano e arredi “congelati” dall’eruzione, come un letto con la trama del cuscino ancora visibile e un baule con una lucerna. La tecnica dei calchi in gesso, che riempie i vuoti lasciati dalla materia organica decomposta, ha permesso di recuperare la forma di mobili e oggetti, offrendo una visione precisa degli ambienti al momento della catastrofe, come documentato sul sito ufficiale del Parco Archeologico di Pompei.

Foto in evidenza: Pixabay

Articolo aggiornato il: 12/10/2025

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