Pettinature anni ’70, fra trasgressione e creatività

Pettinature anni '70

I formidabili anni ’70. Gli anni delle svolte, del cambiamento e della creatività. Un vento nuovo solletica le mentalità, la vita e lo stile, quest’ultimo espresso attraverso mode inedite, come le tipiche pettinature anni ’70.

Pettinature anni ’70. Un’era caleidoscopica

Se gli anni ’80 incarnano i cosiddetti “anni da bere”, ovvero l’epoca in cui si respira la percezione di un benessere diffuso, pionieri ne furono in realtà gli anni ’70. Gli anni della libertà e della trasgressione, grazie anche all’eredità sessantottina, forte della carica di contestazione giovanile contro ogni pregiudizio sociale, culturale e politico.

Negli anni ’70 si assapora un’aria di rinnovamento e forte creatività. Un decennio che si costruisce una propria identità in ogni settore di vita. Tale creatività esplode nell’arte con l’emergere di nuovi movimenti come la “Pop art”, riconosciuta nella figura predominante dell’artista Andy Warhol. Sono questi gli anni della sperimentazione musicale, dalla musica pop alla techno fino a quella rock, raccogliendo l’eredità di artisti come Jimi Hendrix, ed accogliendo nuovo ed intramontabile talento, come quello urlato e venerato dei Queen. Ma gli anni ’70 vedono anche spopolare la disco music, grazie a successi hollywoodiani come La febbre del sabato sera (1977), che innesca prima negli Stati Uniti e poi in Europa la mania della discoteca, esprimendo nel ballo libertà, trasgressione e sperimentazione. Come dimenticare i fantastici successi dei Bee Gees, degli Abba e di Donna Summer!

È in questo decennio che spopolano i primi videogiochi elettronici, così come i computer e l’invenzione dei telefoni cellulari.

Anche la fede religiosa sperimenta una svolta con l’ascesa al papato di Karol Wojtyla nel 1978, primo non italiano dopo secoli e giovanissimo eletto con il nome di Giovanni Paolo II.

La politica piomba in anni bui, attraverso il sequestro di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse, in piena ascesa all’epoca, nello stesso momento in cui la mafia si arma di nuove e più implacabili organizzazioni, ma ancora troppo sottovalutata ed ignorata.

La comunicazione dei media giunge a vette altissime ed inedite, attraverso la nuova televisione a colori (che saluta il nostalgico “Carosello”) e le radio libere, che utilizzano linguaggi sempre più schietti e popolari. Tutto ciò innesca un consumismo che comincia a sortire risultati senza precedenti, dove la pubblicità imperversa, inducendo spettatori e popolazione al desiderio di soddisfacimento di bisogni secondari e all’imitazione di icone e celebrità dello spettacolo

Proprio qui si fa strada il favoloso look anni ’70, caratterizzato da stampe, fiori e disegni geometrici, prodotti su camicie e vestiti. I pantaloni rigorosamente a vita alta e a zampa d’elefante, e le ragazze impazziscono per le moderne minigonne e shorts di jeans. Le calzature femminili sono stivali o clogs, ossia scarpe con tacco tamburato, molto diffuse anche sotto le ampie gonne lunghe. Lo stile e la moda in realtà non esternano grosse differenze tra uomini e donne, perché la parità dei sessi è ampiamente sentita su tutti i fronti.

E i capelli? Quale l’hair style spopolato nel decennio più creativo e caleidoscopico del XX secolo?

Pettinature anni ’70. I cinque stili più diffusi

Biondo platino, capelli cotonati con effetto spettinato segnano il passaggio da tipi di taglio per così dire regolare a quello asimmetrico. Il casual imperversa e la parola d’ordine è “spettinato”. Ma vediamo quali i tagli e le pettinature anni ’70 in voga!

Cominciamo dall’acconciaturaafro”. Diffusasi a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, tale taglio comincia ad essere esibito da artisti afroamericani. I primi a mostrarla sono il chitarrista Jimi Hendrix e poi Diana Ross e Donna Summer. I capelli sono molto ricci, e per rendere la capigliatura ulteriormente voluminosa occorre l’uso di ferri che consentano l’allungamento della spirale dei ricci. Tale pettinatura, anticonvenzionale all’epoca, ritorna con una certa frequenza anche all’interno delle prime discoteche e l’abbinamento afro e disco music diviene una costante.

È la volta del “brushing”, l’hair style super vaporoso, con riga in mezzo e punte dei capelli fonate all’insù. Tale il look proposto da Farrah Fawcett, la celebre protagonista della prima stagione di Charlie’s Angels. “Volume” è la parola d’ordine! Il taglio presuppone capelli già abbastanza lunghi. Bisogna poi scalarli, e con l’aiuto di ferro arricciacapelli o bigodini si creano boccoloni, il tutto fissato poi con spray volumizzante.

