Role model per ragazzi: il vuoto nell’intrattenimento

role models

Oggi, nel panorama dell’intrattenimento per preadolescenti, vengono a mancare dei role model narrativi adeguati: personaggi di serie tv, film e cartoni a cui i ragazzi potevano ispirarsi. Si tratta di un vuoto che ci dice molto su come raccontiamo, o non raccontiamo più, il passaggio decisivo verso la vita adulta.

Confronto Generazionale: L’offerta di intrattenimento preadolescenziale

Periodo / Contesto Titoli e Riferimenti (Dal Testo) Caratteristiche del Modello
Anni 2000 (Disney Channel/TV) Hannah Montana, Zoey 101, Il mondo di Patty, Kim Possible, Winx Club Mondi su misura, crescita graduale, outfit adeguati all’età, problemi scolastici e primi amori genuini.
Oggi (Streaming/Social) L’estate nei tuoi occhi, After, Dalla mia finestra, Influencer TikTok Salto verso l’età adulta, ipersessualizzazione, emulazione di ventenni (skin care, micro-dress), temi espliciti.

 

Un tempo i pre-adolescenti avevano mondi narrativi costruiti su misura per loro. Compiti e interrogazioni, primi amori genuini, piccoli disastri quotidiani; erano queste le storie che serie tv e film mettevano in scena per accompagnare i giovani spettatori in una delle fasi più delicate della crescita. Oggi, invece, tutto questo sembra essere scomparso dagli schermi. I ragazzini passano dai cartoni animati direttamente all’universo adulto dei teen drama, saltando un passaggio intermedio fondamentale. Si tratta di un vero e proprio vuoto tematico, che non riguarda solo la tv, ma che si proietta anche nello stile, nei comportamenti e nell’immaginario collettivo delle nuove generazioni. Non è solo nostalgia per quei pomeriggi passati davanti alla televisione ad aspettare l’inizio della serie del cuore; la questione è più significativa di così. Ciò che manca davvero sono “role model narrativi” adeguati, figure e storie pensate per accompagnare i ragazzi nella fase di passaggio tra l’infanzia e l’adolescenza. Un vuoto che pesa più di quanto sembri.

Anni 2000 vs Oggi: evoluzione dei role model nelle serie TV

Negli anni 2000 l’offerta televisiva era ricca e mirata. I cartoni animati raccontavano di protagonisti che, tra giornate a scuola e pomeriggi di divertimento, vivevano anche avventure fuori dall’ordinario. Serie animate come Kim Possible, I fanta genitori o Winx Club erano certamente cariche di elementi spettacolari e fantasy, ma non si limitavano a mostrare la vita di fate, streghe, folletti o spie: Kim era una studentessa oltre che una spia sotto copertura, Timmy un bambino comune alle prese con i tipici problemi dell’infanzia – anche se spesso risolti grazie a due “fanta-genitori” magici. Si tratta di storie in cui i ragazzi potevano riconoscersi in qualità di: figli, amici, compagni di scuola, per via di difficoltà e situazioni vicine alla loro esperienza quotidiana. Oggi, sul fronte cartoni per bambini, la situazione appare sostanzialmente invariata – se non per il fatto che il 3D e la digitalizzazione hanno trasformato completamente la qualità visiva del prodotto, facendo perdere, per alcuni, quella ‘autenticità che solo il 2D sapeva restituire. L’intrattenimento destinato ai più piccoli resta comunque coerente con i codici linguistici e comportamentali adeguati per quel pubblico. 

Il problema subentra con il segmento televisivo intermedio. In passato, i ragazzi tra gli 8 ai 12 anni, potevano contare su spazi narrativi pensati appositamente per loro. Chi potrebbe mai dimenticare Disney Channel? Quelli erano mondi sicuri, role model con trame e protagonisti pensati per accompagnare il pubblico in quella delicata fase di passaggio tra l’infanzia e l’adolescenza. Avevamo:

  • Il mondo di Patty, con le sue treccine e i fiocchi colorati, i drammi scolastici e il primo amore per Matias; temi raccontati con leggerezza e genuinità, ma sempre animati dall’intento di lasciare sullo sfondo un messaggio di crescita.
  • Zac e Cody al Grand Hotel, che trasformava la quotidianità di due gemelli in un albergo in una serie infinita di gag divertenti.
  • Zoey 101, ambientata in un college pieno di prime cotte, rivalità e amicizie, tutto però a misura di pre-adolscente.

Pensiamo, infine, ad una delle serie più iconiche degli anni 2000: Hannah Montana, con la sua protagonista Miley Stewart, divisa tra la vita da ragazza qualunque e quella da popstar. La stylist della serie, non a caso, ha raccontato come in quegli anni di girato delle puntate, ci fosse stata una particolare attenzione nella scelta degli outfit di Miley: ogni look era pensato per essere riconoscibile e aspirazionale, ma comunque adatto ad un pubblico giovane. L’obiettivo era chiaro: prendere le distanze dal modello di stile allora dominante di Britney Spears e Paris Hilton, simboli di ipersessualizzazione e di un glamour adulto. La scelta fu strategica: gli abiti di Hanna offrivano alle ragazze un modello alternativo, capace di ispirare senza precorrere i tempi della loro età.

