Pittura di genere, le 3 opere più belle

Pittura di genere, 3 opere più belle

La pittura di genere, raffigurante scene comuni di vita quotidiana come mercati, attività domestiche e celebrazioni, ha da sempre catturato la realtà attraverso la tela. In passato questa forma d’arte era considerata meno importante rispetto alla pittura religiosa e storica, non equiparabile nemmeno alla ritrattistica.

I grandi mecenati mostravano scarso interesse per queste opere di dimensioni ridotte, ma trovarono invece apprezzamento e diffusione tra la borghesia e i mercanti. Non è casuale che i primi maestri di queste scene si siano affermati nei Paesi Bassi, dove il commercio era fiorente: artisti come Pieter Brueghel il Vecchio, Adriaen e Isaac van Ostade, Aelbert Cuyp e Pieter De Hooch sono celebri per le loro opere incentrate sulla vita quotidiana olandese.

In Italia, tra i precursori della pittura di genere, si annoverano Vincenzo Campi di Cremona e Bartolomeo Passerotti di Bologna, vere e proprie fonti di ispirazione per Annibale Carracci. Nel Settecento, spiccarono anche i veneti Gabriele Bella e Pietro Longhi, mentre nell’Ottocento emersero figure come il veneziano Antonio Rotta e Vincenzo Petrocelli.

Vediamo di seguito quali sono le 3 opere più belle della pittura di genere.

  1. Il Mangiafagioli, Annibale Carracci

Il Mangiafagioli è un dipinto realizzato da Annibale Carracci tra il 1584 e il 1585 ed è considerato uno dei suoi dipinti più famosi della pittura di genere. Attualmente, è conservato nella galleria di Palazzo Colonna a Roma. Quest’opera mostra similitudini stilistiche e formali con altri dipinti di Carracci incentrati sulla vita quotidiana, come le sue rappresentazioni di macellerie, ma si distingue nettamente per il significato complessivo. Si ritiene che il Mangiafagioli sia influenzato dai lavori precedenti di Passerotti, che potrebbe aver brevemente insegnato ad Annibale o comunque essere stato uno dei pittori bolognesi che Carracci guardava con particolare attenzione.

Tuttavia, nonostante le somiglianze con alcune opere della pittura di genere, Annibale introduce un’innovazione significativa. Il suo dipinto non addolcisce il tema: anche il suo contadino è rappresentato mentre consuma un umile pasto. Tuttavia, a differenza delle opere quasi contemporanee come la “Grande Macelleria”, in questo dipinto non vi è alcuna deformazione esagerata o volgare, elementi che invece caratterizzano in modo eccessivo i personaggi soliti della pittura di genere. Queste rappresentazioni, infatti talvolta mostrano scene sessuali e comportamenti volgari. Il dipinto di Annibale, invece, restituisce la scena della vita quotidiana come realmente appariva. Anche l’atteggiamento del contadino è notevolmente diverso: mentre solitamente i personaggi cercano esplicitamente di attirare l’attenzione dell’osservatore e di impressionarlo, in questo caso il contadino sembra invece essere sorpreso dalla presenza dell’osservatore.

  1. Macelleria, Bartolomeo Passerotti

Il dipinto della Macelleria fu realizzato intorno al 1580 dal pittore bolognese Bartolomeo Passerotti ed è conservato nella Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini. Abituato a dipingere scatti di vita quotidiana e momenti tipici della gente comune, l’artista qui ci presenta una scena di vita quotidiana all’interno di un negozio di alimentari. È un ritratto di mercanti all’interno di un negozio che celebra sia il gusto nel senso del palato sia il divertimento e un tocco di ironia. Passerotti, infatti, tipico della pittura di genere, ci trasporta all’interno di un negozio ben fornito, pieno di varie tipologie di carne, dalla selvaggina agli animali domestici, mettendoci davanti al bancone come se fossimo clienti pronti a scegliere tra i pezzi esposti dai due macellai. Uno dei due uomini, quello alla nostra sinistra, tiene in mano la testa di un cinghiale con un coltello, pronto a tagliare la carne dell’animale; ci sorride con astuzia, anche se il suo leggero strabismo sembra attenuare la sua intelligenza, suscitando in noi un sorriso benevolo. L’altro uomo, quello alla nostra destra, fieramente mostra un pezzo di carne bovina con entrambe le mani, appoggiando un gomito sul bancone. Tuttavia, il suo orgoglio nel presentare i prodotti del suo negozio viene mitigato dal suo sorriso privo di denti, suscitando in noi un senso di divertita compassione.

  1. Danza dei contadini, Pieter Bruegel il Vecchio

La Danza dei contadini è un dipinto realizzato da Pieter Bruegel il Vecchio nel 1568 ed è conservato nel Kunsthistorisches Museum di Vienna. Il tema del ballo dei contadini viene esplorato con una grande profondità rispetto a come avviene solitamente nella pittura genere: l’artista preferisce focalizzarsi su grandi personaggi nel primo piano piuttosto che sul brulicare di molte figure. In questa scena, divisa in due parti, a sinistra c’è una tavola imbandita con il suonatore di zampogna e un suo amico che gli offre il vino; a destra, una coppia partecipa alla danza, raffigurata con qualche elemento grottesco nelle espressioni e con grande attenzione ai dettagli, come la piccola borsa della donna che pende con le chiavi o il cucchiaio infilato nel berretto dell’uomo, segno della sua preparazione per il banchetto. In primo piano a destra, una ragazza sta insegnando a ballare a una bambina: le loro dimensioni non corrispondono a quelle del robusto suonatore che sta dietro di loro, ma sono descritte con grande precisione e profondità psicologica. Al tavolo, alcuni personaggi sembrano alterati dall’alcol, un uomo sembra respingere l’abbraccio di una donna alle sue spalle e un mendicante si avvicina per chiedere l’elemosina, ma viene cacciato bruscamente dall’uomo principale al tavolo. Dietro di loro, una coppia si scambia un bacio.

Fonte immagine: Wikipedia

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