E le “trecce”? Niente affatto un’esclusiva per ragazzine! Simbolo di quella gioventù che con coraggio e tenacia avrebbe potuto cambiare il mondo! La loro composizione può essere molto semplice o anche articolata, ma generalmente consiste nel dividere i capelli in due parti uguali, con la riga al centro, intrecciandoli accuratamente per lato e magari lasciando libere alcune ciocche e la frangetta, come ad equilibrare la composizione. Le trecce, una volta composte, possono anche essere unite tra loro, davanti o indietro, così da formare nuove creazioni.

Tra il look afro e quello brushing voluminoso, le ragazze degli anni ’70 prediligono anche acconciature più sobrie e semplici, in particolare lo stile hippie con fascia. Un look nato dalla filosofia di vita imperante tra i giovani sessantottini, figli della rivoluzione, in occasione di festival come quello di Woodstock. I capelli sono lisci, privi di accorgimenti ed orpelli, fissati solo da una fascetta posta intorno al capo, passando per la fronte. In alternativa vengono applicati anche accessori floreali, lasciando sempre i capelli sciolti.

E concludiamo la rassegna delle favolose pettinature anni ’70 con il taglio “shag”, sfoggiato dall’attrice Jane Fonda, impegnata non solo come star di Hollywood, ma anche capofila del movimento pacifista contro la Guerra del Vietnam. La sua acconciatura si presenta come quella tra le più originali del momento: un taglio apparentemente poco curato ed ispido, oggi diremmo “effetto spettinato”, noto come “shaggy”. Un look unisex, che parte da una scalatura di capelli lunghi con frangia corposa. Una pettinatura molto semplice da sfoggiare, ma la semplicità impera in questo decennio, pur vestendosi di particolarità.

Che siano ricci, lisci, voluminosi, scalati o raccolti in trecce e fascette, i capelli, così come lo stile in generale d’abbigliamento e filosofia, trasudano fascino ed originalità negli anni della creatività e della trasgressione, i formidabili anni ’70 di cui oggi ancora raccogliamo ed apprezziamo l’eredità.

 

Foto di: Style Girl

fonte: http://stylegirl.it/2016/12/07/pettinature-anni-70-il-trend-vintage-torna-di-moda/

A proposito di Emilia Cirillo

Mi chiamo Emilia Cirillo. Ventisettenne napoletana, ma attualmente domiciliata a Mantova per esigenze lavorative. Dal marzo 2015 sono infatti impegnata (con contratti a tempo determinato) come Assistente Amministrativa, in base alle convocazioni effettuate dalle scuole della provincia. Il mio percorso di studi ha un’impronta decisamente umanistica. Diplomata nell’a.s. 2008/2009 presso il Liceo Socio-Psico-Pedagogico “Pitagora” di Torre Annunziata (NA). Ho conseguito poi la Laurea Triennale in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” nel luglio 2014. In età adolescenziale, nel corso della formazione liceale, ha cominciato a farsi strada in me un crescente interesse per la scrittura, che in quel periodo ha trovato espressione in una brevissima collaborazione al quotidiano “Il Sottosopra” e nella partecipazione alla stesura di articoli per il Giornalino d’Istituto. Ma la prima concreta possibilità di dar voce alle mie idee, opinioni ed emozioni mi è stata offerta due anni fa (novembre 2015) da un periodico dell’Oltrepo mantovano “Album”. Questa collaborazione continua tutt’oggi con articoli pubblicati mensilmente nella sezione “Rubriche”. Gli argomenti da me trattati sono vari e dettati da una calda propensione per la cultura e l’arte soprattutto – espressa nelle sue più soavi e magiche forme della Musica, Danza e Cinema -, e da un’intima introspezione nel trattare determinate tematiche. La seconda (non per importanza) passione è la Danza, studiata e praticata assiduamente per quindici anni, negli stili di danza classica, moderna e contemporanea. Da qui deriva l’amore per la Musica, che, ovunque mi trovi ad ascoltarla (per caso o non), non lascia tregua al cuore e al corpo. Adoro, dunque, l’Opera e il Balletto: quando possibile, colgo l’occasione di seguire qualche famoso Repertorio presso il Teatro San Carlo di Napoli. Ho un’indole fortemente romantica e creativa. Mi ritengo testarda, ma determinata, soprattutto se si tratta di lottare per realizzare i miei sogni e, in generale, ciò in cui credo. Tra i miei vivi interessi si inserisce la possibilità di viaggiare, per conoscere culture e tradizioni sempre nuove e godere dell’estasiante spettacolo dei paesaggi osservati. Dopo la Laurea ho anche frequentato a Napoli un corso finanziato da FormaTemp come “Addetto all’organizzazione di Eventi”. In definitiva, tutto ciò che appartiene all’universo dell’arte e della cultura e alla sfera della creatività e del romanticismo, aggiunge un tassello al mio percorso di crescita e dona gioia e soddisfazione pura alla mia anima. Contentissima di essere stata accolta per collaborare alla Redazione “Eroica Fenice”, spero di poter e saper esserne all’altezza. Spero ancora che un giorno questa passione per la scrittura possa trovare concretezza in ambito propriamente professionale. Intanto Grazie per la possibilità offertami.

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