 

 

Hanna Montana e la sua amica Lilly (IMDb)

Insomma, tutte queste serie avevano una caratteristica chiave in comune: erano pensate per chi stava crescendo. Mostravano che si poteva essere spensierati ma anche insicuri, goffi, imperfetti; che si poteva sbagliare, ma anche imparare a migliorare. Quella era la normalità dei dodicenni. Oggi, invece, quello spazio sembra sparito. I palinsesti e le piattaforme offrono cartoni per i bambini e serie young adult per i più grandi, lasciando scoperta la fascia dei preadolescenti. Sia la TV, sia le piattaforme di streaming hanno capito che è economicamente più vantaggioso concentrarsi su un target adulto.

Titoli come L’estate nei tuoi occhi (The Summer I Turned Pretty) hanno protagonisti che interpretano adolescenti, ma i loro intrecci amorosi e drammi familiari parlano ad un pubblico più grande. Film come After o Dalla mia finestra (Through My Window)  narrano di relazioni complicate, intense e cariche di frame sessualmente espliciti, che attraggono per il loro fascino da adulti, ma risultano lontanissime dall’esperienza reale di chi va ancora alle scuole medie.

L’impatto dei Social Media e l’assenza di modelli intermedi

Il vuoto di role model narrativi non si ferma allo schermo di una tv, ma si proietta oltre. Lo vediamo nell’abbigliamento e nell’uso dei social. Quella che si sta verificando è un’accelerazione dell’età percepita, con preadolescenti che si preoccupano di make-up e skin care. Sempre più spesso i ragazzi indossano capi copiati dagli influencer ventenni, imitano pose e stili da Instagram e TikTok, assumono comportamenti che sembrano voler saltare l’età che vivono

Senza storie e role model intermedi, i pre-adolescenti perdono uno specchio in cui riconoscersi. Gli outfit colorati di Zoey Brooks, lasciano il posto a micro-dress e a colori neutri. Le acconciature improbabili di Hannah Montana, diventano pettinature studiate, precise e replicate alla perfezione grazie ad un video-tutorial da 1 milione di like. Tutti quei dettagli che invogliavano a sperimentare la propria identità senza sembrare “mini adulti”, vengono cancellati. Il risultato è un salto troppo brusco che spinge i giovani a misurarsi con modelli inarrivabili e inadatti alla loro età.

Locandina promozionale del film “After” (MyMovies)
Locandina promozionale del film “Dalla mia finestra” (Movieplayer)

La necessità di nuovi spazi narrativi sicuri per preadolescenti

Certo, si potrebbe dire che oggi i ragazzi hanno altri strumenti per intrattenersi, che i social hanno sostituito la televisione. Ma davvero un influencer che parla di moda, fitness o relazioni amorose può oscurare del tutto l’entusiasmo del guardare una serie che racconta la quotidianità a scuola, le prime amicizie, i primi sogni? Forse non serve tornare alle sitcom zuccherose e ingenue degli anni 2000 – e probabilmente non funzionerebbe neppure – ma sicuramente ripensare a spazi narrativi sicuri e role model adeguati diventa essenziale per non lasciare in sospeso un pezzo importante di crescita. C’è bisogno di storie che sappiano restituire ai ragazzi l’idea che crescere è un processo graduale, non un salto nel vuoto.

Fonte immagini dell’articolo “Role model per ragazzi: il vuoto nell’intrattenimento”: locandina promozionale logo DisneyChannel. 

Articolo aggiornato il: 02/02/2026

Altri articoli da non perdere
Saghe di successo: 4 serie di libri che sono diventate fenomeni mondial
Saghe di successo, da Harry Potter ad Hunger Games

Molti libri per ragazzi si sono trasformati in vere e proprie saghe di successo. Scrittrici come J.K. Rowling o Suzanne Scopri di più

Chiese da visitare a Bruxelles: le 5 migliori
Chiese da visitare a Bruxelles: le 5 migliori

Le chiese da visitare a Bruxelles, capitale del Belgio, sono tante. La città è ricca di edifici religiosi, le quali Scopri di più

Francescani e domenicani: le differenze tra gli ordini mendicanti
ordini religiosi

A partire dall’XI secolo, gli ordini religiosi mendicanti sorsero come una risposta dinamica e radicata nel popolo ai movimenti ereticali. Scopri di più

Chi era Pietro il Grande: vita e riforme dello zar di Russia
Chi era Pietro il Grande: vita e riforme dello zar di Russia

La figura di Pietro il Grande, nato Pëtr Alekseevič Romanov, è indissolubilmente legata alla trasformazione della Russia. Durante il suo Scopri di più

Concilio di Nicea, cosa si stabilisce e perché viene convocato
Concilio di Nicea

Nel 325 d.C. si tenne in Asia minore il primo concilio ecumenico della storia della Chiesa: il Concilio di Nicea, Scopri di più

Santa Lucia: la storia, le tradizioni e i festeggiamenti del 13 dicembre
Santa Lucia

Santa Lucia: la storia, le tradizioni e i festeggiamenti del 13 dicembre Il 13 dicembre si celebra Santa Lucia, una Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Chiara Primavera

Vedi tutti gli articoli di Chiara Primavera

Commenta