Federica Urgesi si racconta tra gioco, risultati ed il sogno Australian Open


Dopo aver intervistato negli scorsi mesi Arianna Zucchini e Laura Mair, torniamo con un nuovo appuntamento con il tennis femminile, intervistando in quest’occasione Federica Urgesi. Nata a Fano, un piccolo paesino delle Marche, la classe 2005 ha presto iniziato a giocare a tennis e nelle ultime settimane ha dato sfoggio del suo talento agli Internazionali di Roma dove, partita dalle prequalificazioni, ha raggiunto vincendo 5 match il tabellone principale del Master 1000 capitolino e successivamente ha raggiunto anche la finale di doppio nel torneo 125 di Parma insieme a Marta Lombardini. Andiamo perciò alla scoperta di lei, delle emozioni vissute in quest’ultimo periodo e dei suoi obiettivi futuri.

Identikit e risultati di Federica Urgesi

Caratteristica / Dato Dettagli 
Anno di nascita e provenienza 2005; Fano (Marche)
Migliori risultati recenti Tabellone principale agli Internazionali di Roma; Finale doppio al torneo 125 di Parma.
Superfici di gioco Terra rossa e cemento.
Stile e colpi principali Giocatrice completa da singolare con ottimo servizio, buon rovescio e dritto solido.
Fonti di ispirazione Flavia Pennetta, Roger Federer, Elena Rybakina.

L’inizio nel tennis e le emozioni agli Internazionali di Roma

Ciao Federica, grazie mille per averci concesso quest’intervista. La prima curiosità che mi viene in mente ti fa fare un salto indietro nel tempo: come è nato l’amore per questo sport?

La mia passione per il tennis è nata quando ero bambina ed avevo circa 6 anni, perché mia sorella giocava e, dunque, vedendo lei giocare mi sono appassionata a questo sport. Fino ai 9 anni non era l’unico sport che facevo ma poi è stato quello che ho scelto, rispetto agli altri che praticavo, perché mi piaceva e mi faceva divertire di più. E soprattutto perché ero più portata.

Nelle ultime settimane hai vissuto emozioni fortissime agli Internazionali d’Italia: cosa hai provato a giocare davanti ai tuoi parenti?

Davanti ai miei parenti avevo già giocato perché spesso quando ho fatto le prequalificazioni a Roma nelle annate passate venivano a vedermi e sostenermi, dunque, sono abituata. Averli vicino però mi ha comunque dato una spinta in più e soprattutto aver conquistato l’accesso al tabellone principale con due vittorie davanti a loro è stata una grande emozione.

Hai ottenuto vittorie importanti contro giocatrici Top 100 fino ad accedere al tabellone principale a Roma: quando realizzi di aver battuto avversarie di quel livello, cosa provi? Ti fa capire che sei pronta per salire di livello in classifica?

Nel tennis cambia tutto rapidamente, ogni settimana ed in ogni torneo bisogna adattarsi a tanti fattori. A Roma sono riuscita a giocare molto bene facendo delle vittorie nelle prequalificazioni – con ragazze magari con un ranking basso di classifica ma che fanno un ottimo tennis con cui ho fatto partite molto combattute (la prima vinta per 7-5 al terzo set, la seconda al tie-break del terzo set e la terza per 6-3/6-3 ma davvero molto lunga come partita) – e poi nelle qualificazioni contro due top 100. Aver vinto contro avversarie così in alto in classifica può essere importante per darmi consapevolezza a livello mentale.

Federica Urgesi esulta quasi incredula dopo un match vinto.
Federica Urgesi esulta quasi incredula dopo un match vinto. Fonte immagine: FITP.

Superficie preferita e caratteristiche tecniche di Federica Urgesi

Superficie preferita dove giochi? Vedendo gli ultimi risultati verrebbe da dire la terra rossa: è davvero così?

In realtà non so bene quale sia la mia superficie preferita. Sicuramente sulla terra rossa ho fatto ottimi risultati e ho tanta esperienza nonostante la giovane età perché è la superficie che si trova di più in Italia dove, dunque, mi sono allenata ed ho giocato più spesso. Devo dire però che mi trovo molto bene anche a giocare sul cemento. Per il mio modo di giocare, infatti, mi trovo bene su questo tipo di superficie e negli ultimi due anni ho aumentato le partite giocate, avendo ottime sensazioni.

Al torneo di Parma hai raggiunto la finale di doppio insieme a Marta Lombardini: che esperienza è stata condividere quel percorso con lei? Riproporrete la coppia in futuro?

