La storia di John Wayne Gacy, anche soprannominato killer clown a causa del suo lavoro, ossia intrattenere i bambini alle feste, dove indossava il suo vestito da clown e si faceva chiamare ‘Pogo il clown’, sconvolse l’America intera negli anni ‘70. Dietro quella maschera gioiosa da clown non si nascondeva un uomo scherzoso che faceva semplicemente divertire i bambini, ma un vero e proprio psicopatico che nel corso della sua vita ha rapito, ucciso, torturato e sodomizzato tantissimi adolescenti, tutti di sesso maschile.
La storia di John Wayne Gacy: le origini e la giovinezza
Chicago, Illinois, 1942. Egli nasce il 17 marzo da Marion Elaine Robinson e Stanley Wayne Gacy. Quest’ultimo era un alcolizzato che torturava fisicamente e psicologicamente il piccolo John per il fatto che fosse obeso: ad esempio, all’età di 4 anni, venne picchiato a lungo dal padre con una cinghia di cuoio semplicemente perché aveva smontato involontariamente pezzi di un motore di un’automobile al quale il padre stava lavorando. Questo portò John a richiedere costantemente l’approvazione del padre, che raramente riusciva ad ottenere. Non fu solo la figura paterna a creargli dei traumi, ma anche un amico di famiglia che all’età di nove anni lo molestò sessualmente. Tutto ciò incise molto sulla sua psiche. Negli anni ‘60, Gacy iniziò a manifestare il suo orientamento sessuale fino ad allora represso, avendo le sue prime esperienze con altri uomini. Ma, nonostante tutto ciò, si sposò con una donna ed ebbe ben tre figli.
Pogo il clown

Il suo primo reato risale al 1967. Egli attirò il quindicenne Donald Vorhees Jr., convincendolo ad andare a casa sua e costringendolo ad avere dei rapporti sessuali con lui. Un anno dopo, il ragazzino raccontò tutto al padre, il quale si recò immediatamente alla polizia. Gacy venne arrestato con l’accusa di molestie sessuali e sodomia, e, sempre nello stesso anno, durante il processo, venne dichiarato colpevole e condannato a dieci anni di carcere, durante il quale si mostrò essere un detenuto modello. Infatti, dopo solo diciotto mesi venne liberato e scontò solo dodici mesi di libertà condizionata. Negli anni ‘70, si unì al “Jolly Joker Clown Club”, un gruppo i cui membri si recavano negli ospedali, vestiti da clown, per far divertire i bambini malati. Così, Gacy creò il suo famigerato personaggio di ‘Pogo il clown’, disegnando e creando da solo il costume ed il trucco. Ed è proprio da qui che partirono la serie di omicidi: la sua prima vittima fu il quindicenne Timothy Jack McCoy. Gacy convinse il ragazzino a fare un giro per la città di Chicago e successivamente lo portò a casa sua, promettendogli che il giorno dopo lo avrebbe portato alla fermata dell’autobus per ritornare a casa. Ma, il giorno dopo, il ragazzo, intento a preparare la colazione, entrò in camera di Gacy con un coltello, quest’ultimo si spaventò e riuscì a disarmarlo, per poi ucciderlo con ripetute coltellate al petto. Egli nascose il corpo di Timothy in cantina, così come i corpi di tutte le altre vittime, che in totale furono trentatré. Il modus operandi fu lo stesso per tutti gli omicidi: attirare le vittime a sé, offrendogli un passaggio ad esempio, per poi convincerli ad andare a casa sua e, una volta lì, abusare violentemente di loro, dopodiché, ucciderli e nascondere i loro corpi nelle fondamenta della sua stessa casa, in cantina, oppure in cortile, mettendoli solitamente l’uno accanto all’altro.
La macabra scoperta e l’arresto
Nel dicembre del 1978, un quindicenne di nome Robert Piest scomparve dal luogo di lavoro, una farmacia della città di Chicago. Però Piest, fortunatamente, prima di sparire, aveva raccontato ad amici e familiari che aveva conosciuto il titolare dell’impresa edile PDM Contractors, il quale gli avrebbe offerto un posto nella sua ditta, e, per questo, i due si misero d’accordo per incontrarsi. Il proprietario era proprio John Wayne Gacy. Fu così che la polizia iniziò ad indagare su di lui, e, finalmente, sempre nel mese di dicembre, gli agenti si recarono presso la casa di Gacy, in cui subito sentirono un forte odore simile a quello dei corpi in putrefazione provenire da una presa di aria calda del sistema di riscaldamento interno. Ed è qui che vi fu la macabra scoperta. Il killer venne finalmente arrestato, tentò invano di invocare l’infermità mentale, inventandosi un alter ego fittizio dal nome di Jack, non convincendo gli psichiatri del carcere, i quali affermavano che fosse uno psicopatico che non mostrava il minimo rimorso per i crimini commessi, giudicandolo in grado di intendere e volere. Egli venne riconosciuto colpevole di omicidio plurimo e condannato a morte, rimanendo per quattordici anni nel braccio della morte del Menard Correctional Center di Chester, in Illinois, all’interno del quale Gacy iniziò a dipingere, ed i soggetti dei suoi quadri erano proprio figure di clown. Venne giustiziato il 10 maggio 1984 tramite iniezione letale.
La storia di John Wayne Gacy: l’impatto culturale
Per l’efferatezza e la violenza che caratterizzano i suoi crimini, la storia di John Wayne Gacy è divenuta nota in tutto il mondo, divenendo probabilmente il serial killer più conosciuto degli Stati Uniti e contribuendo ad alimentare la paura del cosiddetto ‘pagliaccio malefico’, il quale, a differenza del pagliaccio tradizionale, comico e buffo, si contraddistingue per il suo essere inquietante e dal carattere pericoloso, associandolo al mondo dell’horror. La figura di Gacy è quindi divenuta celebre all’interno della cultura di massa, ispirando artisti e registi nella creazione dei loro contenuti, ad esempio:
- Nel 2022 esce su Netflix il documentario “Conversazioni con un killer: il caso Gacy”, in cui viene raccontata proprio la sua biografia, attraverso testimonianze di persone che lo hanno conosciuto.
- Nel 2024 esce il film “Gacy: serial killer next door”, basato sulla vera storia del killer.
- Nella quarta stagione della serie American Horror Story, chiamata Freak Show, vi è un personaggio chiamato Twisty, il quale è un serial killer vestito da pagliaccio che è stato accusato di aver molestato dei bambini e, per questo, tenta il suicidio. A causa di questo tragico evento, metà del suo volto rimarrà sfigurato, motivo per il quale indossa sempre una maschera sulla parte inferiore del volto, che nasconde la deformazione. Tutto ciò ci ricorda la storia di John Wayne Gacy. Inoltre, sempre all’interno della stessa serie, nella quinta stagione, Hotel, vediamo proprio un attore, John Caroll Lynch, che interpreta Gacy il quale fa visita al Cecil Hotel, in cui è ambientata la vicenda.
- Nella celebre miniserie del 2022 “Dahmer – Mostro: la storia di Jeffrey Dahmer”, Gacy, interpretato da Dominic Burgess, fa un cameo nell’ultimo episodio.
Fonte immagine in evidenza: Wikipedia, Des Moines Police Department

