L’Accademia dello Spettacolo si esibisce alla Reggia di Portici

Accademia dello Spettacolo. Ensemble Fiore di Loto. Foto: Massimiliano Pappa

L’Accademia dello Spettacolo diretta da Irma Cardano e Virginia Vincenti,  eccellenza nella formazione artistica da oltre quarant’anni, ha presentato una serata di danza nella suggestiva cornice del Galoppatoio della Reggia di Portici

L’evento del 5 Gennaio 2026,  con il patrocinio del comune di Portici e della città metropolitana di Napoli, è inserito negli spettacoli di Natale del comune di Portici e grazie al sindaco Enzo Cuomo ha permesso a giovani talenti di esibirsi nel proprio territorio.  La serata, articolatasi in due parti, ha visto  protagonista la compagnia giovanile dell’Accademia dello Spettacolo ed è stata ulteriormente impreziosita dalla presenza di ospiti d’eccezione: gli Étoiles del Teatro di San Carlo Salvatore Manzo e Claudia D’Antonio, insieme ai danzatori professionisti Carmine Olivazzi e Sonia Di Sarno.

L’Accademia dello Spettacolo danza una suite dal Don Chisciotte 

La ricchezza tematica dell’opera letteraria di Miguel de Cervantes ha reso Don Chisciotte una fonte inesauribile di adattamenti, tra cui spicca il linguaggio coreutico. Il balletto, affermatosi nella seconda metà dell’Ottocento con musiche di Ludwing Minkus e coreografie originali di Marius Petipa, opera una selezione significativa del materiale originale. Se la scrittura di Cervantes si concentra sulla figura del cavaliere errante, mettendo in luce il conflitto tra ideale e reale, il balletto attinge maggiormente alla tematica amorosa. Don Chisciotte, attraverso l’opera letteraria, si manifesta come  simbolo di tensione umana verso un mondo più giusto. L’ambiguità dell’opera risiede anche in questo carattere del personaggio: al contempo folle e lucido, ridicolo e tragico. L’aspetto comico, infatti, è portato in scena dal balletto ritraendo Sancho Panza– che nell’opera incarna il principio di buon senso e pragmatismo- e Don Chisciotte come cornice narrativa, qui interpretati rispettivamente da Laura Zaccaria e Daniele Arfe. Il centro del balletto ruota attorno alla vicenda amorosa di Kitri e Basilio, qui gli Étoiles Claudia D’Antonio e Salvatore Manzo, che hanno danzato magistralmente il Grand Pas De Deux con Entrée, Adagio e Coda, intervallati dalle rispettive variazioni femminile e maschile. Il loro amore è sin dall’inizio ostacolato dal padre di lei ma non cede alle peripezie, alla battaglia contro i mulini a vento e al “Regno delle Driadi”. Se Don Chisciotte si scaglia contro un ideale, i due protagonisti vivono invece un amore reale che è più forte degli ostacoli e più audace delle sfide a cui sono sottoposti: alla fine, infatti, trionfa.

L'Accademia dello Spettacolo porta in scena Don Chisciotte con gli étoiles del Teatro di San Carlo di Napoli
Gli étoiles Claudia D’Antonio e Salvatore Manzo. Foto: Massimiliano Pappa

L’Accademia dello Spettacolo, con la rielaborazione coreografica di Virginia Vincenti, attraverso i solisti e il corpo di ballo, porta in scena il carattere autentico del balletto, emblema di forza, energia e vitalità. Gli atti proposti vengono resi in scena con la tecnica e il ritmo giusto. In questo modo, la prima parte della serata si conclude con una coinvolgente e allegra festa popolare che racconta l’essenza di un balletto passionale, vitale e brillante.

Fiore di Loto: la danza della purezza 

La seconda parte della serata è danza contemporanea pura: lo spettacolo, ideato dalla coreografa internazionale Irma Cardano, si ispira al fiore di loto. Emblema di purezza e trasformazione, il fiore affonda le sue radici nel fango ma emerge intatto sulla superficie dell’acqua, divenendo così simbolo di chi porta avanti la propria esistenza con speranza nonostante le avversità. La danza, caratterizzata dalla delicata cifra stilistica della Cardano, riconoscibile già dalla scelta delle luci, racconta così un percorso di crescita interiore. Il movimento ha origine da gesti raccolti per svilupparsi poi in ampie e fluide aperture.  La danza manifesta la quiete iniziale che suggella poi la piena fioritura attraverso passi dinamici, decisi e consapevoli. Simbolo chiave è senza dubbio l’acqua, elemento che accompagna il fiore di loto per il suo cammino verso la luce. I corpi armoniosi, le transazioni ininterrotte e continue, rappresentano proprio il fluire dell’acqua; le braccia circolari divengono trasposizione coreografica dei petali del fiore che si schiude con delicatezza.  Le coreografie, dagli ensemble ai terzetti, al solo di Sonia Di Sarno e al duo di Carmine Olivazzi con la neolicenzianda dell’Accademia Dello Spettacolo, coinvolgono il pubblico dall’inizio alla fine. La danza pian piano si apre a salti leggeri e a momenti di sospensione che divengono espressione di equilibrio tra forza e delicatezza. Ogni gesto è guidato dal respiro, creando un dialogo armonioso tra corpo, spazio e musica.

Un momento della coreografia Fiore di Loto di Irma Cardano con le allieve dell'Accademia dello Spettacolo
Allieve dell’Accademia dello Spettacolo in “Fiore di Loto”. Foto: Massimiliano Pappa

Tra una coreografia e l’altra, lo sguardo dello spettatore è guidato verso un dettaglio apparentemente marginale ma in realtà decisivo: alcune figure- tra cui una bambina alla fine-si avvicinano al cespuglio posto al lato della scena e, in controluce, mostrano il fiore. Questo semplice gesto, che torna come segno ricorrente, non interrompe la narrazione ma la ricuce, creando un fil rouge simbolico che guida lo spettatore alla visione. Gli oggetti scenici assumono così un ruolo centrale: non sono meri elementi decorativi, bensì dispositivi narrativi che amplificano il significati che la danza già da sola trasmette. Il fiore, in controluce, diventa memoria, forse presagio e sicuramente legame tra le diverse sequenze coreografiche.

Sonia Di Sarno in "Fiore di Loto" di Irma Cardano
Sonia Di Sarno. Foto: Massimiliano Pappa

Nel finale, tutto converge in una festa collettiva e luminosa. Dopo il percorso di trasformazione e attesa, la celebrazione conclusiva sublima le sequenze precedenti: non si tratta solo di un epilogo festoso, ma di un’affermazione di fiducia. La danza si chiude su un’immagine di armonia, consegnando allo spettatore una sensazione di speranza, come se quel fiore-mostrato più volte in silenzio-lasciasse, tramite la danza, un messaggio di vera e propria rinascita.

L’Accademia dello Spettacolo, con la direzione di Irma Cardano e Virginia Vincenti e con i suoi giovani talenti, si conferma una realtà che non solo forma tecnicamente e accademicamente ma prepara artisticamente le allieve e gli allievi al mondo dello spettacolo. Il comune di Portici ha permesso la realizzazione di una serata ricca d’arte, emozione e professionalità.

L'Accademia dello Spettacolo durante i saluti finali della serata del 5 Gennaio 2026 al Galoppatoio Reale della Reggia di Portici
Accademia dello Spettacolo. Saluti finali. Foto: Massimiliano Pappa

Accademia dello Spettacolo- Centro Artistico di Portici, C.so Garibaldi,179, Portici (NA) / 081273960 

Fonte immagine di copertina e immagini presenti nel testo: Massimiliano Pappa 

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