Con Marta Lombardini è nato tutto casualmente nel senso che eravamo a Parma per il torneo di singolare ed una volta per fare anche il doppio per cui non eravamo in tabellone abbiamo parlato con persone della Federazione Italiana Tennis e siamo state messe in coppia, ma fino ad un’ora prima di entrare in campo si può dire che non avevamo mai provato nulla insieme. Conoscendola già ed avendo un buon rapporto con lei abbiamo preso queste partite anche divertendoci tra di noi, scherzando un po’ e questo ha portato magari a giocare con meno pressione ed a farci arrivare a questo grande risultato della finale in un torneo 125. Per quanto riguarda la nostra coppia di doppio quando capiteremo a giocare negli stessi tornei sicuramente penso che proveremo a rifare il doppio insieme.

Dal punto di vista tecnico, quali pensi siano oggi le caratteristiche più forti del tuo tennis? E invece su quali aspetti senti di dover ancora lavorare per fare un ulteriore salto di qualità?

Come tennista mi definisco molto completa. Infatti, ho:

  • un ottimo servizio;
  • un buon rovescio;
  • un dritto solido.

Una cosa su cui posso migliorare di sicuro è l’inserire durante la partita più variazioni possibili, una cosa che so di saper fare, ma che magari in partita uso poco. Provare una palla corta, una discesa a rete in più possono essere armi importanti per dare più “problemi” alle avversarie.

Giochi sia singolare sia doppio in cui anche a livello giovanile hai ottenuto grandissimi risultati: quale delle due specialità senti più vicina al tuo modo di vivere il tennis?

Per il mio modo di giocare mi vedo meglio come giocatrice nel singolare. Il doppio lo faccio molto seriamente, ho ottenuto buoni risultati e sicuramente è un tipo di tennis che aiuta a completarsi in tanti fondamentali, che mi diverte e che continuerò a giocare. Però tra le due “specialità” mi sento più una giocatrice da singolare.

Federica Urgesi in foto con la compagna di doppio Marta Lombardini alla premiazione per il secondo posto nel torneo di Parma.
Federica Urgesi in foto con la compagna di doppio Marta Lombardini alla premiazione per il secondo posto nel torneo di Parma. Fonte immagine: Mef tennis events.

Tra fonti di ispirazione e il torneo dei sogni

C’è una giocatrice del circuito a cui ti ispiri particolarmente, per atteggiamento o stile di gioco?

Una giocatrice a cui mi ispiro tantissimo del passato è Flavia Pennetta. Mi è sempre piaciuto moltissimo il suo stile di gioco, la sua classe in campo e la sua qualità nei colpi oltre che la completezza in tutti gli aspetti di gioco. Per quanto riguarda il tennis maschile invece un punto di riferimento è sempre stato per me Roger Federer. Di tenniste attuali mi piace molto Elena Rybakina anche se non ho un gioco simile al suo.

Torneo dei sogni a cui vorresti partecipare? Quali sono gli obiettivi che ti sei posta per il futuro, sia a breve termine sia per la tua carriera?

Per quanto riguarda il torneo dei sogni a cui vorrei partecipare devo dire che è l’Australian Open. L’ho già vissuto quell’ambiente lì quando ho vinto il torneo di doppio juniores e vorrei riviverlo anche a livello di singolare. Mi piacerebbe molto che quello fosse il primo slam a cui arrivo a partecipare. Ma ovviamente anche uno degli altri mi andrebbe più che bene! Per quanto riguarda i miei obiettivi sicuramente la voglia è di arrivare a giocarmi le qualificazioni per appunto l’Australian Open del 2027. Non è semplice però perché vi accedono solo giocatrici con un’ottima classifica per cui molto dipenderà dai risultati che riuscirò ad ottenere nei prossimi mesi. E in quest’ottica spero che l’energia del torneo di Roma mi aiuti a trovare quella continuità di risultati per arrivare a questo grande obiettivo. Per il resto poi si vedrà.

Se dovessi descrivere Federica Urgesi fuori dal campo come ti definiresti?

Fuori dal campo mi descrivo sicuramente come una ragazza molto solare, che ama la tranquillità e anche stare con le amiche e quando riesco in famiglia. Posso stare anche semplicemente con loro a vedere un film a casa; perciò, ecco se dovessi definirmi direi tranquilla e socievole. Devo inoltre dire che non è semplice trovare amiche vere nel mondo del tennis ed io per fortuna ho trovato delle ottime amiche per cui mi considero fortunata da questo punto di vista.

Ancora un grandissimo grazie mille a Federica Urgesi per essersi raccontata in quest’intervista. Noi della redazione ti facciamo un grande in bocca al lupo per il futuro, dove continueremo a seguirti ed a fare il tifo per te.

Fonte immagine copertina: FITP.

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