Dal suo approdo in terra partenopea, Lorenzo Lucca non è riuscito ancora ad entrare appieno nel cuore del tifo napoletano. Al netto della rete siglata ieri al Cagliari in Coppa Italia, il nativo di Moncalieri ha messo in luce tratti acerbi del proprio gioco che hanno condizionato gli umori di una buona parte del pubblico presente al “Maradona”. Ingenerosi i fischi al momento dell’uscita dal campo.
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Qual è il bilancio della prestazione di Lucca?
| Aspetto | Dettaglio match |
|---|---|
| Gol realizzato | Colpo di testa al 28′ su assist di vergara |
| Reazione tifosi | Fischi al momento della sostituzione |
| Valutazione | Sufficienza piena per l’impegno nel primo tempo |
| Episodio chiave | Palla persa che ha favorito la ripartenza avversaria |
La prestazione di Lucca in campo
Apparso poco lucido nei primi minuti con alcuni errori di misura, Lucca è riuscito subito a riscattarsi con un colpo di testa – marchio di fabbrica – tradotto in rete al 28’, sull’assist al bacio del classe 2003 Antonio Vergara, probabilmente il migliore in campo. Segue qualche altro tentativo di flirt dell’attaccante in maglia 27 con la porta avversaria (anche forzato), che aveva lasciato ben sperare. Poi, il calo di rendimento.
Dopo aver tirato il freno nella seconda frazione di gioco, è una sua palla persa a provocare la ripartenza pagata dazio dal Napoli.
Per poco, il club di Aurelio De Laurentiis non ci ha rimesso le penne, riuscendo a spuntarla successivamente alla lotteria dei calci di rigore (10-9) e approdando così ai quarti di finale della competizione.
La partita a due facce di Lucca, nel computo totale gli vale una sufficienza in pagella. La voglia di determinare emersa nella prima frazione è un aspetto essenziale da cui ripartire, continuare a dare slancio di rendimento in vista dei prossimi incontri e raggiungere maggiore consapevolezza durante l’arco dell’intera stagione.
Ad intrecciarsi con la trama della sfida, spunta un tema destinato a far discutere: il momento dell’uscita dal campo di Lucca, accompagnato dai fischi assordanti di una larga porzione dei supporter di casa. Una punizione a dir poco severa per l’autore del gol del vantaggio. Ma come si è arrivati a questa situazione?
Il complicato avvio di stagione
L’investimento pianificato da De Laurentiis e tradotto in realtà lo scorso 18 luglio, dal valore di circa 35 milioni di euro (bonus inclusi) ha inevitabilmente alzato le aspettative attorno al “gigante” italiano.
Con il passaggio alla formazione Campione d’Italia il suo minutaggio è diminuito sensibilmente: aspetto prevedibile considerata la concorrenza nel pacchetto offensivo. Nonostante l’infortunio in avvio di stagione di un altro colosso, tale Romelu Lukaku, nelle idee di Antonio Conte il classe 2000 non si è mai realmente dimostrato all’altezza di una maglia da titolare.
L’intervento sul mercato con la chiusura della trattativa per Rasmus Hojlund, la scarsa incisività in termini realizzativi abbinata a un lavoro non esaltante in fase di supporto e ricezione spalle alla porta, hanno compromesso il suo grado di titolarità. Sino a questo momento, insomma, Lucca è sembrato solo un lontano parente di quello visto sotto il cielo friulano.
Nel trittico delle punte, con il rientro ormai prossimo del bomber belga, Lucca rischia di essere meno di una valida alternativa ai colleghi di reparto.
I numeri dell’attaccante azzurro
Prima di ieri, solo 5 gare da titolare tra Serie A e Champions League. La calda piazza azzurra ha iniziato così a borbottare, esprimendo il proprio disappunto.
Nel corso della stagione corrente, il prodotto delle giovanili del Torino ha avuto poco spazio: quindici incontri per poter dimostrare, quindici occasioni per incidere. Una rete messa a segno contro il Pisa, quella del momentaneo 3-1. Ieri, al sedicesimo appuntamento (titolare 44 giorni dopo l’ultima volta), il secondo squillo stagionale. Forse quello che può dargli maggiore fiducia.
L’analisi della partita Napoli-Cagliari
In un Maradona “spoglio”, se paragonato alle abitudini di fine settimana, il Napoli ha ricevuto la spinta dei fedelissimi presenti nel tempio di Fuorigrotta.
Costantemente proiettati nella metà campo avversaria, gli azzurri hanno controllato l’incontro; il Cagliari si è dimostrato attendista e praticamente mai pericoloso.
Il gol per Lucca – come accennato – costituisce pura linfa per l’attaccante stesso, l’assist di Vergara esalta la sua prestazione da protagonista. Il ragazzo proveniente dalle giovanili rappresenta una pietra preziosa da custodire e proteggere per il presente e per il futuro. La sua prova non può che far sorridere Conte.
“Segna per noi, gonfia la rete”, è il coro intonato per gran parte del secondo tempo dai membri delle curve casalinghe. Il gol arriva sì, ma in favore degli ospiti, a causa di superficialità e un pizzico di sfortuna.
L’assedio finale non porta gli effetti desiderati. Servono ben 20 rigori per decretare il vincitore. Buongiorno gonfia la rete dopo l’errore di Luvumbo. Boato al Maradona.
La strategia di Conte: minimo sforzo, massima resa
“Minimo sforzo, massima resa”: l’intento di Antonio Conte era chiaro. L’ampio turnover voluto dal tecnico salentino ha richiamato alla mente il principio di Pareto.
In questo caso specifico: scelte pratiche che portano alla qualificazione (sudata) e titolari risparmiati (seppur per metà gara) in vista del match interno di campionato contro la Juventus. L’allenatore degli azzurri avrebbe preferito tenerli comodi in panchina per tutti i 90 minuti, su questo non c’è dubbio. Ma le esigenze di campo hanno spinto Conte a richiedere uno “sforzo” ai grandi nomi.
Il risultato sorride questa volta ai partenopei, ma alla prossima servirà ben altro spessore per continuare a navigare su più fronti, senza perdere il senso dell’orientamento.
Fonte immagine: archivio personale

