Dopo vari articoli nel campo dell’atletica, con le interviste a Greta Donato e Valentina Vicari, rimaniamo sempre in pista intervistando questa volta Daniela Tassani. Dopo un percorso tra nuoto e pallavolo, Daniela si appassiona all’atletica leggera, sport che pratica da 13 anni, anche fuori dall’Italia. Ha vissuto per un periodo in America e in Andalusia, ora è rientrata in Italia dove si allena a Bergamo, vicino casa, e nel mentre si è laureata in Marketing, Leadership and Management, lavora poi nel mondo del branding e della comunicazione con una particolare attenzione ai social.
Chi è Daniela Tassani: carriera, studi e successi
| Dettaglio | Informazioni |
|---|---|
| Specialità atletica | Velocità (predilezione per i 200 metri) |
| Titoli vinti | Titoli italiani sui 200m (allieva e junior a Rieti) |
| Formazione | Laurea in Marketing, Leadership and Management |
| Settore lavorativo | Branding, comunicazione e social media |
| Luogo di allenamento | Bergamo (Italia) |
Indice dei contenuti
Ecco a voi l’intervista esclusiva a Daniela Tassani:
Ciao Daniela, grazie mille di averci permesso di fare quest’intervista. Fai tante gare di atletica su più distanze, dunque, tra i 200 e i 400 metri, quale distanza senti più tua e perché?
«Decisamente i 200 metri. Faccio tutte le prove di velocità, dai 60 ai 400, e partecipo sia alle staffette 4×100 che 4×400, ma la distanza in cui mi sento più “comoda” sono i 200. Non sono una sprinter che si esprime al meglio in partenza o sulle distanze brevissime, e i 400 mi riescono bene anche come naturale conseguenza dell’essere duecentista. Quindi sì, 200 metri a mani basse».
C’è un risultato o una gara disputata a cui sei particolarmente legata?
«Uno dei momenti più belli nella mia carriera atletica sono stati i titoli italiani sui 200m vinti a Rieti da allieva e junior. È la mia pista del cuore, se chiudo gli occhi posso risentire la sensazione dell’uscita di curva».
Quanto conta l’aspetto mentale nella velocità?
«Conta moltissimo. Credo però che questo valga per tutte le discipline e per tutte le situazioni in cui è richiesta una performance. Lo stato mentale che cerco di costruire è una profonda consapevolezza che andrà bene: una convinzione così solida da lasciare pochissimo spazio all’idea di non riuscire a raggiungere l’obiettivo. Quell’eventualità resta comunque lì, in modo latente, ed è proprio questo che mi dà la giusta pressione per performare al meglio».
Hai una routine pre-gara o un rituale che ti accompagna prima di scendere in pista?
«Non sono particolarmente scaramantica. A volte, però, nascono spontaneamente piccoli rituali, come usare la stessa biancheria o portare sempre le stesse cose nello zaino. Cerco comunque di non diventarne schiava: proprio per questo mi impegno a scardinare queste routine, così da non sentirmi dipendente da esse e restare libera mentalmente prima di scendere in pista».

Sei riuscita a conciliare sport e studi universitari: quanto è stato difficile?
«Lo sport mi ha insegnato a gestire meglio il tempo, a non sprecarlo e a essere più efficiente. Ho notato che le mie performance universitarie erano in linea con quelle di persone che non dedicavano allo sport lo stesso tempo che dedicavo io, e questo mi ha resa consapevole che avere meno tempo a disposizione mi stava in realtà allenando a performare meglio. È stata sicuramente una sfida incastrare allenamenti, gare, studio, raduni ed esami, ma una sfida estremamente formativa».
Che messaggio vuoi trasmettere a chi ti segue online?
«Con il mio profilo voglio trasmettere la passione per quello che faccio e mostrare, soprattutto ai ragazzi e agli atleti più giovani, che fare sport non significa rinunciare ad altri interessi. Lo sport può essere qualcosa di profondamente bello e arricchente, se si sa “sfruttarlo” e se si resta curiosi di crescere e di conoscere, dentro e fuori dalla pista».
Essere atleta e influencer è un vantaggio o una sfida?
«Direi entrambi. È un vantaggio perché sono riuscita a trasformare una passione in un lavoro. Allo stesso tempo è una sfida, perché costruendo il mio percorso in modo autonomo mi espongo inevitabilmente al giudizio degli altri e, a volte, anche ai miei stessi dubbi sul fatto di stare facendo la scelta giusta».

Quali sono i tuoi obiettivi sportivi a breve e lungo termine? Che risultati vuoi ottenere in questo 2026?
«Come sempre, l’obiettivo principale è continuare a migliorarmi. Accanto a questo, voglio continuare a fare sport con il piacere di farlo: non nel senso di prenderlo meno seriamente o fare meno, ma di lasciare spazio alla soddisfazione e alla gioia che lo sport sa dare. Per molti anni ho vissuto lo sport con una forte pressione legata alla performance, una pressione che resta e che fa parte del gioco, ma oggi voglio affiancarle la consapevolezza che lo sport è anche qualcosa di bello e leggero. Guardando al 2026, il mio obiettivo è crescere non solo dal punto di vista atletico, ma anche portare al di fuori dallo sport una mentalità resiliente, performante e orientata agli obiettivi».
Chi è Daniela Tassani fuori dall’atletica e dai social?
«Daniela è una ragazza semplice che ama passare il tempo con la sua famiglia e i suoi amici, e che divide le giornate tra lavoro e allenamento. È curiosa di sapere e di conoscere, e vive rincorsa dalla domanda “Sto aggiungendo abbastanza valore alla mia vita oggi?”».
Ancora un grande grazie a Daniela Tassani per averci dato modo di conoscerla meglio in quest’intervista. Noi di Eroica Fenice continueremo a seguirti in pista e sui social e ti auguriamo di raggiungere ogni traguardo che desideri!
Fonte immagine di copertina: foto di Giorgio Pesenti

