Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Cosa vedere in Sicilia

Cosa vedere in Sicilia: ti racconto il mio viaggio!

Piccola guida su cosa vedere in Sicilia.

Il mio viaggio nella meravigliosa Sicilia inizia dal porto di Villa San Giovanni: all’andata, lo scalo calabrese è sinonimo di felicità per essere quasi a destinazione, qualunque sia la meta prescelta. Per una strana suggestione gastronomica, già all’imbarco dei traghetti inizio a percepire odore di arancini e mi chiedo come mai sia possibile, visto che l’aria è maleodorante di gas di scarico provenienti da auto, moto e camion in fila sulla banchina in attesa di sistemarsi nella stiva del Caronte. Sarà perché da qui la Sicilia appare vicinissima, sarà perché la voglia di ritornarci è tanta, ma già mi sento immersa nel clima siculo anche se sono ancora fisicamente in un’altra regione.

L’odore reale degli arancini si materializza in tutta la sua prorompente golosità proprio nel traghetto, dove il tipico timballo di riso fritto mi dà il benvenuto in Sicilia svettando orgoglioso tra gli altri magnifici rustici alle melanzane riposti sapientemente all’interno della vetrina del bar.

Cosa vedere in Sicilia, l’isola piena di storia e tradizione

Quanta bellezza la Sicilia! Odori, sapori e colori si impadroniscono prepotentemente della mia mente rimanendovi impressi senza saziarla mai. Della vegetazione e delle bellezze naturali mi colpiscono le enormi piante di fico, le bouganvilles dai colori accesi che si arrampicano persino alle strutture dei caselli autostradali; le Gole dell’Alcantara, dove sembra essere a metà tra una scenografia di cartapesta e un film di Indiana Jones. Ma ecco l’incanto del Teatro greco di Taormina con quello scorcio che offre una visione a 180 gradi sull’Etna maestoso, il mare blu e la bellezza del paese a strapiombo sul mare. Come dimenticare lo straordinario colore del centro storico di Siracusa al tramonto, la suggestiva ovovia di Erice dalla quale si scorgono le Egadi, il colore del mare di S. Vito lo Capo e della Riserva dello Zingaro, che varia dal celeste al turchese, al verde acqua al blu profondo a seconda della intensità della luce e della profondità dei fondali.

Dalla bellezza al dolore. Autostrada Palermo-Trapani, svincolo di Capaci. Alla mia destra scorgo un monumento che ricorda che in quel preciso punto dell’asfalto sono saltati in aria Giovanni Falcone e la sua scorta. Percorrendo quella strada affacciata sul mare, lungo la quale si intravede l’Isola delle Femmine e ai cui margini ora sorgono centri commerciali, cementifici e negozi all’ingrosso, la mente torna a quel pomeriggio del 1992 e a quelle immagini del tg che ritraevano quella stessa autostrada come fosse uno scenario di guerra: lamiere delle auto di falcone aggrovigliate tra loro, corpi ricoperti da teli bianchi e poliziotti increduli di fronte a quello spettacolo indicibile. Mentre ci passo letteralmente sopra, provo rabbia, vergogna, schifo e resto zitta in auto per mezz’ora mentre il sangue mi si gela nelle vene.

Ad ogni modo, il tempo per visitare la Sicilia è sempre troppo poco. Se all’andata l’imbarcadero di Villa S. Giovanni ha rappresentato il felice tramite per approdare nella agognata Sicilia bedda, al ritorno è un triste spartiacque tra il suo dolce ricordo e l’amaro rientro in città.

Ora so con certezza che dopo aver mangiato un gelato siciliano, niente sarà più come prima. E nemmeno dopo aver assaggiato un arancino: quando me ne propongono uno come antipasto in una seppur ottima pizzeria, sembra una banale, piccola e vuota palla di riso a confronto con quel promontorio di riso stracolmo di ingredienti vari che solo in Sicilia sanno fare, non ce n’è per nessuno. Il cannolo e la sua cremosa ricotta saranno solo un ricordo lontano, come il sapore dolcissimo delle arance e la morbidezza della brioche (con gelato) sarà solo un ologramma proiettato nella mia mente nostalgica.

Ora so con altrettanta certezza che è inutile comprare caramelline al gusto “agrumi di Sicilia”, leggere “Gli zii di Sicilia” di Sciascia o mangiare un gelato a stecco confezionato per illudermi di potermi inebriare ancora della mia amata isola perché lei è purtroppo lontana da qui, circondata dal mare turchese, inondata dai suoi golosi profumi, animata dalla sua fantastica gente, immersa nella sua bellezza amara ed eterna.

Ora che sai cosa vedere in Sicilia, non ti resta che partire!